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Una Buona Scuola per tutti e di tutti

PRESIDE MANAGER

mercoledì 26 agosto 2015

PRESIDE MANAGER

La controprova si avrà nei prossimi giorni, in coincidenza con la riapertura delle scuole. Quando, ai compiti di routine che coincidono con l’inizio dell’anno scolastico (dall’elaborazione del piano educativo per l’integrazione degli alunni con disabilità alla composizione dell’orario delle lezioni), si aggiungeranno alcuni adempimenti nuovi di zecca. In primis l’indicazione del fabbisogno di docenti aggiuntivi di cui avranno bisogno per potenziare l’offerta formativa dei loro istituti. E non sarà un passaggio di poco conto perché sulla base dei loro “desiderata” il Miur provvederà poi alla distribuzione tra le singole scuole degli oltre 55mila precari assunti sui posti di «potenziamento» (su cui si veda altro articolo in pagina).

La sede per farlo sarà il “nuovo” piano per l’offerta formativa (Pof) per il prossimo triennio che andrà messo a punto però entro ottobre di quest’anno e che si aggiungerà al “vecchio” Pof valido per il 2015/2016. Nella messa a punto del piano triennale il preside dovrà fissare gli indirizzi, poi toccherà al collegio dei docenti elaborarlo e al Consiglio di istituto approvarlo. In nome di quella collegialità che la Buona Scuola non ha scalfito.

Dal 2016/2017, questa facoltà si arricchirà anche della chiamata diretta dei prof. Nel senso che i dirigenti scolastici non si limiteranno a indicare gli insegnamenti che vogliono rafforzare e con quanti docenti intendono farlo ma sceglieranno anche i prof a cui affidare l’ampliamento dell’offerta formativa. In una misura che all’inizio è stimata intorno al 20 per cento del corpo docente.

Sempre a partire dal prossimo anno scolastico l’autonomia attribuita ai dirigenti si arricchirà di un nuovo tassello: la capacità di valutare i docenti e, dunque, di stabilire quale insegnante andrà premiato e quale no. Una facoltà che andrà esercitata sulla base di criteri, in parte indicati dalla legge, in parte espressi dal Comitato di valutazione: un organismo formato dal dirigente scolastico, da tre docenti interni (due scelti dal collegio dei docenti e uno dal consiglio di istituto), da due rappresentanti dei genitori (che alle superiori diventano un rappresentante degli studenti e uno delle famiglie) e da un settimo membro che l’Ufficio scolastico regionale (Usr) potrà individuare tra presidi, docenti e dirigenti tecnici.

Il preside rivestirà un ruolo cruciale anche nella realizzazione dell’alternanza scuola-lavoro. Fin dal prossimo settembre, tutte le scuole secondarie di secondo grado dovranno attuare iniziative di alternanza a partire dal terzo anno, con estensione progressiva agli ultimi tre. E non si tratta di qualche giorno: si parla di pacchetti di 400 ore in tre anni per gli istituti tecnici e professionali e di 200 per i licei.