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didattica, diritti a scuola

Resoconto: IL CESP AL XXX SALONE DEL LIBRO a Torino

di Anna Grazia Stammati - presidente CESP

martedì 19 ottobre 2021, di cesppadova

CESP-Rete delle scuole ristrette

L’importanza della lettura in carcere al Salone Internazionale del Libro di Torino

di Anna Grazia Stammati (Presidente CESP)

Il CESP-Rete delle scuole ristrette, ha partecipato con seminari duranti tre giorni, da venerdì 15 a lunedì 18 ottobre, al Salone Internazionale del Libro di Torino, un evento che ha assunto, dopo due anni di chiusura del Salone e dell’Italia, a causa del COVID-19, aspetti del tutto eccezionali. Giorni in cui un esercito di lettori militanti ha pacificamente ma tumultuosamente invaso Torino e il Salone del Libro come un fiume in piena incurante di vaccini, tamponi e green pass, perché l’obiettivo era entrare, finalmente, al Salone e il più velocemente possibile, per non perdere nessuno degli appuntamenti previsti. Un dilagare di vecchi e giovani, professori e studenti, ragazze e ragazzi, hanno partecipato a decine di incontri e seminari, lezioni e proiezioni, hanno seguito eventi e scoperto progetti, disperdendosi e ritrovandosi nei padiglioni e negli stand (715 sparsi per l’intero Salone), immergendosi nelle sale, distinte ognuna da un colore Sala oro, rossa, azzurra, magenta, viola, gialla, verde (dove si è svolto il seminario CESP) facendo salire significativamente le vendite dei libri, segnando un 30% in più e per alcuni anche il 60%. Un popolo di lettori felici di ritrovarsi e di trovare libri da acquistare e leggere, fanaticamente convinti che la lettura è un valore per tutti, liberi e “ristretti” (con noi alcuni studenti, ormai usciti, ma appassionati lettori e attori).

In questo contesto il CESP ha svolto tre giornate seminariali, nella Sala Verde, con il seminario Ripensare il carcere:istruzione,cultura, tecnologie. I progetti (allestimenti scenici Giorgio e Anna Flamini), nella Sala Oro con “Adotta uno scrittore” e nella Sala Rossa con “Educare alla lettura in carcere”, e nelle ultime due il CESP appare in qualità di collaboratore del Salone, collaborazione richiamata di fronte al numeroso pubblico nella presentazione di Adotta uno scrittore nella Sala Oro, dallo stesso presidente delle Fondazioni Bancarie del Piemonte, Giovanni Quaglia (ex docente di Lettere ed ex Preside), che ha ringraziato il CESP per aver permesso al Salone di ampliare significativamente il progetto nelle istituzioni penitenziarie. Sono state giornate intense quelle svolte dal CESP e dalla Rete, durante le quali si sono succeduti interventi altamente qualificati, aperti dai saluti del professor Massimiliano Fiorucci, Direttore del Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università degli studi Roma Tre e del Dottor Pierpaolo D’Andria, Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria di Toscana e Umbria. Il Professor Fiorucci ha ringraziato il CESP, per l’opportunità offerta in questi anni al Dipartimento di entrare nel merito di una tematica così importante quale quella dell’istruzione in carcere, e le due docenti, Luisa Marquardt (Cattedra di Biblioteconomia e Bibliografia) ed Elena Zizioli (Cattedra di Pedagogia professionale e Pedagogia della Narrazione), per aver seguito sin dall’inizio in prima persona il percorso del CESP e della Rete.Il Provveditore D’Andria ha ancora una volta sottolineato l’interesse e l’impegno del provveditorato nell’offrire ogni sostegno ai percorsi progettuali presentati dal CESP, interesse già concretizzatosi in una conference call tenuta con il Cesp per coordinare l’azione progettuale, visti i contenuti specifici e le finalità trattamentali dei progetti anche in un’ottica di risocializzazione dei detenuti. Molto apprezzati nei due giorni gli interventi dei prestigiosi relatori (coordinatori Anna Grazia Stammati-Presidente CESP, Luisa Marquardt-UniRomaTre, Giorgio Flamini-docente nei percorsi di istruzione di secondo livello in carcere- Casa di reclusione di Spoleto- Direttore artistico della Compagnia SineNOmine): Gustavo Zagrebelsky (professore emerito, già ordinario di Diritto costituzionale nell’Università di Torino, presidente emerito della Corte Costituzionale); Marcello Bortolato (magistrato di sorveglianza) ed Edoardo Vigna (giornalista del Corriere della sera) autori di Vendetta pubblica. Il carcere in Italia; Franco Prina (Professore Ordinario Università di Torino-Presidente della CNUPP; Gherardo Colombo (Presidente della Cassa delle Ammende); Sonia Specchia (Segretario Generale della Cassa delle Ammende); Stefano Anastasia (Portavoce della Conferenza dei Garanti territoriali-Garante regionale delle persone private della libertà del Lazio); Bruno Mellano (Garante Regionale Piemonte); Elena Zizioli (Cattedra di Pedagogia professionale e Pedagogia della Narrazione); Nicolò Ceccarelli (Professore di Design- Università di Sassari) e Paolo Bellotti (già Funzionario Giuridico pedagogico). I relatori hanno ragionato a tutto campo e approfondito in senso critico i numerosi temi posti: la giustizia e l’esecuzione penale, il modello riabilitativo e la risocializzazione; la magistratura (di sorveglianza e non) e l’importanza che si conosca il carcere prima di comminare le pene; i diritti e il dovere di attuare tali diritti, come responsabilità concreta di chi vi è preposto ma non vi provvede; la sorveglianza dinamica e non il semplice controllo del detenuto e la necessità di cambiare i criteri per l’accesso alle cariche di dirigenti e personale, perché l’unico previsto non sia solo quello di “sorvegliare e punire”; gli spazi detentivi e la loro revisione, tra questioni “tecniche” che lo impediscono e responsabilità politiche di chi non entra mai definitivamente nel merito di ciò che occorre per realizzare quel “salto” culturale necessario al cambiamento; il problema organizzativo che investe l’intero sistema integrato e il corretto utilizzo delle risorse affinché l’azione di sistema, mediante concreti atti finanziari e attraverso istruzione, cultura e laboratori (un buon esempio quanto presentato nel seminario dal CESP e dalla Rete), migliorino le attività trattamentali. Su quest’ultimo punto la dottoressa Specchia ha introdotto un elemento di concretezza, descrivendo l’azione congiunta di cui si è fatta promotrice, attraverso la Conferenza delle Regioni e la Conferenza Unificata Stato Regioni, per garantire gli interventi necessari attraverso un coinvolgimento diretto e non più differibile che coinvolga tutti gli attori del processo.

