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NOVELLA NATALIZIA

di Giulietta Poli

martedì 4 dicembre 2012

NOVELLA NATALIZIA

di Giulietta Poli

C’era (una volta) nel Paese con “la forma di una scarpa da femmina”, così simpaticamente definito da un ragazzino di origine cinese, un luogo quasi magico chiamato SCUOLA.
Era un luogo dove tutti i giorni (ma proprio tutti, escluse le domeniche) per molti mesi all’anno delle strane figure chiamate signori Maestri accoglievano, in spazi talvolta vecchi, angusti, scomodi ma ugualmente resi quasi incantati dalla loro maestria, altre strane figure chiamate signori Bambini ….

A Scuola, per convenzione, si imparava a leggere, a scrivere, a far di conto, ma non solo ! Si imparava, soprattutto, a diventare grandi!

Nel corso degli anni i signori Bambini e Maestri non erano molto cambiati: i Bambini erano sempre allegri, vivaci e scatenati, curiosi di sapere e di capire; i Maestri erano sempre attenti, fantasiosi, pronti a pulire nasini sgocciolanti, ad asciugare lacrime, ad allacciare scarpe, a fornire spiegazioni, ad inventarsi stupefacenti storie sempre nuove ma, anche, a ricordare che esistevano ancora splendide virtù quasi dimenticate: la buona educazione, il rispetto reciproco, la considerazione per gli altri, chiunque fossero,comunque fossero e da dovunque venissero ….
Non erano affatto ricchi i signori Maestri ma tuttavia spesso arrivavano dalla propria casa portando pesanti cartelle che contenevano ogni sorta di meraviglie: magici oggetti cartacei con la forma di parallelepipedo, i libri; penne di ogni specie; legnetti in tutti i colori dell’iride; pacchi di carte colorate; tubetti di una strana pasta bianca appiccicaticcia (detta colla); bizzarri strumenti taglienti (detti forbici) …. tutte cose che servivano a rendere sempre più meraviglioso ed allegro quel luogo singolare chiamato Scuola.

Sì, perché sovente non c’era quasi nulla che aiutasse quel posto a mantenersi prodigioso …. Talvolta capitava (e sempre più spesso da quando era arrivata una strega cattiva, la Crisi, accompagnata da malefici folletti, i Tagli!) che parecchi signori Bambini giungessero da casa senza tutti quegli oggetti stupefacenti utili a perpetuare la magia che avrebbe dovuto contraddistinguere la Scuola.
Ma gli sforzi dei signori Maestri erano invisi ai più: ai capi del Paese con “la forma di una scarpa da femmina”; a chi scriveva su dei curiosi grandi fogli di carta, i giornali; a chi parlava da una bizzarra scatola rettangolare, la televisione; talvolta anche a qualcuno degli abitanti di quello strano Paese che non aveva ancora imparato a valorizzare le proprie eccellenti risorse.
Si pensava che fossero, anche grazie alle scorribande della strega Crisi e ai sortilegi dei folletti Tagli, dei privilegiati, spesso arroganti ed imboscati; si vociferava che fossero dei mangiapane a tradimento.

Si sosteneva che la missione che si erano dati (e cioè quella di fare in modo che la Scuola continuasse ad essere un luogo portentoso!) fosse un lavoretto da quattro soldi e non invece un’impresa quasi leggendaria.

In realtà, anche proprio grazie agli sforzi dei signori Maestri che li avevano preceduti, quello strampalato Paese, dalla memoria molto corta, ottenne una Scuola aperta a tutti e di qualità; grazie anche alle sollecitazioni positive uscite dalla quella buona Scuola raggiunse la libertà e l’uguaglianza per tutti, dopo anni, forse secoli, di buio e di oscurantismo.

In un tempo non molto lontano infatti la Scuola era accessibile solo ai signori Bambini molto ricchi; spesso le signore Bambine non potevano entrarvi; ci fu addirittura un’epoca in cui per accedervi era necessario esibire un certificato di purezza razziale.
Cioè a dire che i signori Bambini considerati impuri o inferiori oppure quelli malati o poveri a Scuola non ci potevano proprio andare!
Pensate che in altri Paesi del medesimo Pianeta queste situazioni permangono ancora!

Per questo i signori Maestri di oggi raccontano sempre ai fortunati Bambini del loro tempo che la Scuola, l’Educazione, la Cultura sono beni senza prezzo, diritti da difendere e da diffondere a qualsiasi costo.
I signori Maestri del Paese con” la forma di una scarpa da femmina” non si considerano affatto esseri straordinari; sono però consapevoli che gli scontri con la strega Crisi e i folletti Tagli saranno duri e difficili.
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