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DONAZZAN, BASTA INGERENZE NELLA SCUOLA!

di AA.VV.*

lunedì 4 novembre 2019, di cesppadova

BASTA INGERENZE DELLA POLITICA NELLA SCUOLA!

di AA.VV*

Lunedì 28 ottobre un gruppo di docenti e studenti del Liceo Artistico Marco Polo di Venezia sceglie di non partecipare all’iniziativa proposta dal Dirigente Scolastico riguardante una lezione sulla prima guerra mondiale tenuta da due ufficiali della Marina Militare e della Guardia di Finanza senza alcun contraddittorio, con il solo punto di vista dell’ambiente militare.

Prontamente l’assessore all’istruzione della regione Veneto Elena Donazzan ha minacciato di avviare ispezioni in quell’istituto dichiarando di voler “verificare l’atteggiamento sovversivo di alcuni docenti”, sollecitando la Dirigente dell’ufficio Scolastico Regionale Augusta Celada affinché “vengano considerate le attitudini di queste persone all’insegnamento”.
Questo è un forte attacco alla libertà d’insegnamento e una volontà di condizionare direttamente dai palazzi della politica le scelte didattiche ed educative, cercando di intimidire e colpevolizzare quella parte del mondo della scuola che rifiuta la retorica militarista in un mondo attualmente percorso da guerre ad ogni latitudine.

Nonostante ciò, ci sono ancora docenti che portano avanti le loro scelte liberamente.
Secondo la Donazzan, però, la scuola è: “un mare magno dove il buono sta insieme a quello che non fa niente, la delinquente a quello che si spende oltre l’orario di lavoro” (dal suo canale youtube, circa una settimana fa).
L’assessora utilizza un linguaggio da sempre usato dai regimi autoritari, cioè quello di tacciare gli oppositori politici di delinquenza, per ridurre e travisare il loro pensiero.
Con la minaccia dell’invio di ispettori, mandando note alla comunità scolastica, con toni imperativi e categorici vorrebbe arrogarsi un potere che non le compete, ma che con il progetto dell’autonomia differenziata potrebbe concretizzarsi: quello di decidere le linee didattiche ed educative della scuola.
Ricordiamo alla Donazzan, con la sua celtica al collo, che la scuola non è il luogo della sua propaganda politica apertamente reazionaria che manifesta con estrema dovizia ai raduni di Casapound e alle commemorazioni dei torturatori fascisti della Decima MAS.

In una scuola che vorrebbe porsi lo scopo educativo di favorire lo spirito critico bene hanno fatto insegnanti e studenti a disertare l’incontro, di cui hanno contestato sia il metodo sia il merito, perché proporre una visione militarista dei conflitti armati significa prescindere da qualunque analisi sociale che miri a riflessioni sui motivi che portano alle guerre.
Da parte nostra esprimiamo piena solidarietà e vicinanza a docenti, studenti e studentesse di Venezia.


* Da Verona, alcuni insegnanti