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PROPOSTA sulle procedure di immissione in ruolo ex lege 107/2015. - Centro Studi per la Scuola Pubblica di Padova
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PROPOSTA sulle procedure di immissione in ruolo ex lege 107/2015.

a cura dei Cobas Scuola della Sardegna

mercoledì 12 agosto 2015

Proposte dei Cobas Scuola Sardegna sulle procedure di immissione in ruolo ex lege 107/2015.

Premesso che la legge 107/2015 ci appare ingiusta nei confronti dei lavoratori della scuola, e in particolare dei lavoratori a tempo determinato che hanno retto le sorti della scuola accettando con grandi sacrifici di lavorare in posti lontani, spesso su posti inferiori all’orario di cattedra, con stipendi bassissimi, appare assolutamente irragionevole, immotivato, dannoso per gli studenti e inutile per l’amministrazione il meccanismo di un piano nazionale che obblighi tutti i docenti precari ad accettare a priori e al buio una nomina in qualsiasi provincia italiana, indipendentemente dalla distanza da casa, dalla difficoltà di raggiungere la nuova sede di servizio e dallo sradicamento totale e immediato dal territorio e dall’ambiente di appartenenza.

La maggioranza dei docenti e delle docenti precari, dopo lunghi e faticosi anni di lavoro ultraflessibile e mal retribuito, poco tutelato, in questi giorni si trova a decidere se accettare di mettere da parte tutta la vita sociale, familiare, affettiva e culturale, per accettare un trasferimento in un posto ignoto al fine di acquisire una fittizia e comunque temporanea stabilizzazione di un posto di lavoro, per giunta molto mal retribuito.

Tra i colleghi e le colleghe a tempo determinato ci sono genitori di bambini piccoli, persone che vorrebbero affrontare l’esperienza della maternità o della paternità, persone che assistono i familiari anziani o malati o portatori di handicap, persone che sono inserite in attività sociali culturali, religiose, sportive, artistiche, o che avevano coltivato un altro lavoro per poter sopravvivere vista la precarietà del lavoro scolastico e l’insufficienza del reddito garantito. Dopo anni di sacrificio dovrebbero abbandonare tutto per una destinazione del tutto sconosciuta. Il ministero sta chiedendo a questi colleghi di dare l’assenso ad un trasferimento che, al di là della finzione giuridica della “domanda volontaria” che presuppone il libero consenso, nella realtà viene vissuto come coatto, ingiusto e oltretutto arbitrario perché non giustificato da alcuna necessità.

Posto che le critiche alla legge sono molte e non possono esaurirsi in breve documento scritto in queste ore drammatiche, riteniamo che comunque si possano adottare dei correttivi che, nel piano straordinario di assunzioni come delineato dalla legge 107, possano tutelare il personale precario che oggi si sente privato di ogni garanzia e obbligato a scegliere al buio.

Seguendo le richieste che sono arrivate in modo univoco da una vasta area dei docenti precari interessati alle operazioni di immissione in ruolo, formuliamo in modo semplice e schematico alcune proposte che possono essere realizzate in tempi rapidi:

– Prorogare i termini dati agli uffici scolastici territoriali per lo svolgimento delle operazioni preliminari e delle fasi iniziali: in questi giorni gli impiegati degli uffici scolastici regionali e provinciali stanno lavorando in modo concitato per chiudere tutte le operazioni e ciò comporta necessariamente errori che possono avere ripercussioni anche sulle immissioni in ruolo; e che possono essere oggetto di contenzioso. Per esempio risulta che alcune cattedre di diritto date in utilizzazione abbiano ridotto il numero di posti disponibili per l’immissione in ruolo, ma molte utilizzazioni, oggetto di reclamo, devono essere rettificate mentre mancano ancora le utilizzazioni interprovinciali, che andranno a saturare o liberare ulteriori posti che incidono sul numero e la tipologia dei posti disponibili per le immissioni in ruolo.

