Home Centro studi per la Scuola Pubblica - CESP Padova Home

MOZIONE DEI DOCENTI DELL’EINAUDIGRAMSCI di Padova - Centro Studi per la Scuola Pubblica di Padova
Home > materiali > MOZIONE DEI DOCENTI DELL’EINAUDIGRAMSCI di Padova

Diritti a scuola

MOZIONE DEI DOCENTI DELL’EINAUDIGRAMSCI di Padova

di Scuole in mobilitazione

domenica 16 novembre 2014

MOZIONE DEI DOCENTI DELL’EINAUDIGRAMSCI DEL 13 NOVEMBRE 2014

I DOCENTI DELL’ISTITUTO TECNICO EINAUDIGRAMSCI di Padova, in relazione al documento "LA BUONA SCUOLA", SI DICHIARANO PREOCCUPATI per gli aspetti sotto indicati della proposta di riforma, di cui giudicano negativamente le ricadute culturali, didattiche e professionali ed ESPRIMONO LE SEGUENTI VALUTAZIONI:

1. Lamentano il SILENZIO SULLA NECESSITÀ DI RIDURRE IL NUMERO ECCESSIVAMENTE ALTO DI ALUNNI PER CLASSE previsto dall’attuale normativa, numero che incide realmente e profondamente sulla qualità dell’insegnamento.

2. Sono CONTRARI A INTERVENTI DI LEGGE EXTRA-CONTRATTUALI, mentre il piano “La buona scuola” interviene su materie oggetto del CCNL o della Contrattazione Nazionale di II livello: progressioni stipendiali, organizzazione del lavoro e mobilità del personale della scuola a livello regionale o locale, obblighi di servizio, attribuzione incarichi aggiuntivi.

3. il progetto complessivo contenuto nel piano “la buona scuola” NON PUÒ DEFINIRSI UN INVESTIMENTO NELLA SCUOLA STATALE, IN QUANTO L’UNICA SPESA PREVISTA - l’ASSUNZIONE DEI PRECARI imposta dalla normativa europea - È FINANZIATA CON TAGLI DI SPESA IN ALTRI SETTORI (blocco dei contratti, taglio della progressione economica fino al 2018 almeno, taglio delle supplenze brevi, taglio del fondo per il miglioramento dell’offerta formativa, ecc.).

4. SONO CONTRARI ALL’ABOLIZIONE DEGLI SCATTI DI ANZIANITÀ, che costituisce un fatto unico in Europa. Ogni forma di valutazione del merito individuale dovrebbe, invece, servire alla eventuale accelerazione della progressione economica e dovrebbe prevedere la volontarietà nel sottoporsi alla valutazione e l’individuazione - a cura di un ente di rappresentanza professionale - dei criteri di valutazione da adottare.

5. NELL’ESPRIMERE GRANDI PERPLESSITÀ SULLE MODALITÀ DI “MISURAZIONE” DEI CREDITI DIDATTICI, DI FORMAZIONE E PROFESSIONALI, rilevano che:

A. la proposta di riforma introduce nelle scuole un Nucleo di Valutazione che, utilizzando prioritariamente i parametri dell’INVALSI, dovrà obbligatoriamente individuare tra i docenti un 66% di “meritevoli” e una restante percentuale di “non meritevoli”, con QUOTE FISSE CHE RISPONDONO A CRITERI MERAMENTE CONTABILI e prescindono dalla qualità reale della didattica per l’assegnazione degli scatti stipendiali;

B. la proposta di riforma, invece di rafforzare la cooperazione e la collaborazione, prevede i cosiddetti “scatti di competenza” triennali (solo “conquistando” tutti i 12 scatti triennali si potrà totalizzare l’aumento stipendiale equivalente all’attuale progressione economica). SI INTRODUCE UNA PERICOLOSA COMPETIZIONE TRA DOCENTI: PER ESSERE COMPRESI NEL 66% DEI “MERITEVOLI”, I DOCENTI VIVRANNO L’INTERA VITA PROFESSIONALE NELLA SPASMODICA RICERCA DI ACCUMULARE “CREDITI”, ACCETTANDO MAGGIORI CARICHI DI LAVORO A PARITÀ DI STIPENDIO, A COMPETERE TRA LORO PER RIENTRARE NEL MERAMENTE CONTABILE 66%, oppure a chiedere il trasferimento in altra scuola, ancora una volta a danno della qualità dell’insegnamento e della continuità didattica (viene introdotta anche una sorta di MOBILITÀ COATTA, legata al “merito”);

6. la proposta di riforma prevede un AUMENTO DEI POTERI DEL DIRIGENTE SCOLASTICO, IN ORDINE ALL’UTILIZZO DEI FONDI E NELL’ATTUAZIONE DEL POF DELL’ISTITUZIONE SCOLASTICA (CHE, INVECE, DEVE RIMANERE DI COMPETENZA DEL COLLEGIO DEI DOCENTI). Inoltre, la possibilità per il Dirigente di “creare la propria squadra con i docenti più adatti” implica un PREOCCUPANTE RAFFORZAMENTO DELLE PREROGATIVE DEL DIRIGENTE SCOLASTICO NEL RECLUTAMENTO DEL PERSONALE E NELL’UTILIZZO DELLE RISORSE PROFESSIONALI, PREFIGURANDO LA CHIAMATA DIRETTA, con ricadute discrezionali sulla mobilità degli insegnanti e del personale ATA. Si configura il rischio reale di creare tante scuole appiattite sulla visione educativa della dirigenza, in palese violazione con la libertà di insegnamento sancita dalla Costituzione.

7. La proposta di riforma INTERVIENE SUGLI ORGANI COLLEGIALI, RIDUCENDO IL RUOLO DI DOCENTI E ATA E RAFFORZANDO QUELLO DEL DIRIGENTE SCOLASTICO E DEI SOGGETTI PRIVATI, di cui è previsto l’ingresso anche nel Nucleo di Valutazione. Prevede il “Consiglio dei Docenti” (non più Collegio!) idoneo a discutere di programmazioni, su cui però – come prevedeva il disegno di legge Aprea - non avrebbe più potere decisionale.

8. La proposta di riforma introduce una CURIOSA “BANCA DELLE ORE”: curiosa in quanto IL PERSONALE CI PERDE SOLTANTO, poiché si prevede la restituzione di ore non svolte nei periodi di sospensione delle attività didattiche (sembrerebbero gli eventuali giorni di vacanza deliberati dalle singole scuole, al netto dei 200 giorni). In sostanza, parte delle supplenze le fanno gratis i docenti già in servizio.

9. La proposta di riforma recita: “il sistema di valutazione sarà operativo dal prossimo anno per tutte le scuole pubbliche, statali e paritarie”. PER LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA REPUBBLICANA, LA SCUOLA PARITARIA VIENE PROMOSSA AL RANGO DI SCUOLA PUBBLICA.

CONSIDERATI GLI ASPETTI CRITICI RIPORTATI NELLA MOZIONE, I SOTTOSCRITTI DOCENTI ESPRIMONO LA PROPRIA CONTRARIETÀ DAL PUNTO DI VISTA CULTURALE, DIDATTICO E PROFESSIONALE ALLA PROPOSTA DI RIFORMA DEL GOVERNO DENOMINATA “LA BUONA SCUOLA”.

PADOVA, 13 NOVEMBRE 2014

DOCUMENTO SOTTOSCRITTO DA NUMERO 105 DOCENTI SU 146