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LA SPESA PUBBLICA PER ISTRUZIONE

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lunedì 28 marzo 2016

Eurostat, Italia maglia nera in Europa per spesa pubblica per l’istruzione: il 4,1% del Pil, peggio della Romania

La percentuale della spesa pubblica italiana destinata all’educazione scende ancora e il nostro Paese si conferma all’ultimo posto in Ue per investimento in istruzione. Nel 2014 – secondo quanto rileva Eurostat – l’Italia ha destinato all’istruzione solo il 7,9% della propria spesa (in calo dall’8% del 2013) a fronte del 10,2% medio europeo

L’Italia è all’ultimo posto in Ue per percentuale di spesa pubblica destinata all’educazione (7,9% nel 2014 a fronte del 10,2% medio Ue) e al penultimo posto per quella destinata alla cultura (1,4% a fronte del 2,1% medio Ue). È quanto emerge da dati Eurostat sulla spesa governativa divisa per funzione, che mettono in evidenza come il nostro Paese si confermi all’ultimo posto in Europa per investimento in istruzione. La percentuale di spesa per educazione è scesa di 0,1 punti rispetto al 2013.

Fanalino di coda in Europa

Se si guarda alla percentuale sul Pil – rileva l’Eurostat – la spesa italiana per l’educazione è al 4,1% a fronte del 4,9% medio Ue, penultima dopo la Romania (3%) insieme a Spagna, Bulgaria e Slovacchia. Per la protezione sociale l’Italia spende il 21,5% del Pil (19,5% la media Ue) ai primi posti dopo Finlandia, Francia, Danimarca e Austria. Se invece si guarda alla percentuale di spesa per la protezione sociale sul complesso della spesa pubblica la percentuale è al 41,8% (in aumento dal 41,3% 2013) a fronte del 40,4% medio Ue, a un livello comunque inferiore a diversi paesi tra i quali la Francia (43,1%). L’Italia resta a un livello molto alto di spesa per i servizi generali, l’area nella quale sono compresi oltre agli interessi sul debito le spese per gli organi elettivi e gran parte delle spese per il funzionamento della pubblica amministrazione. In quest’area l’Italia spende l’8,9% del Pil (a fronte del 6,7% medio Ue) e il 17,4% della spesa pubblica a fronte del 13,9% in Ue (in calo rispetto al 17,5% del 2013 quando in Ue era al 14,1%). Per la sanità il nostro Paese spende il 7,2% del Pil (in media con l’Ue) e il 14% della spesa pubblica (15% in Ue).

Sufficienti per le primarie, pessimi per l’università

Le cose vanno molto peggio per quanto riguarda il settore dell’istruzione. Nell’istruzione la spesa è in linea con la media nell’educazione primaria, lievemente più bassa per quella secondaria mentre è molto inferiore per l’educazione terziaria ovvero universitaria e post universitaria e nella ricerca. La spesa in percentuale sul Pil nell’educazione terziaria è allo 0,8% in media Ue e allo 0,3% in Italia mentre se si guarda alla percentuale sulla spesa pubblica l’Ue si attesta in media sull’1,6% e l’Italia sullo 0,7%. Nella spesa per l’istruzione terziaria il nostro Paese è fanalino di coda in Ue, lontanissimo dai livelli tedeschi (0,9% sul Pil e 2% sulla spesa pubblica). La spesa pubblica nel 2014 in Italia è stata pari al 51,3% del Pil (48,2% la media Ue), in crescita, ma al di sotto di quella francese (57,5%), belga e di diversi paesi del Nord Europa.