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Una Buona Scuola per tutti e di tutti

Notte della scuola, manifestazione e richiesta di sciopero unitario

mercoledì 23 settembre 2015

Notte della scuola, manifestazione e richiesta di sciopero unitario

dal manifesto

Oggi è la notte bianca della scuola. A par­tire dalle 16.30 si terrà pre­si­dio davanti al Mini­stero dell’istruzione a Roma e poi una fiac­co­lata per pro­te­stare con­tro la «Buona scuola». Il pre­si­dio, fis­sato nella gior­nata di equi­no­zio d’autunno, sarà col­le­gato con quello al Senato, con­tro l’attacco con­tro la Costi­tu­zione. Pre­vi­ste decine di mani­fe­sta­zioni e cor­tei not­turni ana­lo­ghi da Bolo­gna a Bari, da Padova a Cagliari, da Siena a Trie­ste come pre­vi­sto dall’assemblea nazio­nale tenu­tasi a Bolo­gna il 6 set­tem­bre scorso. Docenti e geni­tori, stu­denti e gruppi, comi­tati, asso­cia­zioni e liberi cit­ta­dini faranno ripar­tire il motore del movi­mento della scuola dopo le fiam­mate tra mag­gio e luglio, men­tre i sin­da­cati ter­ranno un incon­tro con la mini­stra dell’Istruzione Gian­nini a pro­po­sito dell’applicazione della legge 107.

«Una legge che guarda al modello degli Stati Uniti — scri­vono i pro­mo­tori della pro­te­sta — di que­sto passo è facile pre­ve­dere cosa acca­drà: ogni inse­gnante sarà tenuto all’obbedienza asso­luta, pena non venire più pre­scelto dall’albo regio­nale; il vec­chio pre­side diventa a tutti gli effetti il deus ex machina; i tagli non saranno rifi­nan­ziati e le risorse man­canti, dovranno essere coperte dalle fami­glie, dagli spon­sor, da pri­vati cit­ta­dini; otto dele­ghe in bianco su ogni restante aspetto della vita sco­la­stica. In pra­tica è come se il governo dicesse: “da qui in avanti decido io e solo io”». La pro­te­sta riba­di­sce il rifiuto del «piano-ricatto/truffa del Governo Renzi sui docenti pre­cari» e chiede il ripri­stino dell’orario sco­la­stico e i rela­tivi posti di lavoro prima dei tagli della Gel­mini; la difesa e il rin­novo del con­tratto col­let­tivo nazio­nale della scuola e per l’aumento del sala­rio ai livelli euro­pei. Ai sin­da­cati si chiede una mani­fe­sta­zione nazio­nale (pre­vi­sta il 24 ma su base regio­nale) e uno scio­pero gene­rale uni­ta­rio (i Cobas pro­pon­gono il 6 o il 13 novembre).

Nel frat­tempo l’iter della riforma pro­se­gue con le tro­vate popu­li­sti­che del governo e con i veri pro­blemi legati alle assun­zioni dei pre­cari. Ieri Renzi ha fir­mato il decreto che attri­bui­sce 500 euro ai docenti in «spese cul­tu­rali»: tea­tro, cinema, libri. «Un segnale con­creto di atten­zione ai docenti» ha detto Gian­nini. Dall’anno pros­simo sarà distri­buita una Carta elet­tro­nica sulla quale verrà cari­cata la somma anno per anno. I fondi per la Carta ammon­tano a 381 milioni all’anno, sono inol­tre pre­vi­sti 40 milioni l’anno per la for­ma­zione in ser­vi­zio e 200 per la «valo­riz­za­zione del merito» di tutti i docenti. Bri­ciole distri­buite fuori dal con­tratto del set­tore, fermo dal 2009. Gli sti­pendi degli inse­gnanti sono bloc­cati da anni e al governo, dopo una riforma scuola folle, si illu­dono di ricon­qui­stare il voto dei prof con 500 euro una tan­tum in busta paga. Ma il bello è che pre­ten­dono pure la ren­di­con­ta­zione della man­cia, altri­menti biso­gnerà resti­tuirla l’anno pros­simo. Pro­prio loro che vogliono cam­biare il Senato per met­tere al sicuro inda­gati e con­dan­nati nelle Regioni, quelli delle spese pazze delle varie Rim­bor­so­poli.». ha detto il capo­gruppo M5S al Senato, Gian­luca Castaldi.

Nel frat­tempo si è sco­perto che degli 8,532 prof assunti nella «fase B» quasi 7 mila stanno facendo i sup­plenti annuali e hanno così respinto il ricatto di Renzi: o vi tra­sfe­rite o per­dere il lavoro. Molte scuole del Nord hanno orari ridotti e cat­te­dre a metà. Nel frat­tempo sono par­tite le pro­ce­dure per le 55mila cat­te­dre della «fase C» del Piano straor­di­na­rio di assunzioni.Molti di que­sti docenti non tro­ve­ranno un posto, anche se assunti. Il caos della riforma è solo all’inizio.