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SOSTIENE BIN …… - Centro Studi per la Scuola Pubblica di Padova
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BES - bisogni educativi speciali

SOSTIENE BIN ……

di Bin e Giulietta Poli

sabato 14 dicembre 2013

- SOSTIENE BIN …… -

Bin è un bambino di origine africana (guineano) ipovedente.
Bin è un mio alunno.

Con i suoi “miseri” 3 decimi dell’occhietto più sano riesce a fare tutto (o quasi) in classe come in palestra come in mensa e pure in giardino.
Bin è slanciato, è il più alto della classe; ha lineamenti fini e la pelle vellutata.
E’ praticamente quasi più alto di me … impresa non difficile, se posso dire.
Bin, il cui nome per esteso nella sua lingua tradizionale significa qualcosa come: notevole nella sua diversità, ironizza sulla sua disabilità, è molto spiritoso.
E’ incredibilmente orgoglioso delle sue origini e della sua negritudine, del suo bellissimo “color Nutella”.
Spesso parla del suo paese, dei piatti tradizionali (è un ghiottone!), delle usanze tipiche.
A seguire alcune sue gustose uscite.
Bin porta al polso un braccialetto metallico rituale; fino a poco tempo fa portava anche, legata alla vita, un cordino con una pallina … richiesi spiegazioni incuriosita …. Sostiene Bin:
“Sono contro le sciagure” ….una pausa…. “dicono….”
Il cordino alla cintura ora l’ha tolto; è destinato alla sorellina, recentemente nata, ma continua a portare il braccialetto “Vorrei toglierlo ma la mamma non vuole”
Alla mia uscita “Per carità Bin evitiamo sciagure!” il mitico Bin sostiene: “Sapessi quante sciagure ho avuto nella mia vita … e con questo addosso!”
Sostiene Bin che suo padre, un signore di altezza notevole, è il più “piccolo” della famiglia. “Maestra, i miei zii superano i due metri e oltre! Nel mio paese ci sono persone altissime!”
Lo scorso anno ebbi una brutta caduta a scuola che quasi mi frantumò un ginocchio.
Al mio rientro ancora zoppicavo vistosamente. Sostiene Bin (che sempre tengo appiccicato come un francobollo temendo cada o si faccia male…. considerato il suo ristretto campo visivo è successo più volte) prendendomi sottobraccio:
“Sarò anche orbo ma posso farti da bastone”
Un’altra volta che mi appoggiavo all’ombrello disse afferrandomi il braccio libero: “Adesso hai due bastoni: uno fisso e uno deambulante”

Sostiene Bin che nello spezzatino della mensa (due miseri tocchetti con un poco di sugo…) accuratamente esaminato, sempre coi famosi 3 decimi: “C’è più grasso che carne!”
Mi raccontava una mamma, membro de Comitato mensa, che Bin le ha gentilmente richiesto la distribuzione di “Hamburger e salsicce “ in quanto piatti più “gustosi” . “Sei del controllo mensa puoi comunicare questa richiesta nel menù?”
In classe si sta lavorando sui nomi astratti : i bambini devono scrivere sul quaderno di italiano delle frasi contenenti nomi astratti.
Sostiene Bin sul suo quaderno :“Le notizie buone emanano felicità”.
Sostiene Bin (e non ho motivi per non credergli!) che l’Africa è un luogo meraviglioso e misterioso.
Conosce le differenze fra i vari tipi di mortaio usati dalle donne per ricavare farine dai cereali.
Conosce i vari tipi di zappette usate per coltivare gli orti.
Sa cos’è una lingua creola e il perché si utilizza.
Sa che ci sono state le lotte per l’indipendenza e cosa hanno comportato.
Ha un cuore grande, Bin!
Quando, all’indomani della strage di migranti al largo di Lampedusa dell’ottobre 2013, osservammo un minuto di silenzio e riflessione nelle classi Bin fu colto da una irrefrenabile e lunghissima crisi di pianto “silenzioso”.
Sostiene Bin: “Non riesco a dimenticare quello che è successo”.
Sostiene Bin che è terrificante tagliar le teste “alle persone”…. Sto leggendo in classe, come narrazione, “STORIA DI MALALA”, la ragazza pakistana ferita da un commando talebano per le sue battaglie per il diritto allo studio.
Una responsabilità collettiva sulla quale, sia gli adulti che i ragazzi, devono prendere posizione.
La storia ha dei passi in genere quasi crudeli o, quantomeno, incomprensibili per la nostra cultura e che generano silenzio quasi irreale o scroscio di applausi spontanei da parte dei bambini.
Sostiene Bin:
“Non si può tagliare le teste alle persone, è una cosa bruttissima e schifosa!”.
“A Babbo Natale” sostiene Bin “ chiederò che porti del cibo alle persone che non ne hanno”
Lo scorso anno affrontammo lo studio della preistoria ….
Narrai che allora (come oggi in alcune culture “primitive”) era compito delle donne trattare le pelli degli animali ammorbidendole tramite masticazione per renderle lavorabili.
Sostiene Bin sul suo quaderno: “Orrorissimo!”
Come già riferito Bin è un ghiottone! Di cioccolata in particolare. Una gentile signora mia vicina ha voluto omaggiarlo con il dono di un barattolo di crema spalmabile. Optai per una crema della filiera dell’equo- solidale; è buonissima e fa bene a chi la produce e a chi la consuma.
Interrogato su com’era la crema il mitico, accompagnandosi con eloquente gesto della mano, sostiene: “Sublime!”
Il giorno successivo mi comunicava che si era preparato con detta crema “ottimi sandwich di biscotto”.
Prima dello scoccare della campanella della ricreazione (e successiva merenda) Bin afferma: “Ho fame, oggi non ho fatto una buona colazione ”.
Propongo “Che ne diresti di un toast prosciutto e formaggio?” .
Bin rimane per un attimo interdetto … “Brioche al cioccolato?”
Bin mi sorride “Questo mi convince di più … il toast lo preferisco per cena”.
In occasione della recente scomparsa del grande Mandela ho approntato una locandina “commemorativa” da affiggere all’ingresso della scuola.
L’ho mostrata in classe e ne abbiamo parlato. Bin, ancorché più che sufficientemente edotto sulla vita di questo colosso della Storia, mi ascolta in religioso silenzio.

Poi si offre di aiutarmi nell’affissione…. Sostiene Bin: “Maestra, veniamo io e C…. dopo tutto siamo gli unici neri della classe…”.
Bin fa parte del nostro oscuro futuro assieme a migliaia di altri bambini a cui è negato il diritto di cittadinanza.
Sono qui, vivono con noi, imparano con noi e, sovente, a noi insegnano molte cose ..,..
Buon Natale, Bin, e felice, felicissimo anno nuovo a te e a tutti i bambini “d’altrove”, sicura speranza per la nostra Scuola e per il nostro tristemente inconsapevole Paese.
Ne sono certa, il nostro futuro è nelle vostre piccole mani!

La tua maestra
Padova, dicembre 2013

(Giulietta Poli - insegnante di Scuola Primaria - Padova)