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Diritti a scuola

ALTERNANZA SCUOLA LAVORO

vademecum a cura dei Cobas Scuola di Firenze

giovedì 10 dicembre 2015

ALTERNANZA SCUOLA LAVORO

Di questa “rinascita culturale” nel segno dell’imprenditorialità, diventano strumento fondamentale i Percorsi di Alternanza scuola-lavoro. Al di là dell’antica pratica degli stage delle classi terminali degli istituti tecnici e professionali (particolarmente Alberghieri, Industriali e Commerciali), le vere novità nel campo del raccordo con il mondo delle imprese e il mercato del lavoro risalgono ai progetti di riforma dell’istruzione del primo decennio del 2000, culminati nell’entrata in vigore nel 2010 della “Riforma Gelmini”, la legge del governo Berlusconi sul Riordino degli indirizzi del Secondo Ciclo che, insieme al taglio di 80.000 posti di organico e alla drastica riduzione delle ore di laboratorio dell’istruzione tecnico-professionale, equiparava l’Apprendistato e i Corsi di formazione professionale all’Istruzione per l’assolvimento degli obblighi
formativi dai 16 ai 18 anni. In particolare gli Istituti Tecnici e Professionali sono stati riorganizzati secondo modelli flessibili (con competenze manutentive polivalenti in sostituzione di conoscenze tecniche specialistiche) e aperti ai “contributi” esterni, in modo da instaurare un rapporto sistemico con le reti delle imprese del territorio. È in questo quadro di complessivo adattamento del sistema dell’Istruzione alle contingenti esigenze del mondo produttivo e di agevolazione di percorsi formativi in rapporto con un mercato del lavoro sempre più precario e flessibile che, tra il 2008 e il 2012, si sviluppano i primi esperimenti di Alternanza scuola-lavoro, perseguiti indistintamente da governi di centro-destra, centro-sinistra, “tecnici” e “di larghe intese”.
Nel 2013-2014 i percorsi di Alternanza sono stati 10.279, la maggior parte svolti in Lombardia (2.836), Toscana (1.032), Veneto (919), Lazio (711), Marche (681), Emilia Romagna (662), Sicilia (656) e Piemonte (530), e hanno coinvolto il 43,5% di istituti superiori (di cui 43,4% professionali, 37,3% tecnici, 13,3% licei) e il 10,7% di studenti. Delle complessive 126.000 strutture che hanno collaborato, il 43,8% è costituito da imprese, più della metà piccole aziende tra 1 e 9 dipendenti. I settori più interessati sono stati il manifatturiero (41,9%), i servizi di alloggio e ristorazione (20,9%) e altre attività di servizi (6,7%).
Ma è con l’applicazione della legge 107, dall’a.s. 2015/2016, che l’Alternanza diventa obbligatoria. Inserita organicamente nel PTOF, essa condiziona ogni aspetto della vita scolastica: dall’organizzazione curricolare ed extracurricolare alla programmazione e allo svolgimento della didattica, dalle finalità educative alle modalità valutative, dalla formazione all’aggiornamento del personale, dal finanziamento statale dei percorsi degli studenti ai compensi aggiuntivi dei docenti, fino alle variazioni dell’organico dei docenti delle materie “sacrificabili” in termini di ore da sottrarre all’istruzione per essere impiegate nell’Alternanza.

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