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libertà

ISCRIZIONI - INSIDIE MERITOCRATICHE

da Parma

sabato 31 gennaio 2015

- Al Dirigente dell’UST di Parma
- Ai componenti del Consiglio di Istituto del Liceo Bertolucci
- Ai Dirigenti dell’ASAPA
- Agli organi di stampa

Oggetto: Osservazioni sui criteri meritocratici di accettazione delle domande di iscrizione adottati dal Consiglio di Istituto del Liceo Bertolucci.

Stimati tutti,
leggiamo quanto approvato dal Consiglio di Istituto del Liceo Bertolucci (vedi allegato) e ci poniamo qualche quesito, a fronte di una decisione che indica tra i criteri di priorità nelle iscrizioni:

Criterio 4 - Media voti primo periodo valutativo scuola media

Definizione della graduatoria dei richiedenti a partire dalla media dei voti del primo periodo valutativo del terzo anno di scuola secondaria di I Grado (scuola media). Si considerano tutti i voti (comportamento compreso) ad esclusione del giudizio in IRC. Le domande verranno graduate a partire dalla media più alta.

Sicuramente comprendiamo che tale criterio è stato approvato come PROVOCAZIONE e PROTESTA contro le condizioni in cui il Liceo Bertolucci si è trovato ad operare negli ultimi due anni (possibilità limitata di formare classi prime a causa della presenza della Scuola Europea nello stesso edificio), obbligando a trovare criteri che escludessero una parte degli iscritti.

Sicuramente condividiamo la necessità di non far pagare solo a poche scuole cittadine (Bertolucci per la Scuola Europea, Corazza e Cocconi per Scuola Racagni) il prezzo dei ritardi della politica e delle amministrazioni provinciale e comunale, oltre che della preservazione di privilegi economici (vedi scelte CDA Scuola Europea).

Quindi siamo certi che tale criterio di priorità in base ai voti scolastici e al presunto "merito" sia una forma di PROVOCAZIONE alla cittadinanza e alla politica scolastica.

In caso contrario, sarebbe grave che nella scuola pubblica statale, in classi soggette all’obbligo di istruzione passasse il principio che "i migliori vengono da noi, gli altri si arrangiano e vanno altrove". Sarebbe un principio classista, da denunciare a viva voce, qualora avesse i crismi di legittimità e di costituzionalità.

Crediamo che la scuola pubblica statale, come ricordavano don Milani e i suoi ragazzi, non sia un ospedale per curare i sani, ma i malati, e debba mettere a disposizione di tutti gli alunni le proprie potenzialità, senza discriminarli in base al rendimento scolastico, selezionandoli anticipatamente.

Giordano Mancastroppa docente primaria

Teresa Ollari docente primaria

Roberta Roberti docente scuola secondaria II grado