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INVALSI: cosa significa valutare. - Centro Studi per la Scuola Pubblica di Padova
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INVALSI _ VALUTAZIONE

INVALSI: cosa significa valutare.

di Carlo Salmaso

mercoledì 6 maggio 2015

Nei giorni 5, 6 e12 maggio lo sciopero, indetto dai Cobas contro le prove Invalsi.
L’Invalsi è diventato il perno del sistema di valutazione della scuola italiana, assumendo un’importanza crescente, fino a diventare uno dei parametri su cui valutare insegnanti e scuole e distribuire premi e punizioni, delineando una scuola più povera e competitiva.
Ma si tratta di prove antiscientifiche e antididattiche, buone solo a fomentare il business dei privati, abbondantemente rifiutate dai sistemi che prima dell’Italia li avevano adottati e ora stanno facendo marcia indietro.
In questa puntata di vivalascuola per dare elementi di riflessione presentiamo due interventi, uno contro (di Carlo Salmaso) e uno a favore delle prove (di Alessandra Angelucci). Presentiamo inoltre materiali sul tema e il kit antINVALSI predisposto dal sito genitoreattivo.

Cosa significa valutare? Contro questi test e questa valutazione

di Carlo Salmaso

Valutare non significa solo misurare i livelli raggiunti nelle singole prove orali, scritte e pratiche, ma considerare l’acquisizione di un metodo di lavoro adeguato agli obiettivi prefissati, i progressi compiuti, il livello delle capacità possedute rapportate alle operazioni cognitive richieste, la qualità delle conoscenze e delle competenze acquisite. Alla valutazione finale concorrono anche l’interesse, l’impegno, la motivazione e il coinvolgimento nel lavoro educativo. (dal P.O.F di una scuola italiana)

Confesso che quando Giorgio Morale mi ha contatto alcuni giorni fa proponendomi di intervenire con un mio contributo in merito al problema delle prove Invalsi, sono rimasto piuttosto perplesso sul farlo o meno. A più riprese, negli anni passati, ho cercato di motivare la mia contrarietà a questa tipologia di prove e all’uso che di esse si fa, e poco mi sembrava di poter aggiungere a quanto già avevo sostenuto.

Sono ritornato sui miei passi quando Giorgio mi ha proposto di vedere il problema da un punto di vista diverso: affrontarlo cercando di entrare nel merito della disciplina che insegno da molti anni, la Matematica, una delle due che viene sottoposta al processo di misurazione mediante le rilevazioni; approfondire, cioè, i risvolti legati a questa materia, slegandoli dal contesto generale della somministrazione e focalizzando le mie riflessioni su quanto, ormai da più di dieci anni, viene richiesto agli studenti dei vari ordini di scuola in relazione alla loro preparazione in questa specifica disciplina.
Quanto troverete di seguito è una rielaborazione di un mio intervento tenuto il 20 aprile 2013 a Ferrara in un convegno del CESP – Centro studi per la Scuola Pubblica – dal titolo “Quale valutazione per quale scuola? – La valutazione degli apprendimenti in matematica” che potete trovare scaricabile su Youtube.

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