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OCSE/PISA: quello che i giornali non dicono - Centro Studi per la Scuola Pubblica di Padova
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OCSE/PISA: quello che i giornali non dicono

agenzia DIRE

martedì 10 dicembre 2013

SCUOLA. Ocse, -8% spesa per studente 6-15 anni in Italia

Cresciuta invece nella maggior parte dei paesi

Tra il 2001 e il 2010, la spesa per studente e’ cresciuta nella maggior parte dei Paesi dell’OCSE. È quanto emerge dai risultati dell’indagine Ocse-Pisa 2012 sulle competenze degli studenti quindicenni in matematica, scienze e letteratura, presentati al Miur. Durante lo stesso periodo, si legge, tuttavia la spesa cumulata per studente dai 6 ai 15 anni di eta e diminuita dell’8% in Italia, con una riduzione di risorse concentrata verso la fine del periodo. Nel periodo summenzionato, riduzioni della spesa sono state riscontrate solo in Italia, Islanda e Messico.

Dopo una determinata soglia di spesa cumulata (circa USD 50 000) il rapporto tra spesa per studente e risultati non e piu evidente. Per esempio, Italia e Singapore hanno entrambe speso circa USD 85 000 per allievo dai 6 e ai 15 anni, ma laddove l’Italia ottiene 485 punti in matematica nellíªindagine PISA 2012, Singapore ne ottiene 573. Peraltro, Italia e Norvegia hanno livelli simili di risultati (rispettivamente 485 e 489 punti) ma livelli molto diversi di spesa (la spesa per studente in Norvegia e di circa USD 124 000).

Secondo indagine migliorata disciplina rispetto anni scorsi

Secondo i risultati dell’indagine Ocse-Pisa 2012 sulle competenze degli studenti quindicenni in matematica, scienze e letteratura, presentati al Miur, in Italia il 35% degli studenti ha dichiarato di non essersi presentato almeno una volta a una lezione e il 48% di essersi assentato uno o piu di un giorno dalla scuola nell’arco delle due settimane che hanno preceduto tale indagine. Solo in Argentina, Giordania e Turchia si registrano percentuali superiori di studenti che dichiarano di aver saltato una lezione o giorni di scuola.

In Italia, il 35% degli studenti dichiara di essere arrivato in ritardo a scuola almeno una volta nell’arco delle due settimane che hanno preceduto il test di Pisa. La mancanza di puntualita e le assenze ingiustificate incidono negativamente sui risultati degli studenti. In media, nei Paesi dell’Ocse, nei risultati ottenuti in matematica, il ritardo a scuola e’ associato a una perdita di 27 punti, non presentarsi a una lezione, a 32 punti e assentarsi da scuola uno o piu giorni coincide con una perdita di 52 punti nella scala Pisa.

In Italia, non presentarsi a una lezione e’ associato a 19 punti in meno in matematica e perdere giorni di scuola e’ associato a 33 punti in meno, due valori inferiori alla media Ocse. Lo svantaggio nei risultati correlato con il ritardo a scuola e’ di 31 punti, in linea con la media Ocse. Se e’ vero che il 76% degli studenti dichiara di sentirsi felice a scuola- una percentuale lievemente inferiore alla media Ocse dell’80%- gli studenti in Italia non sono soddisfatti dalle loro scuole.

Solo il 32% degli studenti ha riportato che la situazione a scuola era ideale, rispetto alla media dell’Ocse del 61%, e il 69% degli studenti ha dichiarato di essere soddisfatto della scuola frequentata, rispetto a una media Ocse del 78%.

Come nella maggior parte dei Paesi, gli studenti ottengono migliori punteggi in matematica quando il clima di disciplina e’ piu propizio all’apprendimento, anche dopo aver tenuto conto dello status socioeconomico e di altre differenze nell’ambito scolastico.

Tra il 2003 e il 2012, il clima di disciplina nelle scuole italiane e’ migliorato in modo significativo. Nel 2003, il 39% degli studenti ha riportato che, nella maggior parte delle lezioni o in tutte, l’insegnante doveva aspettare molto tempo per ottenere il silenzio in classe; nel 2012 questa percentuale era scesa al 31%. Analogamente, nel 2003, il 42% ha riportato che la maggior parte o quasi tutte le lezioni si svolgevano in un ambiente rumoroso e disordinato. Entro il 2012 questa percentuale era scesa al 36%. Il clima disciplinare e’ tuttavia peggiore nelle scuole in cui gli studenti provengono in media da ambienti piu svantaggiati.