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didattica, diritti a scuola

“Per imparare bene bisogna stare bene. E il benessere va “costruito”*

di Giuseppe Zambon - CESP del Veneto

venerdì 15 ottobre 2021, di cesppadova

Presentazione al fascicolo in preparazione del CONCEGNO CESP "Stare bene a scuola: libertà di insegnamento, benessere e sicurezza" del 29 ottobre. Vedi qui.

“Per imparare bene bisogna stare bene. E il benessere va “costruito”*

di Giuseppe Zambon CESP del Veneto

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Stiamo vivendo un momento storico particolare: basta guardare un qualsiasi telegiornale per avere la percezione – seppur massmediatica - dei problemi che possono porsi i ragazzi di oggi, che stanno iniziando a provare ad affermare sé stessi o a sopravvivere in una società sindemica. Non è necessario essere insegnanti o genitori, basta ascoltarli. Due anni di pandemia hanno travolto il mondo della scuola, mettendola a nudo.

Le carenze strutturali, tecnologiche, di adeguato personale accumulate in almeno 20 anni di tagli nel capitolo del bilancio ad essa dedicato si sono materializzate davanti agli occhi di tutti coloro che vogliono vedere. La pezza a tali carenze, messa con la Didattica a Distanza, non ha coperto lo strappo che si è aperto, anzi per certi aspetti – non ultimi quello relazionale e didattico – ne ha approfondito gli effetti, in particolare per le fasce più deboli.
Non è affatto vero che la pandemia colpisce tutt* indistintamente e in egual misura, bensì approfondisce le differenze sociali preesistenti e favorisce la deriva dei soggetti più deboli e territorialmente svantaggiati, ce lo ricordano molteplici inchieste e rilevazioni. L’ultimo rapporto dell’ISTAT lo sancisce esplicitamente.

Stare bene a scuola non è qualcosa che si costruisce a tavolino, è un processo a cui concorre tutto il ‘sistema’ del mondo dell’istruzione. E per l’ecosistema della scuola, nella pandemia, è stato fatto poco e male, in particolare non si è toccata la normativa vigente che impone la formazione delle classi di inizio ciclo alle secondarie di secondo grado con almeno 27 alunni.

Di qui il vulnus pedagogico-didattico delle classi pollaio, di qui l’illegalità aggirata delle aule pollaio. Di qui l’imposizione forzosa di misure di sicurezza di salvaguardia della salute pubblica discutibili e indubbiamente vessatorie anche sul piano economico. Di qui una disturbante compressione delle libertà individuali e collettive, che mal si concilia con le ammiccanti esternazioni del ministro Bianchi. Senza dimenticare il lascito della Didattica a Distanza che ha acuito il controllo e il disciplinamento dei percorsi di insegnamento.

Il quadro complessivo che ne risulta non è rassicurante per coloro che operano nel mondo della scuola. È necessario che tutti coloro che hanno il compito di insegnare aiutino i loro studenti a imparare a vivere; formino, cioè, dei giovani “ … più capaci di conoscenze pertinenti, più capaci di comprendere le complessità umane, storiche, sociali, planetarie, … più capaci di comprendersi gli uni con gli altri, più capaci di affrontare le incertezze, più capaci di affrontare l’avventura della vita “*.

Star bene a scuola, sia per gli studenti sia per i docenti e il personale tutto, significa curare la propria formazione, le relazioni interpersonali, la qualità degli strumenti didattici; avere a disposizione un ambiente di lavoro e studio salubre e sicuro; imparare a co-costruire un clima di fiducia; motivare all’apprendimento; tranquillità nei risultati; … e benessere per tutte/i.

link alla pagina del CONVEGNO con modulistica, presentazione e locandina

* le citazioni in corsivo sono tratte da E. Morin, Insegnare a vivere, Cortina Ed. 2016