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Diritti a scuola

BUGIE E VERITA’ SU Q96!

comitato Q96

mercoledì 24 settembre 2014

BUGIE E VERITA’ SU Q96!

Abbiamo subito un trattamento indegno e assistito ad un inverecondo balletto istituzionale, in questi anni, prima sull’effettivo numero degli aventi diritto alla quiescenza e poi sulle coperture necessarie a mandare in pensione i Quota ‘96 entro il 31 dicembre 2012 (parliamo dei lavoratori nati nel 1951 e con 35 anni di contributi, di quelli nati nel 1952, con 36 anni di contributi e, infine, di quelli che comunque hanno maturato i 40 anni di contributi).

Siamo stati oggetto di squallide campagne denigratorie da parte di pennivendoli al soldo dei padroni, che hanno parlato di “baby-pensionati”, alimentando irresponsabilmente l’odio sociale, e hanno prospettato gravosi sacrifici collettivi per l’erogazione del risarcimento dovuto a chi è “detenuto al lavoro” ormai da tre anni; siamo poi incorsi nei veti dell’INPS, nelle menzogne della RdS e nei rigori unilaterali dell’uomo della Spendig Review, Cottarelli, subito premiato con un incarico alla FMI per aver bloccato il laborioso iter legislativo che ci riguardava.

Abbiamo più volte dimostrato che i calcoli presentati erano artatamente falsificati, e le cifre gonfiate. Potremmo tranquillamente definire tutte queste forze, concordi nel respingere le nostre istanze legittime, una vera e propria associazione a delinquere, capace addirittura di costringere i parlamentari a votare delle leggi sulla base di calcoli completamente errati.

Chi risponderà, infatti, in termini legali, degli errori e delle mistificazioni interessate dei dati? Quale dirigente del Ministero pagherà per avere indotto la Camera dei deputati a discutere un decreto in cui i costi necessari per la copertura del pensionamento dei Q96 erano stimati in 430 milioni?

Il ministro Madia, infatti, ha soppresso l’emendamento che ci riguardava, già approvato alla Camera, perché la RdS ha lanciato l’allarme sulle coperture, riferendosi alla cifra di 430 milioni in
5 anni e all’insostenibile disavanzo; eppure, l’onorevole Boccia (PD), in un dibattito televisivo, ha di recente affermato che la stima reale è di 100 milioni, mentre qualche mese prima di lui la stessa ministra Giannini quantificava in 120 milioni la cifra necessaria!

A chi risponderanno mai questi ministri incompetenti e pavidi, ostaggio della Ragioneria, e questi organi dello Stato che osano presentare al Parlamento dati falsi, giocando con la vita dei lavoratori e condizionando l’approvazione delle leggi?

E il Presidente della Repubblica? Non dovrebbe forse richiamare i suoi ministri al rispetto delle norme che regolano la correttezza degli atti parlamentari? Possono, i Quota96, subire anche quest’ultima beffa? C’è, ancora, qualche parlamentare che percepisca ancora il proprio ruolo di rappresentanza come un dovere civile e morale, tanto da inchiodare l’esecutivo alle proprie responsabilità?

Aspettiamo una risposta! Ci è dovuta, e a fortiori in quanto, come lavoratori della Scuola, abbiamo sempre educato i giovani al rispetto delle regole di uno Stato di diritto! Diversamente, non ci resterà che pensare che ormai nel paese vige la legge della giungla e che la Democrazia è un puro flatus vocis!

Intanto, a un mese dell’inizio dell’anno scolastico non c’è ancora un elenco definitivo di coloro che hanno diritto alla pensione in deroga alla “Fornero”, in base alla legge 28.10.2013, n. 124. Da nostre informazioni, risulta che il MIUR e i suoi uffici periferici hanno brillato per neghittosità e inefficienza, omettendo i passaggi necessari perché l’INPS emettesse i relativi decreti di pensionamento e informasse i beneficiari prima del 7 ottobre, scadenza fissata per presentare domanda…

Risponderà il ministro Giannini di questa mancanza di operosità, oppure non sa che è responsabile politicamente anche di questi disservizi?

Risponderà il premier Renzi, fautore del dinamismo e dell’ammodernamento, che in un suo attacco di “annuncite”, aveva promesso di risolvere la questione Q96 a fine agosto?

Invece di parlare di “merito” degli insegnanti, e promettere di riservare ai più “docili” un’elemosina triennale nel 66%, dei casi, cominciassero a valutare le competenze dei ministri!

Possiamo continuare a dipendere da una banda di dilettanti o, peggio, di falsari delle norme che regolano gli atti parlamentari?

I posti liberati dai pensionamenti con la legge n.124/2013 non sono stati messi a disposizione per le immissioni in ruolo: avrebbero stabilizzato migliaia di precari, anziché illuderli con il miraggio di 150 mila nuove immissioni entro il 2015, per le quali, peraltro, non sono stati ancora trovati i soldi: non è possibile continuare a negare i diritti degli studenti e dei docenti precari, sfruttati da anni!

Il 30 settembre dalle ore 13:00 saremo di nuovo in presidio davanti al MIUR.

Chiediamo al Ministro Giannini di riceverci e di rispondere ai nostri urgenti quesiti.

Se la situazione non si sbloccherà, chiederemo udienza a Renzi e a Napolitano!

Martedì 30 sett. 2014 ore 13:00 PRESIDIO AL MIUR. Viale Trastevere 76

Quota96 Cobas, Precari Uniti contro i Tagli