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migranti

Manifestazione per i diritti sociali, a Padova.

diritti, reddito, no a tutte le guerre

domenica 6 marzo 2016

Manifestazione per i diritti sociali, a Padova.

Un migliaio di persone - la gran parte lavoratori della logistica e migranti - hanno partecipato ieri pomeriggio alla manifestazione regionale per i diritti sociali indetta a Padova da Adl Cobas, Centri sociali del Nord Est, Bios Lab, Asu Padova, Bassa Padovana accoglie, Cobas scuola, Ass. Razzismo Stop e Comitato lasciateci respirare.

Partiti dalla stazione alle 16 i manifestanti hanno fatto capire subito di non avere alcuna intenzione di sottostare al percorso imposto dalla Questura, dirigendosi lungo corso del Popolo invece che verso viale Codalunga. In prima fila i lavoratori della logistica, molti dei quali arrivati da Vicenza e Verona, che prendendo spunto dalla lotta contro i 60 licenziamenti avviati dai supermercati Prix hanno ricordato a suon di cori che "chi tocca uno tocca tutti".

Dai facchini del magazzino Prix di Grisignano di Zocco alle lavoratrici della Nek di Monselice, dai diritti dei lavoratori sfruttati a quelli dei migranti che chiedono accoglienza, dalla difesa delle lotte contro gli sfratti al no deciso ai "venti di guerra" che dall’Italia soffiano verso la Libia.

Tutti uniti nel chiedere libertà di circolazione e un’accoglienza degna di questo nome per chi scappa da guerre e povertà, pieni diritti di cittadinanza, alla casa e al reddito, ma anche forte contrarietà al Jobs Act "fonte di nuova precarietà", alle grandi opere che devastano l’ambiente, alla criminalizzazione delle lotte sociali e alla costruzione di nuove barriere in Europa proprio mentre le guerre innescate dall’Occidente creano ondate di milioni di profughi.

Nel calderone dei "cattivi" è finito anche il sindaco Bitonci, accusato di "guerra ai poveri" per i controlli dei vigili davanti alle Cucine Popolari. Un richiamo fatto sulle note di "MssmBtnc" del rapper
padovano Mekoslash, a due passi da Palazzo Moroni, in piazza delle Erbe. Arrivati in centro infatti il corteo ha deviato nuovamente passando per le piazze, in barba agli appelli dei commercianti capeggiati da Pellizzari, per poi chiudere la manifestazione alle 18 davanti alla Prefettura.