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Cattiva scuola. Se non ora quando?! - Centro Studi per la Scuola Pubblica di Padova
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Una Buona Scuola per tutti e di tutti

Cattiva scuola. Se non ora quando?!

di redazione collettiva

venerdì 3 aprile 2015

Il ddl ’cattiva scuola’ del governo è incardinato ai lavori parlamentari, con un faticoso lavorio, alla riforma proposta da Renzi-Giannini, sono stati agganciati i testi proposti dalla LIP [legge di iniziativa popolare] ad opera di un gruppo composito di parlamentari ed uno del M5 Stelle, che potranno dunque concorrere a stoppare le peggiori nefandezze presenti nel ddl, di cui abbiamo dato ampiamente conto con i contributi pubblicati nel sito.

Non nutriamo particolari speranze: il testo proposto dal governo è innemendabile e pochissimo potranno le opposizioni parlamentari, la sola speranza è la possibilità di sfilare a Renzi il ricatto di far passare il provvedimento per i precari, reso necessario dalla pronuncia della Corte di Giustizia europea, assieme alle rimanenti proposte strutturali della riforma: uno stralcio con decreto riformulato per i precari e il proseguo dei lavori parlamentari per la rimanente proposta.

Certo è che le alchimie parlamentari, i buoni uffici di soggettività parlamentari generose poco possono in presenza di un blindato autoritarismo parlamentare e in mancanza di una chiamata generale alla mobilitazione nella scuola.
Tutte le ooss - finora - si sono mosse guardando il proprio orticello, il proprio campo di azione, le proprie peculiarità, il dito e non la luna, dando vita a un calendario di agitazioni e proteste sfilacciate e - siamo facili profeti - improduttive sia nell’ambito specifico della scuola sia nei suoi riflessi parlamentari e istituzionali.

Riproporre oggi una coalizzione sociale per un percorso di lotta per la scuola che individui i punti di convergenza e non le divergenze ci sembrerebbe il minimo indispensabile per riuscire a cambiare il segno alla mutazione genetica che si sta inoculando alla scuola della Costituzione.
E’ troppo chiedere a tutti di usare il senso e il sentire comune per riprrendere in mano le sorti della nostra scuola, della nostra società?!!?
Con le limitate forze che abbiamo, noi ci proviamo.

Di seguito l’articolo di Roberto Ciccarelli dal Manifesto

Si poteva osare di più. Uno scio­pero gene­rale con­tro la «Buona Scuola» di Renzi-Giannini che piace a pochi. Cer­ta­mente non ai sin­da­cati Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Conf­sal e Gilda Unams che dal 9 al 18 aprile hanno indetto uno «scio­pero delle atti­vità non obbli­ga­to­rie» per tutto il per­so­nale docente e Ata nella scuola. Un prov­ve­di­mento che mette in discus­sione la libertà di inse­gna­mento dei docenti; crea la figura del preside-manager (varia­mente apo­stro­fato come: padre-padrone, sce­riffo, sin­daco e «ret­tore» ieri dal mini­stro dell’Istruzione, l’ex ret­trice Gian­nini) e gli affida il potere di valu­tare e chia­mare i docenti neoas­sunti, con­fe­ren­do­gli l’aumento dello sti­pen­dio. Un prov­ve­di­mento voluto dal Par­tito Demo­cra­tico che riat­tua­lizza l’aspirazione azien­da­li­ste della riforma Berlinguer-Zecchino e incarna le vel­leità ber­lu­sco­niane sulla «chia­mata diretta» dei docenti.

