Home Centro studi per la Scuola Pubblica - CESP Padova Home

RINUNCIA AL BONUS PER MERITO [L.107/15] - Centro Studi per la Scuola Pubblica di Padova
Home > Autodifesa > RINUNCIA AL BONUS PER MERITO [L.107/15]

Diritti a scuola

RINUNCIA AL BONUS PER MERITO [L.107/15]

venerdì 24 giugno 2016

RINUNCIA AL BONUS PER MERITO [L.107/15]

Proponiamo qui di seguito e in allegato un modello da presentare alla propria scuola per ’rinunciare’ al meccanismo premiale che si è messo in moto in applicazione della ’buona scuola’ ex legge 107/15. Ciascuno può adattarelo come meglio gli si confà. Proponiamo anche un nuovo modello che è stato adottato da diversi IS del Veneto.

città, 2016

CONSIDERATO CHE la Legge n. 107/2015 prevede:

- l’istituzione di un “Comitato per la valutazione dei docenti” presieduto dal dirigente scolastico e composto da tre docenti (di cui due scelti dal Collegio docenti e uno dal Consiglio di Istituto), da due rappresentanti dei genitori (da un genitore e uno studente per la scuola secondaria superiore di secondo grado) e da un componente esterno individuato dall’USR;
- che il dirigente scolastico, sulla base dei criteri individuati dal comitato per la valutazione dei docenti, assegni annualmente ai docenti che ritiene “meritevoli” una quota del fondo istituito per la valorizzazione del merito;

CONSIDERATO INOLTRE CHE

i criteri sui quali si procederà alla valutazione dei docenti devono essere individuati sulla base:
a) della qualità dell’insegnamento e del contributo al miglioramento dell’istituzione scolastica, nonché del successo formativo e scolastico degli studenti;
b) dei risultati ottenuti dal docente o dal gruppo di docenti in relazione al potenziamento delle competenze degli alunni e dell’innovazione didattica e metodologica, nonché della collaborazione alla ricerca didattica, alla documentazione e alla diffusione di buone pratiche didattiche;
c) delle responsabilità assunte nel coordinamento organizzativo e didattico e nella formazione del personale.

CONSIDERATO INFINE CHE

i docenti cosiddetti “meritevoli” riceveranno un premio in denaro per il quale il governo ha stanziato complessivamente 200 milioni di euro.

IL/LA SOTTOSCRITTO/A DOCENTE RITIENE CHE:

tale sistema di valutazione comportI uno sterile aumento della competizione individuale tra i docenti, mentre al contrario una scuola di qualità ha bisogno di effettiva collegialità e cooperazione;
siffatto meccanismo di valutazione spingerebbe i docenti ad uniformare l’attività didattica adattandola a priori ai criteri prestabiliti, sacrificando di fatto la pluralità e la libertà d’insegnamento, nonché le reali e specifiche peculiarità della singola classe e dei singoli alunni;
essendo per quest’anno non ancora individuati suddetti criteri, sarà elargito un “premio” ad “insaputa” dei meritevoli, riconoscendosi essi come tali dopo aver già svolto il proprio lavoro senza una chiara visione dei “requisiti” necessari per considerarsi per l’appunto “meritevoli”;
il potere deliberante sull’assegnazione dei premi dei dirigenti scolastici (che presiedono anche il Comitato, decidono sull’esito dell’anno di prova, scelgono i docenti a cui conferire l’incarico triennale) determini una forte gerarchizzazione e aziendalizzazione della scuola pubblica, minandone il pluralismo e la democrazia previsti dalla Costituzione.

PERTANTO IL/LA SOTTOSCRITTO/A DOCENTE DICHIARA

formalmente la propria indisponibilità ad essere individuato come docente meritevole al fine di continuare ad avvalersi pienamente della libertà di insegnamento garantita dalla Costituzione.

In fede,