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PAS e PRECARIATO

assemblea e presidio

domenica 16 febbraio 2014

PAS e PRECARIATO

Circa 70.000 docenti non abilitati attendono da anni l’attivazione dei Pas (Percorsi Abilitanti Speciali) da parte del MIUR, abilitazione riservata a coloro che vantano almeno tre anni di servizio nella scuola.
Sono quindi una numerosa componente dell’esercito di 250.000 precari che fanno funzionare la scuola nel nostro paese. Si tratta non di supplenti alla prima esperienza, ma di persone tra i trentacinque e i cinquant’anni che, grazie a questo lavoro precario ma continuativo, nell’attesa di una stabilizzazione da parte dello Stato, hanno fatto una scelta professionale, formato una famiglia, etc.
L’abilitazione all’insegnamento, agognata da anni, dovrebbe avvenire grazie ad un corso di durata annuale e con frequenza non ancora precisata nelle università e con il costo esorbitante di circa 3.000 euro a tutto vantaggio degli Atenei.
Questo corso non consentirà di accedere ad una graduatoria valida per il ruolo, come è sempre accaduto finora nei vari percorsi abilitanti attivati, ma solo alla II° fascia di Istituto delle graduatorie per le supplenze, dentro la quale dovranno attendere, per chissà quanto tempo ancora, un concorso nazionale in cui dovranno nuovamente attestare le abilità alla professione, nonostante da anni questi docenti insegnino, promuovano, boccino, esaminino, si relazionino con genitori, psicologi, servizi sociali.

Dal 25 luglio 2103, data di pubblicazione del decreto di attivazione dei PAS abbiamo assistito attoniti al desolante succedersi degli eventi, a livello nazionale ed in particolare per quanto riguarda il Veneto:

- Ritardo nella pubblicazione degli elenchi graduati che potrebbe indurre le Università a concentrare le lezioni in orari in cui non si potrà garantire contemporaneamente il servizio;
-  Corsi non ancora attivati (nel decreto si auspicava cominciassero a dicembre 2013);
-  Non tutte le Università della regione hanno aderito alla attivazione dei corsi (ne consegue che le abilitazioni ottenute non saranno spendibili da tutti nello stesso momento creando gravi discriminazioni a livello regionale e interregionale);
-  Mancata attivazione dei corsi per alcune Classi di Concorso ( alcuni aspiranti più fortunati in possesso del nulla osta, saranno costretti al licenziamento per emigrare in regioni lontane);
-  Suddivisione in scaglioni di Classi di Concorso numerose, con criteri di ripartizione in cui si privilegiano numeri elevati di candidati negli ultimi anni di attivazione del corso (la maggior parte dei candidati non potrà abilitarsi quest’anno e sarà vincolato alla regione scelta anche al prossimo aggiornamento delle graduatorie);
-  Criteri di disomogeneità nella frequenza ai corsi da parte delle Università (in alcune la frequenza avverrà durante il fine settimana venendo incontro alle esigenze dei lavoratori, in altre si frequenterà diversi pomeriggi alla settimana creando disagi ai lavoratori ed alle stesse scuole in cui essi prestano servizio);
-  Mancata attivazione dei Pas per Scuola dell’Infanzia e Primaria;
-  Impossibilità da parte di alcuni aspiranti di frequentare nelle regioni confinanti che accoglierebbero i corsisti (obbligati invece a percorrere centinaia di Km per raggiungere la sede universitaria della propria regione);
-  La percentuale di assenza ai corsi del 20% non è sufficiente per molti; la maggior parte dei candidati hanno firmato un contratto di lavoro con le Istituzioni Scolastiche, pertanto sono in servizio con lezioni frontali anche in fascia pomeridiana).

Ed inoltre, come se tutto ciò non bastasse, in una nota del Miur del 30/01/2014, si legge:
“..Come è noto le graduatorie dei docenti delle scuole sono aggiornate con cadenza triennale ed il prossimo aggiornamento è previsto per il mese di maggio. Atteso che i corsi di studio PAS non potranno concludersi entro tale termine e al fine di corrispondere anche alle aspettative di tutti i nuovi abilitati, verrà comunque loro assicurato I’inserimento in testa alla graduatoria di III fascia con apposito decreto in corso di emanazione.”

Questo significa che gli aspiranti Pas attualmente in III Fascia dovranno attendere il 2017 per veder riconosciuta l’abilitazione e la seppur insoddisfacente II fascia sarà preclusa per tre anni, rimanendo nell’attesa con una priorità in III fascia di cui, di fatto, già godono. Intanto il Miur si sta organizzando per emanare un nuovo ciclo di abilitazioni, quando il suo compito principale sarebbe dovuto essere quello di abilitare e stabilizzare PRIMA i 70.000 precari di cui già dispone.

Senza contare che ormai il precariato nella scuola è una vera e propria EMERGENZA SOCIALE: uno su cinque dei docenti sono precari e quasi uno su due degli ata; ogni precario costa mediamente all’Amministrazione ben 9.000 € in meno del personale di ruolo (tra ferie non pagate, scatti di anzianità non goduti, stipendi estivi mancanti), insomma un vero e proprio sfruttamento per svolgere lo stesso lavoro del personale di ruolo.

Per cercare di porre fine a questa guerra tra poveri, tra chi vedrà attivato il Pas in un’altra regione e non nella sua senza avere la possibilità di accedervi.
Per chi verrà scaglionato e sarà costretto a frequentare il Pas tra due anni.
Per chi è stanco di essere un PRECARIO DI STATO, nonostante il precariato reiterato sia considerato un abuso nella maggior parte dei Paesi Europei.
Perchè si garantisca la possibilità di frequentare il corso, individuando sedi idonee anche extrauniversitarie, e venga assicurato a tutti gli aspiranti il DIRITTO all’abilitazione nella propria regione di appartenenza e senza discriminazioni alla prossima apertura delle graduatorie.

Venerdì 14 febbraio alle ore 12.00 abbiamo un incontro all’U.S.R. per illustrare le nostre istanze.

GIOVEDI’ 20 FEBBRAIO ALLE ORE 17.00
AL CENTRO CIVICO ARETUSA DI VIALE SAN MARCO A MESTRE ILLUSTREREMO IN
ASSEMBLEA
L’ESITO DEL’INCONTRO CON L’U.S.R. E DECIDEREMO LE INIZIATIVE DI LOTTA

Venezia, 11 febbraio 2014
Comitato Veneto PAS
Cobas - Comitati di Base della Scuola del Veneto