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MILITARI A SCUOLA. Liceo Marco Polo Venezia - Centro Studi per la Scuola Pubblica di Padova
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MILITARI A SCUOLA. Liceo Marco Polo Venezia

di AA.VV.*

mercoledì 30 ottobre 2019, di cesppadova

MILITARI A SCUOLA. Liceo Marco Polo Venezia

di AAVV*

Prof e studenti pacifisti boicottano i militari a scuola. L’assessore all’Istruzione vuole inviarci gli ispettori. Per il prov- veditore veneto però non ci so- no i presupposti. E i politici lo- cali chiamano allora il ministro dell’Istruzione. Siamo al Marco Polo, liceo veneziano. Oggi, al ponte che collega classico, arti- stico e musicale, svolazza uno striscione: «La scuola è un luo- go di crescita e formazione: no alle forze armate nelle scuole. La guerra non si celebra». È ri- volto al preside Gianni Madda- lon, che aveva annunciato un incontro con due esponenti mi- litari per prepararsi ai festeggia- menti del 4 novembre, giornata delle forze armate. Protagonisti il tenente di vascello Elena Gravina dell’istituto veneziano Mo- rosini e il tenente Maria Grazia Ponziano, del Nucleo operativo metropolitano di Venezia della Guardia di finanza.

Tutti gli studenti sono invitati alla conferenza, obbligo di partecipazione per le classi quinte. «Ma l’iniziativa è passa- ta dall’alto. Non è stata decisa né dal collegio docenti né dal con- siglio d’istituto», ricostruisce la docente d’inglese Giannarosa Marino, a capo di un nutrito gruppo di professori indignati. «E poi a scuola si insegna la pa- ce, non sono certo le forze ar- mate a doverci spiegare cos’è la guerra», protesta la studentessa di quinta Amneh Ghazal a no- me dei suoi compagni. Così al- lievi e professori scrivono al preside e ottengono l’intervento dei sindacati d’istituto. Madda- lon fa allora un passo indietro: la conferenza con i militari ci sarà, ma la partecipazione degli studenti diventa facoltativa.

Arriva lunedì, giorno della conferenza. Gli allievi si conta- no in poche file. Per i ragazzi della protesta gli spettatori so- no meno di 20, per l’Ufficio sco- lastico regionale superano i 50.

In ogni caso è una piccola por- zione rispetto ai centinaia pre- visti. «Avevamo due sole alternative — dice Amneh — fare lezione o andare alla conferenza. Ci riempie il cuore di gioia sape- re che tutti gli allievi delle nove classi di quinta hanno preferito sorbirsi ore di lezione piuttosto che partecipare: gli studenti del Marco Polo sono contro la guer- ra. È una vittoria». Vittoria di pirro per l’assessore regionale all’istruzione Elena Donazzan, che in quella scuola adesso ci vuole inviare gli ispettori: «Lo chiederò all’Ufficio scolastico regionale», contro docenti «non meritevoli di insegnare». «Dimostrano un atteggiamento sovversivo, perché contestare le forze armate significa disobbe- dire alle leggi e all’ordinamento dello Stato», aggiunge. Anche se in questa circostanza l’invio degli ispettori, spiega la diri- gente dell’Usr Augusta Celada, pare improbabile: «Le forze ar-

mate fanno parte del nostro or- dinamento repubblicano e han- no diritto di rappresentanza co- me tutti gli organi costituziona- li, anche nelle scuole. Il diritto di veto a scuola non esiste: si decide insieme, nessuno può vietare. Le ispezioni si fanno per un mancato funzionamento del servizio scolastico, non è questo il caso. Sarà il preside, eventualmente, a chiedercela».

La Lega insiste. «Il ministro intervenga — dichiara il capo- gruppo in Consiglio regionale Silvia Rizzotto — la memoria storica non si può boicottare». D’accordo il vicepresidente Massimo Giorgetti (Fi): «A scio- perare contro questi insegnanti dovremmo essere tutti. Il loro non è il modo giusto di educa- re». E Alberto Villanova, presi- dente della commissione Cultu- ra: «Il ‘68 è finito, chiedano scusa».

* dal corrieredelveneto.it

Niente miliari a scuola per celebrare il 4 novembre, la Festa delle Forze Armate e dell’Unità nazionale che si ricorda nell’anniversario della Vittoria nella Grande Guerra.

Un gruppo di docenti, in nome del ‘pacifismo’, ha di fatto boicottato in segno di protesta l’incontro che il preside aveva organizzato con due graduati di Marina Militare e Guardia di Finanza, perché «non in linea con i principi dell’istituto».

Accade al Liceo Marco Polo di Venezia. Il dirigente scolastico Gianni Maddaloni aveva organizzato per ieri mattina, in vista del 4 novembre, l’incontro, comunicando che l’appuntamento era obbligatorio per le classi dell’ultimo anno.

Ma i prof radical chic lo hanno impedito: “L’articolo 11 della nostra Costituzione afferma che L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.

Elena Donazzan si è sfogata: “Questi docenti non meritano di insegnare in una scuola italiana, perché nel loro ruolo di educatori si stanno dimostrando irrispettosi della Costituzione e delle leggi italiane”. L’assessore all’Istruzione del Veneto ha tuonato: “La scuola non è un’organizzazione politica privata, e non può essere utilizzata per dar voce a propagande ideologiche ben lontane dal compito educativo degli insegnanti”.

Dura anche la reazione di Massimo Giorgetti: “Come al solito alcuni docenti politicizzati hanno pensato di boicottare questo incontro nel nome della pace, mancando di rispetto ai nostri militari”. Il vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto ha aggiunto: “Voglio ricordare a tutti, che è grazie alle nostre forze armate se possiamo vivere in libertà ed esprimere le nostre opinioni. Bisogna portare rispetto per chi indossa una divisa ed è disposto a morire per la propria Patria e lavora notte e giorno, in Italia e all’estero, per la difesa della nostra sicurezza nazionale”. Giorgetti infine ha attaccato anche il ministro Lorenzo Fioramonti: “In questi casi, solitamente bisognerebbe affidarsi al ministro dell’Istruzione affinché verifichi quanto successo, ma poiché Fioramonti è il primo che permette e legittima tutto questo, non perdo neanche tempo a scrivergli”.


* da voxnews.info