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didattica, diritti a scuola

APRI&CHIUDI. BASTA COLPIRE LA SCUOLA

di Priorità alla scuola

giovedì 4 marzo 2021, di cesppadova

BASTA COLPIRE LA SCUOLA

di Priorità alla Scuola Veneto da pagina facebook

Nei giorni scorsi in varie zone d’Italia di nuovo le scuole di ogni ordine e grado sono state chiuse in base a ordinanze locali. Oggi questo modus operandi viene confermato dal primo DPCM #Draghi, che oltre a prevedere un’ulteriore stretta sulla chiusura delle scuole in zona rossa, arrivando a chiudere gli istituti di ogni ordine e grado, dà a Regioni e Comuni la possibilità di chiudere le scuole anche in zona gialla e arancione al superamento della soglia di 250 casi per 100000 abitanti o sulla base di una serie di generici parametri.
Assistiamo oggi all’ennesimo sfregio alla Costituzione ed alla Convenzione sui diritti dell’infanzia ed adolescenza, dal diritto all’#istruzione al diritto alla tutela del #benessere dei e delle minorenni di questo Paese.
Governo e Presidenti di Regione in tutti questi mesi non si sono fatti carico dell’emergenza scuola, abbandonando totalmente alle famiglie il compito della gestione della #DAD sia in termini organizzativi che economici, e di quanto essa generi nella sfera emotiva ragazzi e ragazze che sono giunti dopo un anno allo stremo delle loro capacità psicofisiche di reggere ancora questo modo di fare scuola, come dimostrano anche i preoccupanti dati relativi all’incidenza di casi di autolesionismo, tentato suicidio, ricoveri psichiatrici.
Il nuovo DPCM acuisce inoltre la gravissima differenziazione locale in materia di istituzioni scolastiche, che il precedente esecutivo aveva fatto finta di ignorare. E ancora una volta ad essere colpita è ancora solo la #scuola quando invece, lo ricordiamo, dovrebbe essere l’ultima a chiudere e la prima a riaprire.
Ed è su quest’ultimo aspetto specifico che ancora una volta il Presidente della Regione del Veneto
si è contraddistinto sia nelle sue rituali conferenze stampa sia nelle ultime conferenze Stato-Regioni. Luca Zaia
continua ad additare le scuole come principali veicoli di contagio, ma a volere al contempo aperte tutte le attività commerciali, in nome del profitto e contro l’obiettività dei dati forniti anche dalla Regione stessa. I dati della Regione Veneto sull’andamento dei contagi nelle scuole a gennaio e febbraio ci dicono ad esempio che tra i 14-19 anni, più del 50% dei casi in quarantena sono per contatti avvenuti fuori dai plessi. In Veneto i bambini e i ragazzi in età scolastica si confermano la categoria meno colpita: sono il 18% del totale dei casi positivi, mentre i docenti solo lo 0,3%.
È il caso di ricordare inoltre che siamo ancora in attesa del miglioramento, in tutta Italia e nel nostro #Veneto in particolare, del potenziamento del sistema di tracciamento e delle ULSS e dell’avvio di un reale screening di prevenzione negli istituti scolastici, ben altra cosa rispetto allo specchietto per allodole del progetto regionale di screening su “quattro” scuole sentinella.
Altresì va sottolineato come per il Presidente Zaia per passare in zona rossa o arancione e quindi attuare le relative restrizioni e chiusure non possano bastare indice RT e diffusione del contagio, ma si debba guardare anche alla tenuta della struttura ospedaliera (con le conseguenze che abbiamo vissuto questo autunno nella nostra gialla perenne), in netta contrapposizione di quanto invece chiede e decide per la scuola. Ancora una volta due pesi e due misure, a dimostrazione del fatto che la chiusura delle scuole con tutto il resto aperto sia una scelta politica di comodo che vede alla base una considerazione pari a zero dell’importanza dell’essenzialità della Scuola.
Chiediamo che venga visto il problema nella sua totalità e che non siano i e le minorenni di questo paese a pagare il prezzo più alto di questa emergenza.
Noi daremo di nuovo, ancora, sempre battaglia: siamo indignati e indignate dal vedere che la scuola chiude, di nuovo, ancora, sempre, mentre tutto, intorno, resta aperto. Siamo pronti e pronte ad intraprendere qualunque iniziativa possibile perché non possiamo accettare il protrarsi di un surrogato di scuola. La scuola è in presenza, la DAD non è scuola. Ma non solo. Il #26marzo saremo in piazza per una giornata di mobilitazione nazionale lanciata da Priorità alla Scuola
in concomitanza con lo sciopero indetto dai COBAS Scuola
affinché la scuola torni al centro delle politiche del Paese, a partire dallo stanziamento nel #RecoveryPlan delle risorse necessarie per il potenziamento di tutto il personale scolastico, con un piano di assunzioni e di stabilizzazione dei docenti precari, adeguamento degli spazi e degli edifici scolastici, con ripristino di vecchi edifici e realizzazione di nuovi, al fine di una riduzione del numero di alunni/e per classe, fissando un tetto massimo di venti.