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CONTESTATA LA GIANNINI: ASSAGGIO DI SCIOPERO. - Centro Studi per la Scuola Pubblica di Padova
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CONTESTATA LA GIANNINI: ASSAGGIO DI SCIOPERO.

di Roberto Ciccarelli

domenica 26 aprile 2015

Contestata Giannini a Bologna, la rivolta della scuola contro Renzi

di Roberto Ciccarelli , dal Manifesto

Sciopero . Diecimila persone hanno sfilato in corteo a Roma con Usb, Unicobas, Anief. Dopo mesi di retorica, nasce l’opposizione: 120 flash mob in tutto il paese

Cen­to­venti flash mob, auto-organizzati e con­vo­cati a sor­presa gio­vedì sera in tutto il paese hanno dimo­strato l’ampiezza del dis­senso con­tro il Ddl Scuola di Renzi e del Pd. Le straor­di­na­rie imma­gini, comu­ni­cate a mezza sera su twit­ter, wha­tsapp e face­book delle migliaia di docenti e geni­tori, cin­que­mila, die­ci­mila lumini alzati sul cielo al tra­monto sulla sca­li­nata di piazza di Spa­gna a Roma non sono solo una memo­ra­bile foto-ricordo.

Rap­pre­sen­tano la com­mo­vente ampiezza dell’opposizione al preside-manager par­to­rito dalla fer­vida imma­gi­na­zione dei buro­crati e dei peda­go­giti neo­li­be­rali che si pas­sano il testi­mone tra il Miur a Viale Tra­ste­vere e il Naza­reno del Pd. Un’ondata improv­visa, troppo a lungo impri­gio­nata dagli sto­rici ritardi sin­da­cali o dal mode­ra­ti­smo impo­sto dalla pre­senza elet­to­rale del Pd nella scuola. Oggi dimo­stra come la società ita­liana sia viva, auto­noma, cri­tica rispetto al nuovo sacri­fi­cio impo­sto alla scuola.

La con­ferma è arri­vata ieri dalla Festa dell’Unità di Bolo­gna dove la mini­stra dell’Istruzione Gian­nini è stata dura­mente con­te­stata da pre­cari, stu­denti e docenti. Venti minuti inin­ter­rotti di slo­gan, fischietti, pen­tole bat­tute osses­si­va­mente per espri­mere la netta con­tra­rietà ad un prov­ve­di­mento inco­sti­tu­zio­nale. La scena è ine­dita, almeno negli ultimi anni. La pro­rom­penza della con­te­sta­zione atte­sta che il clima nella scuola è net­ta­mente cam­biato, dopo mesi di stanca ripe­ti­zione dei vuoti slo­gan ren­ziani. Il 5 mag­gio, giorno dello scio­pero dei sin­da­cati mag­giori della scuola, l’astensione del lavoro si annun­cia mas­sic­cia. Come le mani­fe­sta­zioni che si ter­ranno in tutto il paese. I sin­tomi ci sono tutti.

Ieri mat­tina, alla basi­lica Santa Maria degli Angeli in piazza della Repub­blica a Roma, molti docenti e pre­cari della scuola par­la­vano ancora dei flash­mob visti sui social net­work, o par­te­ci­pati di per­sona. E del loro mes­sag­gio ine­qui­vo­ca­bile. Sono arri­vati in die­ci­mila da tutto il paese, ade­rendo al riu­scito scio­pero gene­rale indetto da Usb, Anief, Uni­co­bas. Hanno sfi­lato fino a Ss. Apo­stoli, la piazza meno visi­bile della capi­tale dove ormai sono con­vo­gliate le mani­fe­sta­zioni. Nel giorno in cui, final­mente, sono stati chiusi i ter­mini per la pre­sen­ta­zione degli emen­da­menti alla con­te­sta­tis­sima «Buona Scuola» (2400), i sin­da­cati di base, o «alter­na­tivi», hanno cri­ti­cato le posi­zioni dei sin­da­cati «maggiori».

La pole­mica rien­tra la tra­di­zio­nale con­trap­po­si­zione tra le parti, ma evi­den­zia anche un pro­blema poli­tico. È pre­ve­di­bile, infatti, che gli emen­da­menti saranno usati da Renzi per divi­dere il fronte sin­da­cale che si è ritro­vato unito per la prima volta dal 2008. Un rischio denun­ciato dai Cobas di Piero Ber­noc­chi che mani­fe­ste­ranno il 5 mag­gio, ma su una piat­ta­forma diversa rispetto a quella dei sin­da­cati mag­giori. Lo scio­pero è «una deci­sione presa a soste­gno delle richie­ste di modi­fica al Ddl» si è letto nella con­vo­ca­zione di que­sti ultimi. Una volta otte­nute, si rinun­cia allo scio­pero? Que­sto è il rischio avan­zato ieri dai sin­da­cati di base che invece chie­dono il ritiro di un Ddl «ine­men­da­bile», anche per la pre­senza delle 13 dele­ghe che il governo terrà per sé. In ogni caso il governo è inten­zio­nato a pro­se­guire fino in fondo sulla sua strada.