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APPELLO DI 50 PREMI NOBEL, per la pace contro le guerre e le spese militari

di 50 premi Nobel

sabato 18 dicembre 2021, di cesppadova

Proponiamo che metà delle risorse liberate da questo accordo siano destinate a un fondo globale, sotto la supervisione delle Nazioni Unite, per affrontare i gravi problemi comuni dell’umanità… L’altra metà resti a disposizione dei singoli governi». Insomma, insistono i Nobel: «Collaboriamo, invece di farci guerra». Troppo semplicistico? Mica tanto. Facciamo pure noi i nostri conti in tasca. In Italia 26 miliardi di euro son spesi annualmente dal ministero della Difesa, equivalenti a una media di oltre 70 milioni di euro al giorno – a fronte dei peggiori salari del Continente, delle spese sanitarie mancanti e dell’accanimento sul reddito di cittadinanza.

A questi si aggiunge per i prossimi anni un fondo di 30 miliardi di euro stanziati a fini militari dal Ministero dello Sviluppo economico e di altri 25 richiesti dal Recovery Fund. Nei prossimi anni, come richiesto dalla Nato e ribadito dagli Usa, occorre passare ad almeno 36 miliardi di euro annui, equivalenti a una media di circa 100 milioni di euro al giorno. Nel mondo ogni minuto si spendono circa 4 milioni di dollari a scopo militare. Nel 2020 la spesa militare mondiale ha quasi raggiunto i 2.000 miliardi di dollari, il più alto livello dal 1988 al netto dell’inflazione.

La spesa militare mondiale è trainata da quella statunitense, salita a circa 770 miliardi di dollari annui (stime del Sipri, 3 volte la spesa militare della Cina e 12 volte quella della Russia). La cifra rappresenta il budget del Pentagono, comprensivo di operazioni belliche. E con altre voci di carattere militare siamo al totale di oltre 1.000 miliardi annui.

QUESTO IL TESTO DELL’APELLO

qui per sottoscriverlo

La spesa militare, a livello globale, è raddoppiata dal 2000 ad oggi, arrivando a sfiorare i duemila miliardi di dollari statunitensi all’anno. Inoltre, è in aumento in tutte le aree del mondo. I singoli governi sono sotto pressione e incrementano la spesa militare per stare al passo con gli altri Paesi. Il meccanismo della controreazione alimenta una corsa agli armamenti in crescita esponenziale, il che equivale a un colossale dispendio di risorse che potrebbero essere utilizzate a scopi migliori.

In passato, la corsa agli armamenti ha spesso condotto a un’unica conseguenza: lo scoppio di guerre sanguinose e devastanti. Noi vogliamo presentare una semplice proposta per l’umanità: che i governi di tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite si impegnino ad avviare trattative per una riduzione concordata della spesa militare del 2 per cento ogni anno, per cinque anni.

La nostra proposta si basa su una logica elementare:

  1. Le nazioni nemiche ridurranno la spesa militare, e così facendo rafforzeranno la sicurezza dei rispettivi Paesi, pur conservando l’equilibrio delle forze e dei deterrenti.
  2. L’accordo siglato servirà a contenere le ostilità, riducendo il rischio di futuri conflitti.
  3. Enormi risorse verranno liberate e rese disponibili, il cosiddetto «dividendo della pace», pari a mille miliardi di dollari statunitensi entro il 2030.

La metà delle risorse sbloccate da questo accordo verrà convogliata in un fondo globale, sotto la vigilanza delle Nazioni Unite, per far fronte alle istanze più pressanti dell’umanità: pandemie, cambiamenti climatici e povertà estrema. L’altra metà resterà a disposizione dei singoli governi. Così facendo, tutti i Paesi potranno attingere a nuove e ingenti risorse, che in parte si potranno utilizzare per reindirizzare le notevoli capacità di ricerca dell’industria militare verso scopi pacifici nei settori di massima urgenza.

