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A Bologna ha vinto la serie A

lunedì 27 maggio 2013

no al finanziamento statale alle scuole private: vittoria al referendum con il 60%

A Bologna ha vinto la serie A

27 / 5 / 2013

Non ce l’aspettavamo. Non riuscivamo neanche a immaginare e sperare nella possibilità che un piccolo gruppo di associazioni “articolo 33”, riunito, aldilà delle differenze di fondo, in una coalizione di scopo, senza mezzi né alcun potere politico, economico, massmediatico, potesse vincere contro una soverchiante forza costituita da un’ammucchiata informe e tenuta assieme da interessi molto “concreti”.

Qualcosa si era annusato nell’aria: sondaggi ‘clandestini’ effettuati dalla Giunta comunale avevano messo in preallarme i partiti politici di governo; da qui era seguita una calata in forze degli ‘opinion makers’ alla Prodi e l’impegno di tutti gli ambiti ecclesiastici, dalla suora al cardinale; da qui il referendum consultivo di Bologna è assurto a prova con ricadute sul piano generale delle politiche scolastiche.

Ora è sotto gli occhi di tutti che circa il 60% dei cittadini bolognesi ha optato per l’opzione “A” nella consultazione referendaria tenuta domenica 26 maggio. Vale a dire che essi desiderano che i soldi pubblici vadano alle scuole pubbliche e non alle “paritarie” private, ovvero cattoliche. Vale a dire che respingono il mostruoso intreccio di interessi finanziari che sta alla base del cosiddetto “sistema integrato”. Vale a dire che essi vogliono un sistema educativo e formativo libero, aperto, pluralista, laico. E lo hanno fatto recandosi numerosi ai seggi referendari, diversi dai consueti, e peraltro disposti in un modo che non sempre favoriva l’affluenza. Si sono infatti recati alle urne quasi 90.000 cittadini. E di questi tempi non è poco.

Oltre il concreto risultato, l’esito referendario di Bologna ci sottolinea, ancora una volta, che, accantonando le differenze e cercando ciò che ci unisce, muovendoci in forma di coalizione di scopo, così come nei risultati referendari di 2 anni fa, si può vincere.

Rimane, poi, sempre aperto come trasformare una vittoria nelle urne in un cambiamento reale.