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Rapporto della Fondazione Agnelli sulla scuola

di Cosimo De Nitto

domenica 2 marzo 2014

72.554 repubbliche indipendenti?

Cosimo De Nitto - Fuoriregistro 24-02-2014

Il rapporto di Fondazione Agnelli, avendo capito (finalmente, era ora!) che la valutazione dei docenti è una cretinata inutile, e che non sta né in cielo (in grembo al sempiterno Zeus), né in terra (dove non lo ha adottato nessuno al mondo tranne l’America dove però è fallito), "invita" (che ormai equivale a "ordina") a puntare sulla formazione iniziale degli insegnanti e soprattutto sulla loro assunzione. Concetto ripreso e ribadito da Lucia Ribolzi che lo pone fra le altre cose che chiede al neo ministro Giannini, e cioè "la possibilità per le scuole di scegliere gli insegnanti in modo coerente con la propria offerta formativa".

L’assunzione, anche se si parla di "scelta", selezione, dovrebbe essere a carico delle singole scuole. Crociata storica di Valentina Aprea, che, non avendocela fatta col governo nazionale ha poi tentato sorti migliori nel governo regionale della Lombardia, dove evidentemente c’è un clima politico più fertile per le sue idee Lega Nord, CL, Confindustria ecc.

L’assunzione diretta, da parte delle singole scuole, dei docenti non è nuova e fa riferimento ad un’idea che vorrebbe disintegrare il sistema scolastico privandolo del suo attributo fondamentale e costituzionale che prevede un "sistema unitario e nazionale" di contro alla polverizzazione degli istituti scolastici sul territorio che resterebbero preda del "particolarismo" degli interessi di gruppi e potentati locali sia economici che culturali e magari anche ideologici e religiosi (ecco perché è particolarmente attiva nel sostenere queste posizioni CL).

Un’idea assurdamente eversiva che intanto presume:

1) l’abolizione del valore legale del titolo di studio in Italia e nella comunità europea. I soggetti economici privati e pubblici sarebbero liberi di riconoscere o no il titolo di studi. Essi avrebbero potere discrezionale nell’assunzione ad un posto di lavoro. Potrebbe anche essere riconosciuto in un territorio e non in un altro. Le regioni e i comuni amministrati dalla Lega, per esempio, non riconoscerebbero titoli conseguiti in scuole del sud, dove, a loro insindacabile ancorché esperto giudizio, si bivacca col sombrero sulla panza;
2) il cambiamento radicale della legislazione scolastica e anche della stessa Costituzione;
3) la garanzia che le singole scuole siano in grado di metter su una commissione che abbia in sé competenze riconosciute, riconoscibili, socialmente accettabili e accettate in base alle quali assumere questo o quel docente. La composizione della commissione sarebbe presieduta dal dirigente il cui stato giuridico dovrebbe essere cambiato: come, da chi, su quali competenze? Anche questo posa in grembo del sempiterno Zeus;
4) "Le scuole dovrebbero scegliere (assumere) gli insegnanti in modo coerente con la propria offerta formativa", così viene detto. E’ una corbelleria.
Per realizzare ciò bisognerebbe in primo luogo aver riconosciuto alle scuole il diritto faidate di elaborarsi il proprio curricolo, abolendo Indicazioni, Programmi, Orientamenti che hanno valore di legge su tutto il territorio nazionale e valgono per tutte le scuole della Repubblica. Ogni scuola dovrebbe scegliersi indirizzo, struttura delle discipline e degli insegnamenti, contenuti e programmi di studio. Solo dopo aver fatto ciò, dopo aver distrutto il carattere nazionale del sistema formativo, si potrebbe parlare di scelta degli insegnanti coerente con l’offerta formativa;
5) se a ogni scuola si riconosce il potere di scegliersi/assumere gli insegnanti si sappia bene che ad ogni scuola si dovrebbe prima riconoscere lo status giuridico di repubblica indipendente (di Bananas). Considerando che le scuole in Italia sono 72.554 avremmo 72.554 repubbliche indipendenti. E’ vero che siamo il paese delle repubbliche più o meno marinare, ma 74.554 mi sembrerebbero un po’ troppe. O no?