Home Centro studi per la Scuola Pubblica - CESP Padova Home

TAR LOMBARDIA si poteva e si può rientrare a scuola - Centro Studi per la Scuola Pubblica di Padova
Home > news > TAR LOMBARDIA si poteva e si può rientrare a scuola

didattica, diritti a scuola

TAR LOMBARDIA si poteva e si può rientrare a scuola

di AA.VV

giovedì 14 gennaio 2021, di cesppadova

TAR LOMBARDIA si poteva e si può rientrare a scuola

di AA.VV

“Le scuole possono riaprire, ovviamente non già domani perché è troppo tardi – spiega il portavoce del comitato – per organizzarsi“.

Il Comitato “A scuola!” aveva depositato l’11 gennaio, due giorni fa, il ricorso al Tar per la sospensione dell’ordinanza emessa dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana l’8 gennaio.

Secondo il ricorso “con il decreto regionale Fontana avrebbe esorbitato dalle proprie competenze violando l’art. 4 del decreto legge n. 1 del 5 gennaio 2021 (norma di rango primario), che prevedeva la progressiva ripresa dell’attività scolastica in presenza per gli alunni delle secondarie di secondo grado“.

Inoltre, si legge nel ricorso, “l’ordinanza non è sufficientemente motivata: afferma per esempio di voler evitare assembramenti quando nelle zone arancioni, condizione in cui attualmente si trova la Lombardia, sono aperti i negozi e c’è libertà di circolazione, ovviamente anche per i ragazzi. L’ordinanza, inoltre, ignora il lavoro dei tavoli prefettizi che avevano elaborato un piano per lo scaglionamento degli orari della città e la ripresa della didattica in presenza e non considera altre possibilità esistenti in relazione alle scuole, come l’introduzione dei cosiddetti ‘tamponi rapidi’ (ritenuti idonei anche secondo la circolare del Ministero della Salute doc. 6) e l’incremento del contact tracing, misure che potrebbero essere non difficilmente implementate“.

“In sostanza – si legge -, il pericolo che l’ordinanza vuole fronteggiare non è legato alla didattica in presenza in sé e per sé considerata, ma al rischio di assembramenti correlati agli spostamenti degli studenti; emerge così l’irragionevolezza della misura disposta, che, a fronte di un rischio solo ipotetico di formazione di assembramenti, anziché intervenire su siffatto ipotizzato fenomeno, vieta radicalmente la didattica in presenza per le scuole di secondo grado, didattica che l’ordinanza neppure indica come causa in sé di un possibile contagio“.

Nel frattempo arriverà la decisione sulle nuove zone. Se la Lombardia dovesse essere inserita in zona rossa, le scuole superiori rimarrebbero comunque in Dad.

La risposta della Regione Lombardia

“Prendiamo atto della decisione del Tribunale Amministrativo Regionale e ci riserviamo, dopo aver valutato nel dettaglio le motivazioni dello stesso, di proporre reclamo, poiché i riferimenti normativi che hanno orientato il giudice del Tribunale,
non tengono conto della possibilità delle Regioni di adottare misure più restrittive di quelle previste dai vari Dpcm”. E’ quanto comunica la Regione Lombardia.