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comunicato Cobas

Vademecum elezioni RSU Cobas Scuola

a cura dei Cobas Scuola

lunedì 29 dicembre 2014

Perché i Cobas partecipano alle elezioni RSU e perché sono fondamentali le candidature, la partecipazione e i voti di tutti/e voi

Care e cari, come già saprete, il 3-4-5 marzo 2015 si svolgeranno in tutte le scuole le elezioni delle Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU), mentre le liste andranno presentate dal 14 gennaio al 6 febbraio. Abbiamo partecipato con grande impegno alle precedenti elezioni, pur coscienti dei molti limiti di questa forma di rappresentanza sindacale e del fatto che se gli eletti RSU fanno gruppo intorno al "preside manager", possono concorrere a svuotare di ruolo gli organi collegiali. E negli ultimi tempi, la pressione dei presidi-padroni e del MIUR per l’esautoramento dei poteri contrattuali delle RSU e per la loro subordinazione alle decisioni “padronali” è divenuta sempre più forte, malgrado le tante lotte che abbiamo fatto per impedire la minimizzazione degli organi collegiali, il dominio e l’arbitrio dei dirigenti scolastici e la contrattazione sindacale frammentata scuola per scuola e svilita a spartizione di briciole salariali tra chi accetta il potere “aziendale”. In generale, fin dallo scontro con il MIUR di Berlinguer e il suo “concorsaccio”, noi ci siamo battuti sempre contro la frammentazione della scuola pubblica, la sedicente "autonomia scolastica" e la logica aziendale che ha prodotto il proliferare di "progetti" che hanno svilito la qualità e l’unitarietà dell’istruzione, mettendo in confitto tra loro lavoratori/trici, grazie all’uso ricattatorio del fondo d’Istituto. Pur tuttavia, i COBAS hanno sempre partecipato alle RSU per renderle strumento di conflitto e di contrattacco nei confronti della scuola-azienda, consapevoli però che solo un’ampia partecipazione da parte della maggioranza dei colleghi/e può farci ottenere vittorie significative. E con lo stesso spirito ci apprestiamo, con la vostra partecipazione, ad affrontare le elezioni anche ora. Tanto più che stavolta, e finalmente, anche i precari/e, sull’onda delle lotte degli ultimi anni che ci hanno visto massimamente impegnati e della sentenza della Corte Europea, potranno partecipare alle elezioni come candidati/e (quelli con incarico annuale), mentre i supplenti temporanei potranno comunque votare.

In questi quindici anni cosa hanno fatto le RSU Cobas?

Nella palude diffusa dell’immiserimento materiale e culturale della scuola pubblica, a tutto vantaggio della scuola privata, nella restrizione dei diritti di tutti/e i lavoratori/trici e nel quadro dell’attacco ai poteri degli organi collegiali, le RSU Cobas hanno:
a) garantito la diffusione e la trasparenza dell’informazione attraverso incontri assembleari e propaganda nelle scuole;
b) arginato il processo di aziendalizzazione della scuola, avviato fin dai tempi di Berlinguer e aggravato dai suoi successori fino alla Giannini;
c) combattuto il diffondersi degli atteggiamenti autoritari dei dirigenti scolastici;
d) coinvolto i lavoratori/trici nell’organizzazione del proprio lavoro, cercando di garantire a docenti e Ata l’accesso a tutte le attività in modo non discrezionale;
e) permesso in molte scuole il recupero salariale attraverso una redistribuzione più equa del Fondo d’istituto;
f) impedito l’espandersi di inutili progetti riducendo così l’uso mercificatorio delle risorse.
In generale, le nostre RSU negli ultimi anni, e in particolare in questo triennio, hanno contrastato la scuola-azienda, la scuola-miseria e la scuola-quiz dell’Invalsi, elemento di devastazione dell’istruzione che, in quasi assoluta solitudine, abbiamo combattuto al suo apparire e la cui distruttività siamo riusciti negli ultimi tempi a fare comprendere ad una parte significativa di cittadini/e, oltre che di docenti, Ata e studenti; hanno lottato per massicci investimenti nella scuola pubblica e per un significativo recupero salariale di quanto perso (docenti ed Ata) negli ultimi venti anni; per l’assunzione di tutti i precari che da tempo lavorano nella scuola con pari doveri ma diritti dimezzati rispetto ai colleghi “stabili”.
Ma un’importanza rilevante hanno avuto le nostre RSU anche nella denuncia delle politiche di austerità imposte dagli ultimi governi e dall’Unione Europea all’Italia e agli altri paesi del Continente, che per la scuola hanno significato anche il blocco oramai esennale del contratto e degli scatti di anzianità; nonché nella lotta a fianco dei docenti “inidonei”, dei Quota 96, dei modelli viventi e dei lavoratori/trici delle scuole in carcere.
E infine, in queste ultime settimane, le RSU Cobas hanno sostenuto la denuncia e lo smascheramento della “cattiva scuola” di Renzi che riassume in un unico Piano tutto il peggio dell’aziendalizzazione, della gerarchizzazione e dell’immiserimento materiale, culturale e “quizzarolo” della scuola pubblica, imposti nell’ultimo ventennio da tutti i governi di centrodestra e centrosinistra, a braccetto.

In allegato il Vademecum