La presenza concreta e attiva dei docenti della rete (presenti la Sicilia, la Sardegna, la Calabria, la Basilicata, la Campania, il Molise, il Lazio, la Toscana, l’Umbria, la Liguria, l’Emilia, la Lombardia, il Piemonte, il Friuli Venezia Giulia) coordinati da Salvatore Belsito (docente nei percorsi di istruzione di primo livello nella Casa di reclusione di Cosenza), ha poi permesso di presentare e approfondire i macro progetti elaborati dal CESP e dalla Rete, Biblioteche innovative in carcere; Cibo, cultura & biodiversità; Arti e mestieri: la bottega e l’impresa; con gli interventi di Anna Grazia Stammati (Presidente CESP), Luisa Marquardt–UniRomaTre, Alessandra Tugnoli-Dirigente scolastico, IIS “Soleri-Bertoni” di Saluzzo, Diego Accardo-docente percorsi di istruzione in carcere e referente Slow Food, Simona Maggio-volontaria Liberi dentro, Pietro Rodolfo Sacchi Bottega d’arte Casa di Reclusione San Michele–Alessandria. Nell’ultima giornata si sono presentati, come detto, i risultati del progetto Adotta uno scrittore e si è svolto il seminario Educare alla lettura in carcere, con Anna Grazia Stammati, Luisa Marquardt che hanno presentato, come esempio dell’importanza dei percorsi di Lettura e del ruolo della Biblioteca e del Teatro (che si fonda sulla lettura di testi), il docu-film Lo cunto dei ristretti, realizzato con i fondi Monitor 440 MIUR-MIBACT 2018, regia Alberto Mascia-Production Manager Daniele Tomassetti, DÉJÀ VU PRODUCTION SRL. Il docufilm, infatti, è il risultato della lettura coordinata del Pentamerone di Giambattista Basile, “Lo cunto de li cunti”, svolta in diciotto istituti penitenziari della rete, con la supervisione dei direttori artistici Giorgio Flamini (anche vice regista del docufilm), Lello Serao (Teatro TAN Area Nord Napoli), Antonello Antonante (Teatro dell’Acquario,Cosenza). Presenti in sala (e nel Salone), i due attori ex studenti “ristretti” Mattia Esposito e Francesco Sorrentino, sono stati la testimonianza concreta del valore che Biblioteca e Teatro assumono in carcere quali spazi formativi/interattivi.

Roma, 19 ottobre 2021