– Per quanto riguarda la fase 0, laddove sopravvenissero rinunce nei prossimi giorni, sarebbe opportuno attribuire i posti ai docenti inseriti nelle medesime graduatorie nelle quali è inserito il docente rinunciatario, anche prevedendo un nuovo calendario di convocazioni. – Prorogare il termine del 14 agosto previsto dai decreti ministeriali per la presentazione della domanda “volontaria” su tutto il territorio nazionale per le cosiddette fasi B e C per l’immissione in ruolo, in modo da dare tempo agli uffici di pubblicare i posti effettivamente disponibili per le immissioni in ruolo. In questi giorni i docenti interessati stanno procedendo a decidere il loro futuro lavorativo ed esistenziale, senza avere la nomina informazione globale dei posti effettivamente disponibili.

– Procedere prima alle nomine di supplenza annuale e sino al termine delle attività didattiche e poi alle operazioni di nomina in ruolo delle fasi successive alla fase A. Oltre che possibilità contemplata dalle norme della legge 107/2015, questa successione viene resa praticamente obbligatoria dalla norma che impone che le operazioni per gli incarichi di supplenza vengano concluse entro il 31 agosto di ogni anno, termine che gli Uffici scolastici competenti, per i carichi di lavoro enormi che devono affrontare ogni anno, spesso non riescono a rispettare. Laddove anche quest’anno molti uffici non riuscissero a rispettare tale termine del 31 agosto, occorre rimandare anche i termini delle operazioni di nomina a tempo indeterminato della fase b), per evitare sicuri contenziosi che invece potrebbero sorgere laddove gli uffici scolastici non rispettassero proprio quest’anno le scadenze per le nomine a tempo determinato. In ultima analisi, la fase b) potrebbe essere associata alla fase c).

– Rendere non obbligatoria la scelta di tutte le provincie italiane, ma limitarne il numero, dando solo in subordine la possibilità di assumere un posto anche in una provincia non richiesta.

– In alternativa, e forse sarebbe più semplice, mantenendo lo stesso modulo di domanda su tutto il territorio nazionale, eliminare la sanzione del depennamento per chi non accettasse. Nell’attuale situazione, la sanzione del depennamento va a eliminare dalla scuola non certo i docenti meno validi, o meno disponibili, o meno volenterosi ma coloro che hanno le situazioni esistenziali più gravose o di maggiore responsabilità (si pensi a coloro che hanno figli piccoli, che non possono portarsi con sé, così come non possono costringere un familiare a licenziarsi per seguire chi si trasferisce.

– Prevedere comunque, per coloro che accettano il trasferimento in altre regioni, un congruo rimborso una tantum per il trasferimento, visto che non è possibile, con gli attuali stipendi, sostenere gli oneri della trasferta, e attualmente appare impensabile trasferirsi con familiari o conviventi.

– In ogni caso definire sin d’ora le procedure e i criteri per la mobilità per l’anno 20016-17, in modo tale che coloro che assumeranno servizio fuori provincia possano avere la ragionevole speranza di rientrare al più presto nella provincia di attuale residenza.

– Implementare i posti in organico da mettere in ruolo operando in diversi modi: a) rendere disponibili per le assunzioni tutti i posti di organico di fatto, compresi gli spezzoni di cattedra; b) autorizzare in organico di fatto le richieste di tempo pieno nelle scuole primarie, le richieste di tempo prolungato nelle scuole medie, e ripristinare le ore delle discipline caratterizzanti i vari ordini di scuola nelle scuole superiori, comprese di laboratorio, ridotte dal riordino “Gelmini”; c) diminuire in organico di fatto il numero di alunni per classe nelle classi iniziali e permettendo il mantenimento delle classi intermedie anche sotto i numeri indicati dal dpr 81/2009.

– Trasformare i posti in deroga per il sostegno in posti in organico di fatto disponibili per le assunzioni in ruolo: ciò risponderebbe anche ad un’esigenza degli studenti portatori di handicap. Si dovrebbe evitare di attendere le sentenze dei tribunali per l’attribuzione di ore di insegnamento di sostegno congrue con la diagnosi funzionale.

– Definire in modo chiaro e univoco le conseguenze che derivano dalla non presentazione della domanda: molti colleghi ancora non sanno se produrre domanda volontaria o meno perché non hanno chiare le conseguenze della scelta positiva e negativa. – Bandire i concorsi a cattedra solo per le graduatorie esaurite.

Cagliari 9 agosto 2015

Per i COBAS Scuola Sardegna

Andrea Degiorgi