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Piattaforme d'oro - Centro Studi per la Scuola Pubblica di Padova
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discussione

Piattaforme d’oro

di Telmo Pievani

sabato 7 novembre 2020, di cesppadova

Telmo Pievani è un biologo, docente ordinario di Filosofia della scienza presso l’Università di Padova, ed è delegato per UniPD alla ’comunicazione istituzionale’ e in tale veste dirige e interviene sul ’giornale on line "il Bòlive".
Con questo editoriale mette parola su uno dei temi più controversi nel uso delle TIC [teconologie per l’informazione e la comunicazione] nel settore dell’istruzione. Si sono usate tonnellate di carta e milioni di parole, anche critiche e di denuncia dell’invasione di campo delle multinazionali a cominciare da Microsoft e per [non] finire a Zoom, su questo argomento. Il lookdown, a seguito della pandemia, ha accellerato la penetrazione in ogni ganglio della scuola e dell’università delle piattaforme di comunicazione, a fronte dell’impreparazione, voluta/subita, del Ministero della Pubblica Istruzione, dello Stato Italiano nel suo complesso, che non ha saputo dotarsi di una sua efficace struttura informatica di supporto. Ma sul punto è meglio leggere e ascoltare Telmo Pievani.
G.Z.

Piattaforme d’oro

di Telmo Pievani da il boloive

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Solitamente sono molto distratto quando ascolto le notizie di borsa, soprattutto quando si parla di piani di risanamenti aziendali da parte di grandi multinazionali. Pochi giorni fa, però, una notizia mi ha particolarmente attratto: una nota piattaforma digitale di videoconferenze californiana valeva a Wall Street sei volte il gruppo automobilistico FCA. Un segno di un cambiamento dettato dal lockdown? C’è sicuramente una logica in tutto questo ma mi faccio delle domande: su tutti i profitti fatti così velocemente in questi mesi, quante tasse si pagano e dove? Quella somma di denaro a quante persone va, che tessuto sociale feconda? Ha senso, infine, che un oligopolio abbia la possibilità di controllare aspetti così importanti della nostra vita sociale, lavorativa e universitaria? Pongo solo delle domande: non so dare risposte. Certo, ci sono stati problemi di sicurezza e di privacy ma non ho le competenze per entrare nel merito.

Mi chiedo se questa economia così veloce, tutta improntata alla facilità (di uso e di reperimento), questa rapacità e queste storie di eroi fondatori che con una singola idea diventano miliardari, non porti con sé qualche problema di narrazione, di retorica. C’è qualcosa che non va? Sono narrazioni – quelle delle fortune della Silicon Valley ­– che affascinano, certo, ma dietro mancano in un lato importante: quello etico e sociale.

ascolta qui l’editoriale di Telmo Pievani