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Cobas versus Omofobia - Centro Studi per la Scuola Pubblica di Padova
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Diritti a scuola

Cobas versus Omofobia

Il caso di Davide Zotti

sabato 25 ottobre 2014

Dopo il caso della prof.ssa trentina licenziata da una scuola paritaria [cattolica] perchè sospettata di essere lesbica, licenziamento mai rientrato nonostante le ripetute prese di posizione di alcune OO.SS. e di associazioni della Regione Trentino Alto Adige, ecco che emerge una nuova situazione di tensione sul tema dei diritti civili.

I COBAS A FIANCO DI DAVIDE ZOTTI

Come Cobas sosteniamo pienamente il gesto del professor Davide Zotti e
condividiamo integralmente questa sua lettera, che facciamo nostra

***
"Questa mattina sono entrato nella mia classe e ho tolto dal muro il
crocifisso. E ho poi spiegato ai miei studenti perché l’ho fatto.
Perché ieri per l’ennesima volta un importante esponente della gerarchia
cattolica, sul Corriere della Sera, ha ribadito le posizioni omofobiche
della Chiesa, affermando che l’omosessualità non è conforme alla realtà
dell’essere umano. Nulla di nuovo ma non per questo meno grave. Come
docente e omosessuale non posso più accettare di svolgere il mio lavoro
in un luogo, l’aula, segnato dal simbolo principale della Chiesa
cattolica, che continua a calpestare la mia dignità di persona
omosessuale. Non intendo più insegnare sotto un simbolo che rappresenta
un’istituzione che continua a delegittimare la mia persona e quindi il
mio stesso ruolo educativo.
Ho scelto la disobbedienza civile, con tutte le conseguenze che ne
deriveranno, in quanto il nostro Stato non ci tutela da chi ci
discrimina, anzi garantisce, in un ambito che dovrebbe essere laico,
come la scuola pubblica, la presenza simbolica e di fatto di una Chiesa
che non perde giorno per insultarci, in quanto persone che rivendicano
diritti individuali e sociali. Mentre pagherò di persona le conseguenze
del mio gesto, i rappresentanti delle più alte gerarchie della Chiesa
cattolica potranno continuare indisturbate a fare dichiarazioni
discriminatorie e lesive della nostra dignità. E’ un atto tutto politico
di disobbedienza civile di fronte a uno Stato che non difende una parte
dei suoi cittadini ma garantisce invece chi quei cittadini li discrimina".

Cobas Friuli Venezia Giulia e Cobas scuola del Veneto