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tagli & ritagli

+ TAGLI che INVESTIMENTI nella scuola

da Orizzonte Scuola e Tecnica della scuola

lunedì 13 ottobre 2014

Che i tagli sulla scuola fossero annunciati era quasi certo, adesso c’è la certezza del botto: la scuola taglierà più di quanto riceverà!

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Stabilità, 189 mln da stipendi, 55 da supplenze. La scuola taglierà più di quanto riceverà

E’ cronaca la pubblicizzazione da parte Governativa di un settore scolastico al centro dei finanziamenti nella prossima Legge di Stabilità. C’è da assumere i precari e da avviare tante nuove novità, come la valutazione, la scuola-lavoro. In realtà, almeno secondo quanto scrive il Sole24Ore, i tagli saranno superiori agli investimenti.
Un miliardo è stimato il finanziamento al settore scuola, annunciato dal Premier già prima dell’estate, gran parte del quale andrà per le assunzioni di 148mila docenti.
Da dove verranno tali finanziamenti? Ovviamente, le risorse dovranno essere trovate all’interno stesso della scuola. Ma c’è di più, a conti fatti, i tagli saranno superiori all’investimento.
Il calcolo è stato anticipato dal Sole24Ore. Il Ministero dell’istruzione parteciperà con 1,1 miliardi sui 6 miliardi di tagli attesi per il 2015. Come parteciperà il settore scolastico?
Secondo il quotidiano (…) i tagli saranno così distribuiti:
- 144mln dal taglio dei membri esterni dell’esame di maturità;
- 130mln dal taglio del fondo per le spese di pulizia;
- 80 milioni dal blocco degli scatti di anzianità, che diventano 189 in 3 anni;
- 55 mln dall’eliminazione delle supplenze brevi;
- 50 dal taglio dei progetti nazionali di istruzione.
Nessun cenno, da parte del Sole24Ore, del taglio agli organici ATA con blocco del turno-over, precedentemente anticipato da Italia Oggi.
Sta di fatto che l’istruzione parteciperà per un sesto dei tagli attesi per il 2015 e riceverà meno di quanto dovrà cedere.

Fonte: http://www.orizzontescuola.it/news/stabilit-
189-mln-stipendi-55-supplenze-scuola-taglier-
pi-quanto-ricever

Confermato: ancora tagli all’Istruzione


di Pasquale Almirante

Dati alla mano, il Miur sarà protagonista tanto della voce "avere", grazie al miliardo destinato alla stabilizzazione di 148.100 docenti precari, quanto alla voce "dare" . Se calcolato sul saldo netto da finanziare il contributo di viale Trastevere dovrebbe valere un sesto dei tagli complessivi (1,1 miliardi sui 6 attesi nel 2015). Che salirebbe a un quarto se calcolato sull’indebitamento (800 milioni sui 3 miliardi di risparmi attesi dalla manovra).

Risorse che, spiega Il Sole 24 Ore, arriveranno in parti quasi uguali dal comparto scuola, da un lato, e dal binomio università/ricerca, dall’altro.

Il risparmio più consistente arriverebbe dalla modifica degli esami di stato e dalla soppressione dei membri esterni (eccezion fatta per il presidente) nelle commissioni per la maturità: 144 milioni che scenderebbero a 99 se rapportati all’indebitamento.

Altri 130 milioni giungerebbero invece dalla riduzione del fondo di funzionamento delle scuole assicurata dalla razionalizzazione delle spese di pulizia. Sempre in tema di scuola paiono degne di nota altre tre decurtazioni: gli 80 milioni (43 ai fini dell’indebitamento) dovuti allo stop agli scatti di anzianità, che salirebbero a 189 alla fine del prossimo triennio; i 55 milioni (30 ai fini del rapporto deficit/Pil) attesi dall’eliminazione delle supplenze di un giorno; i 50 milioni sottratti ai progetti nazionali di istruzione.

Passando all’università, il primo intervento che balza agli occhi è una mini-sforbiciata alla quota rimodulabile del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo), che dovrebbe valere 32 milioni ed essere collegata all’incremento di efficienza nell’acquisto di beni e servizi da parte degli atenei.

Per il resto, spiega sempre Il Sole 24 Ore, l’aiuto del comparto universitario dovrebbe giungere attraverso la cancellazione di una serie di micro-voci: altri 2 milioni dell’Ffo destinati ai piani triennali; 5 milioni per la sede di ingegneria di Genova (Erzelli); 3 milioni della scuola d’ateneo Jean Monnet; 500mila euro della mai decollata fondazione per il merito.

Lungo e variegato è anche l’elenco di misure per la ricerca. Accanto ai 140 milioni di giacenze del "vecchio" fondo Fsra, che dovrebbero passare a Intesa Sanpaolo e finire fuori dal comparto della Pa, comparirebbero i 50 milioni di recupero di efficienza sui consumi intermedi finanziati con il fondo ordinario degli enti (Foe). Ma i "contenitori" coinvolti sarebbero anche altri. Il Far (90 milioni di giacenze) e il Fisr (45 milioni) su tutti.

Fonte: http://www.tecnicadellascuola.it/item/6669-
confermato-ancora-tagli-all-istruzione.html

L’operazione ormai palese, riguarda:
- le commissioni interne agli esami di Stato, con un risparmio netto di 144 milioni di euro, e con buona pace della scuola di qualità e del cosiddetto «merito» strombazzato dal Ministro e dal Premier con una adeguata certificazione delle competenze,
- una mini-sforbiciata anche al Fondo di finanziamento ordinario delle università /Ffo) con un taglietto del valore di 32 milioni di euro,
- il taglio di 130 milioni di euro al fondo di funzionamento delle scuole con la “razionalizzazione delle spese di pulizia”,
- lo stop agli scatti di anzianità con un risparmio di circa 80 mln/euro, che salirebbero a 189 mln/euro per triennio,
- taglio delle supplenze inferiori a 7 giorni, con un utile di 55 mln/euro,
- sottrazione di 50 milioni di euro ai progetti nazionali di istruzione.
In conclusione, ancora una volta la scuola, l’università e la ricerca ne escono con le ossa rotte, anche se a parole tutti parlano di investimenti. (e.p.)