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10 marzo protesta a Roma - Centro Studi per la Scuola Pubblica di Padova
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10 marzo protesta a Roma

comunicato Cobas Scuola di Venezia

lunedì 9 marzo 2015

Renzi vuole fregare i precari?

Decreto subito con le 150 mila assunzioni promesse

Il Consiglio dei Ministri il 3 marzo ha solo esaminato le “linee-guida” del Piano Renzi, che ha presentato come una “concessione” democratica al Parlamento prevedere un Disegno di Legge e di non varare il Decreto per l’assunzione stabile dei 150 mila precari. Viene il sospetto che voglia scaricare sul Parlamento la responsabilità di non assumere i precari. I sospetti aumentano perché i 150 mila promessi ora si ridurrebbero a meno di centomila e solo una parte degli iscritti/e alle Graduatorie ad Esaurimento avrebbe davvero il posto, mentre solo un migliaio di coloro che, avrebbero diritto ad entrare in base alla sentenza della Corte europea (stabilizzazione per chi ha i 36 mesi di insegnamento), verrebbero davvero assunti. Dunque, il 10 marzo il Consiglio dei Ministri deve varare il decreto che deve mantenere almeno la promessa dei 150 mila assunti, fermo restando la nostra richiesta di immissione “in ruolo” di tutti i precari/e che lavorano da tempo nella scuola.

Per questo il 10 marzo i Cobas saranno davanti al Parlamento.

Nello stesso tempo, le linee-guida del Piano Renzi presentate in Consiglio dei Ministri ci confermano che si tratta proprio di “cattiva scuola”:

> studenti, scuole e docenti valutati con i ridicoli quiz Invalsi;

> scatti di anzianità aboliti in cambio di 60 euro dati, ogni triennio, in base al presunto “merito”;

> contratti bloccati

> neanche un euro di maggiore investimento per la scuola pubblica, ma il tentativo di aggirare ulteriormente la Costituzione, aumentando i finanziamenti alle scuole private mediante il rimborso spese alle famiglie;

> contratti di apprendistato per gli studenti dei tecnici e professionali per 200 ore in azienda;

> gerarchizzazione dei docenti con “mentor”, “innovatori naturali”, “staff “ e altro.

D’altro canto pensiamo che il Disegno di Legge permetterebbe un vero confronto in Parlamento e nelle scuole sul futuro del nostro sistema d’istruzione pubblico. Chiediamo, insieme ai centomila cittadini che l’hanno sottoscritta, che nel dibattito parlamentare sia dato ampio spazio alla Legge di iniziativa popolare “Per una buona scuola per la Repubblica”, depositata al Senato e alla Camera. Una legge rispettosa della Costituzione e redatta a partire dall’esperienza e dalle riflessioni di chi opera e vive ogni giorno nella scuola.

Rifiutiamo il ricatto che il Governo impone al Parlamento, strumentalizzando l’assunzione dei precari al fine di ottenere una approvazione su tutti gli altri capitoli della riforma. L’assunzione dei precari è un atto dovuto previsto dalla sentenza della Corte di giustizia europea. Deve avvenire con un immediato decreto legge e non può essere contingentata nei limiti degli attuali organici, ma comportare un adeguamento degli organici.

La mobilitazione a sostegno della Legge d’iniziativa popolare non si ferma, riproponendo con determinazione i punti principali:

> l’assunzione immediata dei precari per coprire tutte le cattedre vacanti e quelle necessarie ad assicurare la riduzione a max 22 del numero degli alunni per classe, l’ampliamento dell’offerta formativa (tempo pieno, ecc.), il sostegno, l’alfabetizzazione, la lotta alla dispersione scolastica;

> la scuola della cooperazione e della collegialità e non quella della competizione eterodiretta da Dirigenti manager e dalla burocrazia ministeriale;

> la piena gratuità della scuola statale con finanziamenti certi a tutte le scuole pari al 6% del PIL. No a scuole sostenute dai contributi dei genitori e dei privati. No a nuovi contributi alle private;

> la scuola dell’infanzia statale garantita a tutti con l’ultimo anno obbligatorio;

> un rapporto fra scuola e lavoro finalizzato a garantire la libera scelta del proprio futuro agli studenti. No all’introduzione dell’apprendistato nelle scuole.

Sostenere la LIP è anche un buon modo per combattere la “cattiva scuola” di Renzi.

Venezia, 7 marzo 2015

Cobas scuola – Provincia di Venezia