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Lettera precaria - Centro Studi per la Scuola Pubblica di Padova
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Una Buona Scuola per tutti e di tutti

Lettera precaria

di Maddalena Lo Fiego

mercoledì 18 marzo 2015

Presidente Renzi,

Le scrivo in merito al DDL sulla Buona scuola presentato da Lei in conferenza stampa la settimana scorsa. Le esprimo tutto il mio sdegno per un disegno di legge che annienta la libertà d’insegnamento sancito dalla nostra (mia senz’altro) Costituzione; rottama (!) e cancella d’un colpo docenti ed educatori con abilitazioni, master, SSIS, anni di lavoro nella scuola pubblica e quant’altro “sterminandoli” al pari di una pulizia “etnica”; concentra nelle mani dei Dirigenti uno strapotere assoluto che rimanda ad epoche nefaste di inizio secolo, laddove per antonomasia la scuola è invece il luogo del confronto democratico e della collegialità; toglie alla Scuola pubblica per dare a quella privata, alla faccia della Costituzione (di nuovo!) e delle Sue sbandierate “Scuole belle e sicure” (i solai ci cadono in testa tutti i giorni!); dietro l’etichetta dell’alternanza scuola-lavoro fomenta il lavoro non retribuito di minori (!) ledendo il diritto alla studio (concetto troppo ardito e obsoleto?) degli studenti; fa finta di favorire il potenziamento di alcune materie (inglese, musica, storia dell’arte) quando in realtà una proficua didattica è impossibile da realizzare se non si aboliscono i tagli agli organici dell’epoca Gelmini!
La smetta di prenderci per i fondelli! Assuma il personale precario così come intimato dalla Corte di Giustizia Europea, senza condizioni e ricatti!
Se poi Lei ci tiene veramente al Bene della Scuola Pubblica Statale, così come dichiarato mille volte nella “Sua” campagna elettorale, accetti i suggerimenti e le proposte contenute nella Legge di Iniziativa Popolare per una Buona scuola della Repubblica. Tenga conto davvero della voce di chi opera nella scuola, degli studenti, dei docenti, degli educatori che a gran voce rigettano questo assurdo disegno di legge.
Tenga conto soprattutto che “il profitto” della scuola non si misura in titoli od azioni. E’ una cosa impalpabile e per questo preziosissima che non si vende e non si compra. Si chiama Cultura.

Maddalena Lo Fiego
Educatrice precaria da 14 anni