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scatti anzianità

Sblocco scatti anzianità grazie a 300 mln derivanti tagli

la truffa ella Gelmini

venerdì 14 gennaio 2011

Sblocco scatti anzianità grazie a 300 mln derivanti tagli
Somma sottratta a fondi inizialmente destinati premiare ’merito’

È di circa 300 milioni di euro l’impegno che il ministero dell’Economia, Giulio Tremonti, ha oggi avallato apponendo la sua firma sul decreto interministeriale Mef-Miur per permettere a decine di migliaia di insegnanti e personale non docente di usufruire degli scatti automatici stipendiali del 2010 superando, in tal modo, il blocco previsto dalla legge di stabilità per tutti i dipendenti del pubblico impiego.

In linea con l’accordo verbale raggiunto il 24 giugno a Roma con i sindacati (Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda) e confermato il 18 novembre a viale Trastevere dal responsabile del Miur, Mariastella Gelmini, il finanziamento per consentire lo sblocco degli aumenti deriverà dal 30% dei risparmi al settore attuati dallo stessi Governo con la finanziaria del 2008 (art.64 della legge n. 133). A livello normativo, sarà l’art. 8, comma 14, della legge 122/10 a consentire di destinare la cospicua somma, in deroga ai vincoli posti dai commi 1 e 23 dell’art. 9 della stessa legge che prevedeva il blocco delle retribuzioni per un triennio e il congelamento degli scatti di anzianità: la somma servirà, in pratica, a finalizzare il "recupero dell’utilità dell’anno 2010 - si legge nella 122/10 - ai fini della maturazione delle posizioni di carriera e stipendiali e dei relativi incrementi economici del personale docente, educativo ed ATA".

La manovra ridurrà drasticamente i fondi per la meritocrazia del personale, per la quale, in base alla stessa legge 133/08, sarebbero dovuti essere destinati gli oltre 350 milioni derivanti dai tagli al comparto. Invece, solamente circa 50 milioni di euro saranno destinati al personale più meritevole di sei province: Torino, Napoli, Pisa, Siracusa, Milano e Cagliari. Rimane ora però aperta la questione del blocco stipendiale dei due anni successivi, il 2011 e il 2012.

Il rifiuto della sperimentazione ha, dunque, avuto delle ricadute positive, un plauso ai colleghi delle provincie e città che hanno decisamente rispedito al mittente la proposta/provocazione.