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LETTERA DI UNA PROFESSORESSA

di Caterina Stelluto

domenica 21 ottobre 2012

Caro Ministro Profumo,

Per la seconda volta in meno di 10 mesi mi trovo qui a scriverle, eh chissà in quanti le staranno scrivendo, lei è proprio una persona molto ricercata.
Si chiederà perché le scrivo, intanto per sapere come sta, so che ha un bel mucchio di lavoro da fare e poi per ringraziarla. Che strano si starà chiedendo, e di cosa vorrà mai ringraziarmi questa docente, presumo che abbia capito che sono una docente. Beh Signor Ministro la voglio ringraziare per aver pensato a noi docenti , per averci finalmente eretti a paladini della Patria. Non ha ancora capito Ministro? Suvvia lei è intelligente, sa di cosa sto parlando. Beh se non l’avesse capito glielo dico, grazie perché con l’innalzamento delle ore da 18 a 24 tutti i docenti italiani contribuiranno a salvare lo Stato dalla catastrofe. Ma che bello, sapere che io, Caterina Stelluto contribuirò non solo con le mie tasse ma regalerò un terzo del mio stipendio per rimpinguare le casse dello Stato. Guardi come siamo generosi noi insegnanti, diventeremo concorrenti dell’esercito della Salvezza e pensare che un ministro prima di lei ci ha definiti fannulloni, come si sbagliava, dar di fannulloni agli insegnanti, ma come si è potuto permettere? Ecco, lei ci ha finalmente ridato dignità.
Caro Ministro ma ci pensa Lei quanti soldi lo Stato risparmierà? Tanti e a vantaggio di chi? Dello Stato, ma lo stato siamo noi, e io di cosa mi avvantaggerei?

Sicuramente di me non si ricorda, e come potrebbe, riceve così tante lettere!!! Sono una docente di lingua straniera, francese, insegno in un liceo e sono di ruolo. Che bello uno direbbe, insegna una lingua quasi defunta, è pure di ruolo, che fortunata. Sì sì certo, sono molto fortunata ma forse Lei non sa che sono una delle tante vittime della falce della riforma, ho perso la mia cattedra per finire in una scuola che neppure avevo chiesto nella domanda di trasferimento condizionato che mi hanno obbligata a fare. Lo so Ministro, sta pensando, suvvia l’ha persa in una scuola ma l’ha ritrovata in un’altra, eh beh sì , ha ragione, di cosa mi lamento, un lavoro ce l’ho, se penso a quanti in Italia sono disoccupati, io posso vantare un posto a tempo indeterminato, e sto qui a lamentarmi? Che stia rasentando la follia? Può darsi Signor Ministro, sono folle, o forse lo diventerò tra non molto.

Caro Ministro a che prezzo lei mi costringerà a 24 ore settimanali? Si starà certamente ponendo la domanda, e se le ore fossero pagate, il prezzo sarebbe giusto? No, Signor Ministro, non sarebbe giusto perché è inaccettabile lavorare oltre il proprio orario di cattedra e perché quelle 6 ore in più insieme alle 6 che un mio collega aggiungerà alle sue 18, e alle altre 6 che si aggiungeranno a quelle di un altro collega, in tre abbiamo ammazzato un altro collega, ma la pena di morte in Italia non era stata abolita? Tra l’altro vivo in una regione che fu la prima ad abolirla grazie a Pietro Leopoldo, granduca di Toscana, era il 30 novembre 1786. Lo so, lo sta pensando, siamo nel 2012 e le cose cambiano, panta rei, tutto scorre, del resto la storia come una mia ex alunna mi ha detto per tre anni, non serve a nulla se poi non se ne tiene conto e non ci rende cittadini migliori.

Caro Ministro, potrei stare qui a scriverLe a lungo ma cosa le potrei dire che lei già non sa sul disastro che sta per incombere sulla scuola italiana già fortemente martoriata dai suoi predecessori?
Faccia marcia indietro Ministro, dimostri che sa andare contro un provvedimento che non risolverà i problemi che ha l’Italia, dimostri che ci tiene ai suoi docenti, dimostri con un NO che non è dalla scuola che si taglia, la scuola forma i cittadini del domani, mi ha formata e l’ha formata, non se lo dimentichi.

Ora la devo lasciare, sa mi piaceva quasi questa pseudo-conversazione con Lei, ma vede ho dei pacchi di compiti da correggere, lezioni da preparare, programmazioni da stilare. E’ domenica vero? Forse per lei ma non per noi insegnanti. Che bello lavorare la domenica, il giorno del Signore, lei è cattolico? Un giorno di riposo alla settimana dovrebbe essere concesso di diritto, ne beneficiano tutti, si vede che gli insegnanti non sono tutti ma una classe privilegiata. E’ anche una bellissima giornata, ne ho approfittato per fare tre lavatrici, poi la domenica la famiglia vorrebbe un pranzo un pochino più lauto della solita pasta in bianco che preparo per cinque giorni la settimana, mio marito vorrebbe andare a fare una passeggiata, i parenti desidererebbero una visita, ma non posso, devo salvare la Patria, e che nessuno mi disturbi
La saluto , buona domenica a lei, si riposi lei che può.
Data 21 ottobre 2012

Professoressa Caterina Stelluto