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PER UN AUTUNNO CALDO

di Cobas scuola Padova

martedì 18 giugno 2013

PER UN AUTUNNO CALDO

Da svariati anni le politiche di governo, veicolate dalla stampa mainstream, ci hanno abituato all’ idea che il sistema di welfare vada riformato; nella realtà tutti abbiamo verificato in cosa consista questa riforma: privatizzazione, riduzione delle risorse, aziendalizzazione, esternalizzazione etc.
Dietro alle presunte riforme scolastiche si celano, lo sanno, è proprio il caso di dirlo, anche i bambini e i ragazzi, tagli forsennati di risorse e personale, determinati da una pura logica di risparmio, senza nessun riguardo per la qualità dell’istruzione pubblica; tagli a cui hanno contribuito TUTTI i partiti e TUTTI i governi degli ultimi 15 anni.
Il significativo risultato del referendum di Bologna contro il finanziamento pubblico alle scuole private, testimonia il fatto che la stragrande maggioranza dei cittadini, quando può, si esprime a favore della tutela e del miglioramento del servizio pubblico.
I COBAS della SCUOLA, hanno sempre remato controcorrente, contrastando le politiche di immiserimento dell’istruzione pubblica, da qualunque parte esse provenissero.
Siamo consapevoli del fatto che la “Scuola Bene Comune”, elemento centrale dei processi di valorizzazione del lavoro, in quanto produttrice di conoscenze condivise e reticolari, ma anche di una relazione cooperativa e solidale al suo interno, di una “forma di vita in evoluzione” che anticipa e dispone al futuro attraverso la comprensione del passato, sia ancora tutta da conquistare.
Come COBAS della SCUOLA non ci risparmieremo, mettendo in campo nuove forme partecipative e tutelando quelle esistenti, intervenendo sui “temi caldi”, mantenendo un’ottica “maggioritaria”e non elitaria, che sappia agire in un quadro di crescente complessità, “movimentandolo” sempre più con conflitti rivendicativi su temi generali e specifici. Oggi è di nuovo possibile andare oltre la parzialità della propria situazione, è necessario percorrere e costruire alternative credibili partendo dai bisogni di un quotidiano, costantemente minato, dalle condizioni materiali di una crisi economica permanente.

Nell immediato futuro, proponiamo le seguenti tematiche, su cui improntare possibili percorsi di lotta:

- CONTRASTO ALLE CLASSI POLLAIO
Le classi sovraffollate, oltre a costituire un inaccettabile ritorno all’epoca post-risorgimentale, peggiorano la didattica, riducendola ai minimi termini, favorendo il ricorso alla sterile didattica per quiz. Tutta l’edilizia scolastica italiana è stata concepita per classi con massimo 25 alunni, tale limite deve essere rispettato incondizionatamente, non ci possono essere deroghe sulla sicurezza.
Tali situazioni sono inoltre contrarie alle norme vigenti per la sicurezza che prevedono un ben preciso rapporto [1,90mqx1alunno], non superabile tra numero di alunni e superficie dell’aula.


- AUMENTO ORGANICO DI SOSTEGNO
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I dati a nostra disposizione ci informano dell’aumento degli alunni diversamente abili a fronte di un calo progressivo ma costante del personale di sostegno.
Si è andati verso una sempre maggiore differenziazione e categorizzazione nelle tipologie che vanno dalle difficoltà di apprendimento al semplice svantaggio di origine socio-culturale. Tutto ciò si condensa nella recente circolare sui Bisogni Educativi Speciali [BES].

- LIBERTA’ DI SCELTA PER LE FAMIGLIE MENO ABBIENTI.
Come forse non tutti sanno la presente amministrazione comunale, un paio d’anni fa, ha abolito la fascia gratuita per la mensa scolastica, invece che avvalersi, come propostole da più parti, di un consistente aumento per i più facoltosi.
Ciò, in fase di crisi, sta producendo una continua migrazione verso il tempo corto da parte di chi perde il lavoro e non riesce più a pagare, con genitori del tempo pieno che prelevano i figli durante il tempo mensa per riportarli alla ripresa pomeridiana: paradossalmente il tempo pieno diventa appannaggio dei benestanti.
Per scegliere liberamente il tempo pieno per i propri figli, chiediamo il ripristino immediato della fascia mensa gratuita per le famiglie a basso reddito.

- CONTRATTO.
Si profilano tempi cupi per il personale della scuola.
Vogliamo ribadire con forza che i COBAS della SCUOLA non accetteranno condizioni peggiorative di quelle esistenti, in particolare sui seguenti versanti:
- incremento orario a parità di retribuzione.
- aumento del carico di lavoro per singolo docente.
- cancellazione degli scatti di anzianità, parzialmente riconquistati anche grazie al nostro impegno sul fronte dell’ultimo ciclo di lotte.

- PRECARITO, SCATTI E FERIE.

I precari sono e rimangono il 30% circa degli occupati nella scuola: è una scelta strategica di risparmio, costano circa 8.000€ in meno ciascuno. A ciò si agginge – solo per loro - la vergonosa ritenuta del 2,5% per il TFR, su cui va prodotta una inizitiva collettiva di massa davanti alla magistratura, e, il tentativo – per ora rintuzzato, grazie alle iniziative dei Cobas e di pochi altri – di non pagare più le ferie maturate come è già previsto dalla legge di “spending review” del ex Governo Monti. Il massacro dei precari va affrontato, secondo noi, in una prospettiva collettiva che ponga per tutti da subito il tema del reddito garantito, aldilà della soggettivazione giudiziaria.

Non possiamo aspettare che passi la nottata: la crisi è strutturale, è permanente, riprendiamo le iniziative per il reddito, rilanciamo le lotte per una scuola “bene comune”.

Cobas Scuola di Padova