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PATTO per l'ISTRUZIONE - Centro Studi per la Scuola Pubblica di Padova
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discussione

PATTO per l’ISTRUZIONE

di AA.VV.

lunedì 10 maggio 2021, di cesppadova

Ancora una volta con la scusa delle ’urgenze’ e del piano di ripartenza e resilienza, il Governo accantona la discussione sul cosa cambiare e sul come intervenire nel ’mondo dell’ educazione, istruzione e formazione’ e propina una summa di propositi da effettuare in tempi brevi. Si perchè viene promesso che non si ripeterà il delirio della passata riapertura delle scuole a settembre. Alcuni punti sembrerebbero di buon senso, altri molto meno: stiamo accorti. Ma il punto dolente sta e rimane nel non voler entrare nel merito della composizione delle classi, del numero di alunni per classe, distinguendo anche per grado scolastico: non è uguale insegnare alle 3^ elementare o alla 3^superiore. O no?!. E poi ci sta la scuola in sicurezza, che per definizione non si può dare con la presente struttura degli edifici scolastici. Il dato politico di fatto sta che non si vuole mettere in discussione la deriva neoliberista del sistema educativo, costi quel che costi sia in termini educativi che sociali. Più che mai nella scuola la pandemia è sindemia. G.Z.

PATTO per l’ISTRUZIONE

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Patto per l’istruzione, tutti i punti

  • Garantire un’efficace programmazione e gestione dell’offerta formativa delle istituzioni scolastiche autonome attraverso nuove procedure di reclutamento finalizzate ad assicurare la presenza di ogni figura professionale al primo settembre di ogni anno, per superare la difficoltà della ripresa annuale delle attività scolastiche, determinata dal numero di posti di personale dirigente, docente e ATA, DSGA e personale educativo non coperto dal personale di ruolo. Tale impegno si deve realizzare entro l’avvio del prossimo anno scolastico, anche attraverso una procedura urgente e transitoria di reclutamento a tempo indeterminato.
  • Rendere le procedure per il reclutamento del personale scolastico regolari, per la selezione delle migliori competenze, perseguendo l’obiettivo di non alimentare il precariato anche tramite procedure semplificate e valorizzando la formazione del personale.
  • Garantire la sicurezza degli ambienti scolastici in relazione all’evolversi della pandemia e con riferimento all’efficientamento energetico e sismico delle scuole, anche con un ampio intervento di riqualificazione del patrimonio edilizio dedicato alle attività di istruzione, come peraltro previsto nel PNRR .
  • Definire, anche attraverso la contrattazione, provvedimenti finalizzati all’innalzamento dei livelli di istruzione volti a contrastare gli abbandoni e la dispersione scolastica e per aumentare l’inclusività, per il rafforzamento dell’offerta formativa delle scuole in raccordo con i territori e per sviluppare percorsi didattici individualizzati per tutti gli studenti.
  • Assicurare la continuità didattica tramite una programmazione pluriennale degli organici e dei contratti a tempo determinato.
  • Dedicare risorse al potenziamento della funzione dell’istruzione tecnica e professionale favorendo la sinergia dell’istruzione tecnica superiore con Università ed Enti di ricerca e rafforzando l’integrazione con l’ordinamento scolastico.
  • Potenziare la formazione iniziale dei docenti della scuola secondaria, anche basandola su un modello formativo strutturato e integrato tra le Università e le scuole, idoneo a sviluppare coerentemente le competenze necessarie per l’esercizio della professione.
  • Definire un sistema strutturato di formazione continua come diritto soggettivo, con riferimento alle metodologie didattiche innovative e alle competenze linguistiche e digitali nell’ambito delle prerogative degli organi di autogoverno dell’istituzioni scolastiche, per i quali sarà avviato un processo riformatore volto a definirne le competenze e coordinarle con quelle dei dirigenti scolastici, garantendo la libertà di insegnamento.
  • Programmare percorsi formativi per dirigenti in relazione alle metodologie di direzione, coordinamento e di supporto alla progettazione didattica e a quella gestionale e amministrativa.
  • Programmare percorsi formativi per il reclutamento e la formazione del personale amministrativo, tecnico e ausiliario delle scuole, compresi i neoassunti.
  • Prevedere efficaci politiche salariali del personale, con il prossimo rinnovo del contratto, richiedendo lo stanziamento di risorse aggiuntive, in coerenza con il Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale, sottoscritto in data 10 marzo 2021.
  • Prevedere, in un’ottica pluriennale, risorse aggiuntive per la valorizzazione di tutto il personale della scuola, nell’ambito del fondo di cui all’art. 1, c. 592, della legge 7 dicembre 2017, n. 205 e del Fondo Unico Nazionale Dirigenti Scolastici (FUN).
  • Prevedere nell’Atto di indirizzo un adeguato riconoscimento a tutte le professionalità operanti nella scuola, compresa la dirigenza scolastica.
  • Procedere al rafforzamento delle istituzioni scolastiche, in particolare nel Mezzogiorno e nelle aree interne, nell’ambito dell’impegno assunto nel PNRR, volto alla riduzione dei divari territoriali e allo sviluppo di una strategia per contrastare in modo strutturale l’abbandono scolastico.
  • Rafforzare la rete di supporto all’autonomia scolastica nell’ambito delle rispettive competenze tra Stato, Regioni, Enti locali, Autonomie scolastiche.
  • Rafforzare l’amministrazione centrale e periferica, anche in un’ottica di organizzazione data-driven, con una cabina di regia centrale dotata di risorse umane con competenze multidisciplinari, a supporto dei compiti propri delle istituzioni scolastiche .
  • Adottare provvedimenti legislativi o amministrativi di semplificazione e di armonizzazione, resi necessari dalla stratificazione determinata dall’accumularsi della produzione normativa in materia di Istruzione. A tal fine si considera opportuna la redazione di un Testo Unico sulla scuola.
  • Aprire un confronto sulla mobilità del personale scolastico e della dirigenza.
  • Ridefinire le responsabilità del datore di lavoro in tema di sicurezza negli edifici scolastici distinguendo quelle strutturali in capo ai proprietari degli istituti da quelle gestionali affidate ai dirigenti scolastici.
  • Ripensare l’orientamento scolastico a partire dal I ciclo, favorendo il raccordo tra istituzioni scolastiche e il territorio.
  • Operare, in coerenza con le previsioni del PNRR, per la riduzione del numero di alunni per classe e per istituzioni scolastiche, a partire dal prossimo anno scolastico.