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Diritti a scuola

VADEMECUM SALVADOCENTI

di Cobas Scuola

lunedì 26 settembre 2016

Vademecum pronto all’uso...

... per far fronte ad ogni abuso

Nel rispetto degli organi collegiali e del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro

Anche la legge 107, quella che ha dato vita alla “cattiva scuola”, non ha cancellato la democrazia nei nostri istituti, né ha abrogato il Contratto di Lavoro. In particolare, nel comma 78, si legge: “Per dare piena attuazione all’autonomia scolastica e alla riorganizzazione del sistema di istruzione, il dirigente scolastico, nel rispetto delle competenze degli organi collegiali, garantisce un’efficace ed efficiente gestione delle risorse umane, finanziarie, tecnologiche e materiali”. Ciononostante, negli ultimi anni, in molte, troppe, scuole siamo stati noi, docenti e ATA, con i nostri silenzi e il nostro atteggiamento passivo a permettere che i diritti si trasformassero in concessioni, o, più semplicemente, sparissero. Le
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mobilitazioni dello scorso anno scolastico hanno però dimostrato che tanti hanno a cuore la difesa della scuola pubblica statale, qualificata e per tutti, la scuola della Costituzione. È vero, abbiamo perso. Un governo, che vede insieme esponenti politici che alle ultime elezioni si erano presentati all’interno di coalizioni contrapposte, con programmi elettorali alternativi, un governo legittimato dal voto parlamentare ma, per i motivi prima indicati, sicuramente non autorevole, in modo antidemocratico e autoritario, ha imposto, contro tutte e tutti, la sua volontà: quella di distruggere la scuola pubblica statale. Con gli scioperi del 5 maggio, con quelli contro i quiz Invalsi e il blocco degli scrutini abbiamo dimostrato che il mondo della scuola, personale, famiglie, studenti, non ha per nulla condiviso le scelte di Renzi e Giannini. Oggi, la mobilitazione per difendere la scuola pubblica statale deve continuare: rifiutando la falsa meritocrazia e i comitati di valutazione, nella consapevolezza che la scuola non è un’azienda (e che i risultati migliori si ottengono solo in un clima di cooperazione) e contrastando, con tutti gli strumenti legali disponibili (referendum, ricorsi), l’evidente incostituzionalità della 107.
Ma è altrettanto importante difendere all’interno di ogni scuola tutti gli spazi democratici.
Facendo esclusivo riferimento alle norme vigenti, proviamo a ’rinfrescarci la memoria’, convinti che non c’è democrazia senza esercizio dei diritti.

in allegato il vademecum