La «Buona Scuola» è «auto­ri­ta­ria, anzi «inco­sti­tu­zio­nale» e, inol­tre, disat­tende la sto­rica sen­tenza della Corte di giu­sti­zia Ue sull’assunzione dei sup­plenti dopo 36 mesi di ser­vi­zio. Senza con­tare l’esclusione dalle assun­zioni del per­so­nale Ata, oltre alla con­ferma del blocco del con­tratto per tutti. Una «riforma», par­don «patto edu­ca­tivo», che discri­mina tra docenti pre­cari, assu­men­done 100.701 dalle gra­dua­to­rie ad esau­ri­mento (sacro­santo, ma non sono tutti) e obbli­gando coloro che hanno sba­gliato l’anno dell’abilitazione fre­quen­tando a paga­mento i Tfa o i Pas e non le vec­chie Siss abo­lite nel 2009. E, infine, tra­sfor­merà una buona metà dei 100 mila neo-assunti a set­tem­bre 2015 in docenti «nomadi» o «tap­pa­bu­chi» che rischiano di non inse­gnare le loro mate­rie ma di svol­gere altre atti­vità. Assunti sì, ma per fare altro, in attesa di tor­nare a fare il proprio.

Per tre anni que­sti docenti assunti saranno ribat­tez­zati “pre­cari trien­nali”: ogni tre anni dovranno andare alla ricerca di un albo dove col­lo­carsi. Reste­ranno in attesa della con­vo­ca­zione di un pre­side. Si dice in base al loro “merito”. Non è escluso in base ai clien­te­li­smi, all’arbitrio, alle ideo­lo­gie del loro superiore.

Que­ste, in sin­tesi, sono alcune delle obie­zioni fatte dai sin­da­cati con­tro la «Buona Scuola» in que­sti mesi. Tanto radi­cali da meri­tare una rispo­sta più decisa nei giorni in cui sono ini­ziate le audi­zioni sul Ddl in com­mis­sione cul­tura alla Camera (circa 80, fino al 9 aprile). Così non è stato. Non che uno scio­pero gene­rale possa essere ormai con­si­de­rato l’Armageddon, ma certo sarebbe stato un segnale per le set­ti­mane agi­tate che aspet­tano il Ddl fino a fine mag­gio. «A giu­gno sarà legge» ha detto ieri il mini­stro Gian­nini con­fer­mando i tempi stret­tis­simi impo­sti dal governo al parlamento.

Lo scio­pero dalle atti­vità non obbli­ga­to­rie pre­vede, tra l’altro, per il per­so­nale Ata l’astensione atti­vità aggiun­tive oltre le 36 ore set­ti­ma­nali e dalle atti­vità pre­vi­ste tra quelle rien­tranti nelle posi­zioni eco­no­mi­che e negli inca­ri­chi spe­ci­fici, Per i docenti è stata annun­ciata l’astensione dalle atti­vità aggiun­tive di inse­gna­mento oltre l’orario obbli­ga­to­rio, retri­buite con il fondo per il miglio­ra­mento dell’offerta for­ma­tiva (Mof) e quella dai pro­getti e dagli inca­ri­chi di coor­di­na­tore retri­buiti con lo stesso fondo. C’è anche lo scio­pero dalle ore aggiun­tive per i corsi di recupero.

I Cobas hanno annun­ciato il loro scio­pero il 5,6 e 12 mag­gio. I «lavo­ra­tori auto­con­vo­cati della scuola» hanno con­vo­cato un’assemblea nazio­nale a Roma il 12 aprile. La «Buona Scuola» la riten­gono «ine­men­da­bile» e chie­dono l’assunzione dei 148 mila pre­cari delle Gae , tutti quelli delle Gra­dua­to­rie di isti­tuto che hanno matu­rato i 36 mesi di ser­vi­zio, can­cel­lati dal governo Renzi insieme agli ido­nei del «con­cor­sone» 2012. «Le assun­zioni sono un diritto acqui­sito — spie­gano — non è un favore che Renzi fa ai pre­cari». Anche gli auto­con­vo­cati della scuola pre­fe­ri­scono la Legge di Ini­zia­tiva Popo­lare «per una buona scuola per la Repub­blica» (Lip) al Ddl ren­ziano. La pro­po­sta ha rac­colto l’adesione degli stu­denti e di molti comi­tati di docenti in tutta Ita­lia è stata abbi­nata in Com­mis­sione nella discus­sione alla «Buona scuola» gover­na­tiva. I pro­mo­tori della Lip assi­cu­rano il loro soste­gno ai par­la­men­tari favo­re­voli a que­sta pro­po­sta «nella dura bat­ta­glia che li attende»