Home Centro studi per la Scuola Pubblica - CESP Padova Home

SCUOLE POLO? - Centro Studi per la Scuola Pubblica di Padova
Home page > materiali > SCUOLE POLO?

STRANIERI A SCUOLA

SCUOLE POLO?

di Gianluca Gabrielli

domenica 25 maggio 2014

Un pericoloso percorso viene avviato in una regione che si riteneva modello per i criteri e percorsi di inclusione

Scuole polo per stranieri

Gianluca Gabrielli

"Allo scopo di dare piena attuazione al dettato normativo e con l’intento di gestire nella maniera più efficace e funzionale l’inserimento degli alunni stranieri nelle scuole primarie e secondarie di primo grado, l’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia Romagna e l’Ufficio Scolastico Territoriale di Bologna hanno ritenuta necessaria l’istituzione di quattro scuole-polo sul territorio della città di Bologna coordinate dal CPIA metropolitano".
[Dal PROTOCOLLO per l’ACCOGLIENZAe l’INCLUSIONE degli ALUNNI STRANIERI - DIREZIONI DIDATTICHE e ISTITUTI COMPRENSIVI CITTA’ di BOLOGNA]

Come collegio docenti abbiamo ascoltato la sintesi delle funzioni strumentali che hanno seguito l’argomento e abbiamo aperto la discussione. Ne è emersa la preoccupazione generale di fronte a queste pratiche di accentramento e alla poca trasparenza che ne caratterizza i passaggi. Secondo i colleghi è un grave errore marginalizzare le esperienze dei soggetti delle scuole e valorizzare esperienze come quella della scuola di soli bambini migranti che è stata aperta alcuni mesi fa a Bologna ... quindi abbiamo deciso di produrre una breve mozione che potesse lanciare un segnale invitando anche le altre scuole ad esprimersi. Speriamo che altre prendano posizione...

Si copia qui sotto la mozione approvata dall’IC 20 di Bologna:

"Il Collegio dei docenti dell’IC 20 di Bologna riunito il 20 maggio 2014 esprime la propria preoccupazione in merito al recente Protocollo cittadino per l’accoglienza e l’inclusione degli alunni stranieri che istituisce le Scuole polo e il Cpia metropolitano, poiché esautora dall’elaborazione di una strategia di integrazione degli alunni stranieri sia le funzioni strumentali della scuola sia le strutture cittadine che da anni si occupano del tema. Inoltre le scuole non saranno più messe nelle condizioni di poter avere e gestire le risorse anche per gli alunni di "seconda generazione".