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Un’analisi della nuova legge sui DSA

la nuova legge sull’approccio didattico con gli studenti dislessici

lunedì 13 dicembre 2010

La sensibilizzazione alle problematiche di coloro che presentano DSA è stata difficile da portare avanti, in modo particolare nel mondo della scuola, ma, caparbiamente e costantemente sostenuta, ha trovato sempre più spazi di accoglimento fino a giungere a livello istituzionale in sede ministeriale: si ricordano i diversi provvedimenti fra i quali spiccano come pietre miliari la C.M 4099/A/4 del 5/10/2004 nella quale si prevedeva per la prima volta l’introduzione di strumenti compensativi e misure dispensative, e la C.M. 26/A/4 del 5/01/2005 nella quale si sottolineava che i provvedimenti a tutela degli studenti dislessici potevano essere applicati in tutte le fasi del percorso scolastico, compresi i momenti di valutazione finale, precisando anche che fra questi venivano compresi anche l’esame conclusivo della scuola secondaria di primo e di secondo grado.

un’analisi della nuova legge sui DSA (Disturbi specifici di apprendimento), risposte alle domande più comuni sulla dislessia, indicazioni didattiche, bibliografia essenziale.

tutto l’articolo corredato deiriferimenti lo tro vi al link
http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2010/12/13/vivalascuola-63/

Dunque, Giovanni che fa sempre gli stessi errori e non impara le tabelline, Laura che non è neppure capace di correggere i suoi errori nel compito che la maestra le ha restituito sono distratti, fannulloni, in una parola somari? O magari hanno incontrato maestre non competenti, dure, incapaci? E genitori poco attenti ai loro problemi, impazienti e nervosi? La risposta non è nessuna di queste. (Daniela Bertocchi).

Nuove norme in materia di DSA: occasione per la scuola di una riflessione sulla didattica

di Luciana Ventriglia

Premessa: uno sguardo al passato
E’ con soddisfazione che l’A.I.D. si volge indietro a vedere il percorso accidentato che ha portato a questo importante obiettivo di riconoscimento a tutela degli alunni DSA: quanti tentativi di dilazione, elusione, di sottovalutazione e resistenza al problema sono stati combattuti e di volta in volta superati.

La sensibilizzazione alle problematiche di coloro che presentano DSA è stata difficile da portare avanti, in modo particolare nel mondo della scuola, ma, caparbiamente e costantemente sostenuta, ha trovato sempre più spazi di accoglimento fino a giungere a livello istituzionale in sede ministeriale: si ricordano i diversi provvedimenti fra i quali spiccano come pietre miliari la C.M 4099/A/4 del 5/10/2004 nella quale si prevedeva per la prima volta l’introduzione di strumenti compensativi e misure dispensative, e la C.M. 26/A/4 del 5/01/2005 nella quale si sottolineava che i provvedimenti a tutela degli studenti dislessici potevano essere applicati in tutte le fasi del percorso scolastico, compresi i momenti di valutazione finale, precisando anche che fra questi venivano compresi anche l’esame conclusivo della scuola secondaria di primo e di secondo grado. Tali disposizioni poi sono state riprese con migliori precisazioni nelle circolari e ordinanze che si sono succedute fino ad oggi.

L’iter della legge è stato lungo, travagliato, e pieno di stop and go legati alle vicende politiche: la prima proposta di legge fu presentata nel 2002, alla quale seguirono altre proposte nel 2004 e nel 2006. Successivamente nel 2007 fu presentato un testo al Senato, ma l’iter fu bloccato dalla crisi di governo e dalla fine della legislatura.

Una nuova proposta venne presentata al Senato nel 2009, ma solo nel 2010, dopo l’unificazione di due proposte di legge (DDL 1006 e DDL 1036), il testo è stato approvato, diventando Legge 170/2010, la cui denominazione “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico” appare abbastanza riduttivo e non ne esprime la sua vera portata di azione sia perché prende in considerazione tutto il percorso formativo scolastico, dalla scuola dell’infanzia fino all’università, ma anche perché, nel perseguire le proprie finalità e nel prevederne le azioni attuative, non può non entrare in pieno, oserei dire con linguaggio calcistico “a gamba tesa”, nell’organizzazione scolastica e nell’adeguamento delle impostazioni didattiche, ma rimanendo nelle prerogative della Legge 275/1999 sull’Autonomia delle Istituzioni Scolastiche.

Legge 170/2010: alcune riflessioni sulla attuazione
Pertanto, nata per una definizione dei DSA e a tutela degli alunni che presentano tali disturbi, la Legge 170/2010 acquisisce una valenza molto più alta: diventa per la scuola una opportunità di crescita culturale e rappresenta un’occasione per riflettere sull’organizzazione scolastica. Infatti è stimolo per parlare di strategie di apprendimento significativo e autentico centrate sull’apprendente e si può considerare in definitiva un vero investimento sulle competenze e responsabilità dei docenti.

Nella lettura degli articoli si incontra frequentemente, l’aggettivo “adeguato” indicando le azioni da intraprendere affinché la Legge, nella fase attuativa, tecnicamente e organizzativamente, abbia la sua efficacia, rinviando i contenuti, le indicazioni, i riferimenti ad organi tecnici appositamente previsti nell’art. 7.

I riferimenti all’adeguatezza sono molto frequenti e prendono in considerazione diversi campi di applicazione:

* formazione adeguata

* forme di verifica e di valutazione adeguate alle necessità formative degli studenti

* adeguate attività di recupero didattico mirato

* adeguata preparazione riguardo alle problematiche relative ai DSA

* metodologia e una strategia educativa adeguate;

* adeguate forme di verifica e di valutazione, anche per quanto concerne gli esami di Stato e di ammissione all’università nonché gli esami universitari