La storia dimostra che è possibile siglare accordi per limitare la proliferazione degli armamenti: grazie ai trattati Salt e Start, gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica hanno ridotto i loro arsenali nucleari del 90 percento dagli anni Ottanta ad oggi. I negoziati da noi proposti avranno una buona possibilità di successo, perché fondati su un ragionamento logico: ciascun attore sarà in grado di beneficiare dalla riduzione degli arsenali del nemico, e così pure l’intera umanità. In questo momento, il genere umano si ritrova ad affrontare pericoli e minacce che sarà possibile scongiurare solo tramite la collaborazione. Cerchiamo di collaborare tutti insieme, anziché combatterci.

Hiroshi Amano (Nobel per la fisica)
Peter Agre (Nobel per la chimica)
David Baltimore (Nobel per la medicina)
Barry C. Barish (Nobel per la fisica)
Steven Chu (Nobel per la fisica)
Robert F. Curl Jr. (Nobel per la chimica)
Johann Deisenhofer (Nobel per la chimica)
Jacques Dubochet (Nobel per la chimica)
Gerhard Ertl (Nobel per la chimica)
Joachim Frank (Nobel per la chimica)
Sir Andre K. Geim (Nobel per la fisica)
Sheldon L. Glashow (Nobel per la fisica)
Carol Greider (Nobel per la medicina)
Harald zur Hausen (Nobel per la medicina)
Dudley R. Herschbach (Nobel per la chimica)
Avram Hershko (Nobel per la chimica)
Roald Hoffmann (Nobel per la chimica)
Robert Huber (Nobel per la chimica)
Louis J. Ignarro (Nobel per la medicina)
Brian Josephson (Nobel per la fisica)
Takaaki Kajita (Nobel per la fisica)
Tawakkol Karman (Nobel per la pace)
Brian K. Kobilka (Nobel per la chimica)
Roger D. Kornberg (Nobel per la chimica)
Yuan T. Lee (Nobel per la chimica)
John C. Mather (Nobel per la fisica)
Eric S. Maskin (Nobel per l’economia)
May-Britt Moser (Nobel per la medicina)
Edvard I. Moser (Nobel per la medicina)
Erwin Neher (Nobel per la medicina)
Sir Paul Nurse (Nobel per la medicina e presidente emerito della Royal Society)
Giorgio Parisi (Nobel per la fisica)
Jim Peebles (Nobel per la fisica)
Sir Roger Penrose (Nobel per la fisica)
Edmund S. Phelps (Nobel per l’economia)
John C. Polanyi (Nobel per la chimica)
H. David Politzer (Nobel per la fisica)
Sir Venki Ramakrishnan (Nobel per la chimica e presidente emerito della Royal Society)
Sir Peter Ratcliffe (Nobel per la medicina)
Sir Richard J. Roberts (Nobel per la medicina)
Michael Rosbash (Nobel per la medicina)
Carlo Rubbia (Nobel per la fisica)
Randy W. Schekman (Nobel per la medicina)
Gregg Semenza (Nobel per la medicina)
Robert J. Shiller (Nobel per l’economia)
Stephen Smale (Medaglia Fields per la matematica)
Sir Fraser Stoddart (Nobel per la chimica)
Horst L. Störmer (Nobel per la fisica)
Thomas C. Südhof (Nobel per la medicina)
Jack W. Szostak (Nobel per la medicina)
Olga Tokarczuk (Nobel per la letteratura)
Srinivasa S. R. Varadhan (Premio Abel per la matematica)
Sir John E. Walker (Nobel per la chimica)
Torsten Wiesel (Nobel per la medicina)
Roberto Antonelli (Presidente dell’Accademia Nazionale dei Lincei)
Patrick Flandrin (Presidente dell’Académie des Sciences, Francia)
Mohamed H.A. Hassan (Presidente della World Academy of Sciences)
Annibale Mottana (Presidente dell’Accademia Nazionale dei Lincei)
Anton Zeilinger (Presidente dell’Academy of Sciences, Austria)
Carlo Rovelli and Matteo Smerlak, organizzatori.