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comunicato Cobas

A Venezia presidio all’Ufficio Scolastico Regionale

Mercoledì 17 giugno alle ore 11.00 in Riva di Biasio

martedì 16 giugno 2015

COBAS - COMITATI DI BASE DELLA SCUOLA DEL VENETO

Concluso lo sciopero degli scrutini con un risultato straordinario: oltre centocinquantamila classi bloccate e nel 40% delle scuole “scrutini zero”.

Ma il governo non prende atto della coralità della protesta, tenta di tappare i buchi con pezze impresentabili e non si rassegna a ritirare il distruttivo Ddl della “cattiva scuola”

Il 17 giugno, in occasione del voto in Commissione, proteste in tutta Italia:

a Venezia presidio all’Ufficio Scolastico Regionale

Mercoledì 17 giugno alle ore 11.00 in Riva di Biasio

Si è concluso il blocco degli scrutini, diffuso tra il 3 giugno (scrutini anticipati) e il 14 a seconda delle regioni, con un successo straordinario che ha superato le più ottimistiche previsioni, nostre e degli altri organizzatori. Oltre centocinquantamila classi sono state bloccate, con punte plebiscitarie soprattutto alle superiori: e nel 40% degli istituti lo sciopero è stato totale, “a zero scrutini”. Certamente è stata di grande importanza per tali strepitosi risultati la convocazione unitaria, e senza precedenti, da parte di tutte le organizzazioni, ma non va dimenticato che il 62% della categoria non è legato ad alcun sindacato: e dunque il successo è in primo luogo dovuto alla totale ostilità che il ddl “cattiva scuola” e la distruttiva proposta di consegnare gli istituti a presidi padroni hanno ricevuto in tutto il popolo della scuola, a partire da docenti ed Ata.

Constatazione che a noi sembra lampante, ma che non fa recedere il governo dal tentativo di trovare mediazioni truffaldine all’interno del PD – malgrado gli schiaffoni elettorali e la batosta della “incostituzionalità” del Ddl votato in Commissione - con emendamenti che costituirebbero una pezza peggiore del buco. Come ad esempio quello che obbligherebbe i presidi a cambiare sede ogni tre anni (o al massimo ogni sei), e che è un’ammissione eclatante del fatto che i presidi, una volta resi padroni stabili della scuola, diverrebbero corruttibili e controllabili solo con il trasferimento coatto.

Il PD e il governo devono ritirare il Ddl: i superpoteri vanno cancellati, in quanto distruttivi della collegialità e dell’autonomia del lavoro docente, e del buon funzionamento della scuola; mentre va emanato un decreto che riguardi solo l’assunzione stabile dei precari.

Affinché questo avvenga, la mobilitazione non può conoscere pause. La Commissione cultura dovrebbe votare gli emendamenti mercoledì 17. Perciò, in tale giornata, si svolgeranno iniziative unitarie di protesta in tutta Italia. Ci auguriamo che il ddl venga bocciato nuovamente in Commissione: ma se dovesse arrivare in Aula per il voto finale – sembrerebbe tra il 23 e il 25 giugno – promuoveremmo giornate di mobilitazione nazionale con manifestazioni cittadine per la bocciatura del disegno di legge.