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TFA - precariato

TFA E CONCORSI. Scenari

da www.alpebra.it

lunedì 2 gennaio 2012

TFA E CONCORSI. Scenari

Fra due mesi l’avvio delle prove di selezione per l’accesso ai TFA. Nel
frattempo il Miur rivaluterà più attentamente i numeri effettivi di posti da
rendere disponibili presso le università. Infatti la prevista diminuzione del
numero dei pensionamenti, legata sia ai provvedimenti del precedente governo
che dell’attuale, ed il richiamo del ministero della Funzione pubblica a non
concedere gli ingressi "in eccesso" ai TFA, già conteggiati dalla Gelmini,
richiedono una correzione ministeriale ai decreti già pubblicati per un numero
inferiore di futuri abilitati post-TFA. Gli ex-iscritti Ssis, successivamente
ritiratisi, avranno l’accesso diretto ai tirocini banditi da ciascuna
università, mentre i posti restanti saranno assegnati in base alle graduatorie
risultanti dalle prove d’ingresso e dai titoli posseduti. La selezione per
l’accesso avverrà con tre filtri successivi: un test unico nazionale a risposte
chiuse, seguito da uno scritto e quindi da una prova orale. Chi supera anche
l’orale entra in graduatoria (sommando i voti delle tre prove e i punti dei
titoli); chi è in posizione utile in graduatoria, in base al numero stabilito
per ciascuna università, accede al TFA. Chi frequenta almeno il 70-80% delle
attività previste e supera l’esame finale, consegue l’abilitazione.

I nuovi abilitati dovrebbero rappresentare coloro che poi concorreranno,
attraverso un ordinario di "nuova concezione", alla fetta di posti non
destinati annualmente al reclutamento da GaE. Tale fetta sarà probabilmente
"variabile" e determinata annualmente, o ogni due anni, per decreto
ministeriale, in modo da destinare una percentuale maggiore dell’attuale 50%
alle GaE (alleggerendole più rapidamente) ed i restanti posti agli idonei del
concorso (che potranno essere più abbondanti laddove le GaE andassero in
esaurimento).

Le intenzioni ministeriali, dichiarate da Profumo, sono tuttavia quelle di
bandire un primo concorso ordinario (ad un numero di posti attentamente
valutato e basato sulle reali esigenze di copertura di cattedre) nella seconda
metà del 2012, cioè ampiamente prima che gli abilitati post-TFA possano
accedervi (iniziando le tre prove selettive a marzo, è difficilmente
ipotizzabile che il tirocinio effettivo possa iniziare e concludersi nel
corrente anno accademico). Pertanto si aprono due scenari alternativi.
1) Il primo (coerente con quanto progettato finora dal Miur) implicherebbe
l’inevitabile slittamento di circa un anno del progetto concorsuale del
ministro: in tal caso, a fine 2013 solo i neoabilitati da TFA potrebbero
accedere al nuovo concorso ordinario, affrontando una prima veloce preselezione
nazionale (finalizzata a ridurne il numero), con successive fasi scritta e
orale (gestibili anche localmente) fino ad arrivare al numero previsto di
assunzioni per ciascun insegnamento (presumibilmente non oltre 5-7mila posti
per ciascun anno nel biennio di riferimento). Due anni dopo, sarebbero i
neolaureati (di nuova formazione), a conclusione del loro TFA, ad affrontare la
successiva tornata concorsuale.
Si profilerebbero pertanto tre compagini: a) gli attuali iscritti in GaE, il
cui numero dovrebbe progressivamente ridursi sulla base di una più cospicua
attribuzione % di posti; b) gli attuali abilitati non inseriti in GaE,
apparentemente destinati solo alle Graduatorie d’Istituto (a meno che non si
preveda di ammetterli al concorso o di introdurli nelle GaE); c) i tirocinanti
in formazione attiva, che, abilitati, "concorreranno" in numero programmato,
ogni due anni, ai posti non destinati alle GaE.

2) Il secondo scenario (di meno chiara definizione, ma attualmente più
probabile) vedrebbe nell’autunno 2012 un bando concorsuale aperto a tutti gli
abilitati. La formula concorsuale dovrebbe essere più veloce rispetto alle
precedenti edizioni, con una notevole scrematura iniziale attraverso una
preselezione unica nazionale a test e una seconda prova a test specifica per
ciascuna disciplina. Le successive prove scritta e orale, ipotizzabili anche a
livello decentrato, individuerebbero un limitato numero di aspiranti idonei, da
assumere a T.I. nei due anni successivi. Le prove selettive per i TFA di marzo
servirebbero invece ad abilitare (nel 2013) i destinatari della successiva
tornata concorsuale, da bandire nel 2014. Poi, nel 2016, sarebbe la volta degli
abilitati da TFA conclusivo della nuova formazione, e così via ogni due anni.
Le percentuali di ripartizione dei posti tra concorsi e GaE sarebbero di anno
in anno adattate alle reali esigenze e situazioni regionali, passando
gradualmente da una ripartizione più ampia per le GaE ad una di segno opposto
man mano che le diverse GaE risultassero in esaurimento.
Si profilerebbero così queste compagini: a) gli attuali iscritti in GaE,
annualmente assunti a t.i. in base alle % stabilite; b) gli attuali abilitati,
inseriti o meno in GaE, protagonisti del concorso ordinario del 2012, i cui
vincitori sarebbero assunti nei due a.s. successivi; c) i tirocinanti in
formazione attiva, che, dopo abilitazione, "concorreranno" in numero
programmato, ogni due anni dal 2014, ai posti non destinati alle GaE.

In ogni caso, le prospettive difficilmente usciranno da questi binari:
garantire comunque una fetta del reclutamento alle GaE fino a loro esaurimento;
garantire dal 2014, con cadenza biennale, accesso ai ruoli attraverso nuovi
concorsi per numeri ristretti e programmati di candidati (con l’obiettivo di
reclutare anche o soprattutto giovani docenti); fornire in tal modo un’idea
molto più chiara sulle effettive possibilità di assunzione nella scuola negli
anni successivi per gli aspiranti all’insegnamento (chi non passa il concorso e non è in GaE sarà "fuori dai giochi").