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Diritti a scuola

CONSULTAZIONE DEMOCRATICA E PLURALISTA

di Maurizio Peggion

giovedì 16 ottobre 2014

CONSULTAZIONE DEMOCRATICA E PLURALISTA

Al liceo Modigliani questa mattina è andato in onda una ’folle’ campagna di ascolto sulla Buona Scuola: ingresso sbarrato da funzionari della Polizia e degli Uffici scolastici regionali e provinciali, setaccio con perquisizione di borse e zaini di insegnanti e studenti convocati per il meeting, controllo serrato degli accrediti, polizia dentro la scuola stessa, presidio di ben 4 blindati nelle immediate vicinanze.
Una situazione inaudita, impensabile ed ingiustificabile.
La presenza critica è stata garantita all’esterno da un piccolo gruppo di insegnanti e da una delegazione di studenti del Coordinamento che desiderava partecipare all’incontro ma a cui è stato impedito di entrare.

In allegato alcune foto.

per i Cobas Scuola di Padova
Maurizio Peggion

comunicato

A proposito della campagna di ascolto sulla “Buona Scuola” di Matteo Renzi

Oggi sarà a Padova il Capo di Gabinetto del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca: Alessandro Fusacchia; l’iniziativa fa parte della campagna di ascolto organizzata per propagandare la proposta di Matteo Renzi, cosiddetta "La Buona Scuola".
Lo scopo dichiarato è quello di ascoltare "il territorio a Padova", come pomposamente annunciato sul sito, ma il tempo dedicato a questo ascolto è di un’ora scarsa, all’interno della quale dovranno anche intervenire i Rappresentanti della Confindustria del Veneto e della Regione Veneto; nel poco rimanente chi potrà, interverrà al massimo per tre minuti.

Questa iniziativa è solo un’occasione demagogica che non intende evidenziare i veri problemi della scuola ma raccogliere consensi; un momento di ascolto passivo e non una vera e propria campagna di ascolto effettuata al fine di predisporre una proposta.
Riteniamo sia una “pseudo consultazione” perché strumentalizza il significato del termine "ascolto" equiparandolo ad una tabulazione di crocette inserite on-line su un questionario già strutturato per essere interpretato a proprio uso e consumo; non si configura inoltre come una effettiva iniziativa democratica perché se si volessero davvero ascoltare le opinioni delle persone, lo si farebbe prima di presentare una proposta (come hanno fatto in Francia).

Il nostro giudizio sulla cosiddetta "Buona Scuola" di Matteo Renzi è fortemente negativo perché scardina i principi della democrazia scolastica fondata sul pluralismo e sulla libertà di insegnamento e li sostituisce con l’autoritarismo del dirigente scolastico; scardina i principi dell’uguaglianza e dell’unitarietà del sistema scolastico, perché ammette e anzi favorisce l’entrata dei privati nella scuola, ampliando inevitabilmente la sperequazione tra istituti scolastici, a seconda di indirizzi, territori, destinatari; scardina dalle fondamenta il principio pedagogico della collaborazione collegiale e del lavoro condiviso, configurando una figura di insegnante che impegna le proprie capacità per costruire una carriera che gli garantisca di prevalere sugli altri economicamente e nella collezione dei crediti.

Se il Presidente del Consiglio fosse stato davvero interessato ad investire culturalmente sulla scuola avrebbe dovuto tener conto che una Legge di Iniziativa Popolare per una Buona per la Repubblica (LIP) dal titolo: "Norme generali sul sistema educativo d’istruzione statale nella scuola di base e nella scuola superiore. Definizione dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di nidi d’infanzia", è stata recentemente ripresentata alla Camera e al Senato da parlamentari di diversa provenienza politica.

Questo disegno di legge presenta l’esito di un dibattito e di un percorso che ha coinvolto in modo democratico migliaia di genitori, docenti e studenti di varie parti d’Italia, che hanno avuto così l’opportunità di riflettere e condividere un’idea di scuola composita e complessa.
Un percorso articolato, lungo, onesto e sofferto che ha visto ciascuno fare i conti con le idee e i bisogni dell’altro, nella ricerca della migliore mediazione possibile e che è scaturito nella raccolta di oltre centomila firme.

Questa proposta concreta ed articolata non solo prevede la stabilizzazione dei precari ed un organico adeguato alle reali esigenze della scuola, ma soprattutto delinea un’idea di scuola coerente con i principi costituzionali.
Non può esserci infatti una scuola democratica e pluralista se non c’è una forma di Stato democratico e pluralista così come non può esserci uno Stato democratico e pluralista se non c’è una scuola democratica: quella prevista dalla nostra Costituzione.


Coordinamento delle Scuole in mobilitazione Padova

16 ottobre 2014