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UN MESE FONDAMENTALE PER LA SCUOLA ITALIANA - Centro Studi per la Scuola Pubblica di Padova
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UN MESE FONDAMENTALE PER LA SCUOLA ITALIANA

domenica 11 novembre 2012

In un quadro generale caratterizzato da un massacro sociale - che doveva abbattere un debito pubblico aumentato invece in un anno del 10% e che ha colpito i settori più deboli e disagiati, mentre nulla pagano gli evasori fiscali, i grandi patrimoni, banche, gruppi finanziari e industriali, e la corruzione e le ruberie delle caste politiche e manageriali sono al parossismo – è ancora una volta soprattutto la scuola pubblica la vittima sacrificale, visto che per essa la legge che verrà votata alla Camera tra il 14 e il 16 novembre prevede l’aumento dell’orario (a parità di salario) di un terzo ai docenti delle medie e delle superiori, con la conseguente espulsione di altre decine di migliaia di precari; la deportazione degli insegnanti “inidonei”, il blocco infinito di contratti e scatti di anzianità.

UN MESE FONDAMENTALE PER LA SCUOLA ITALIANA
• SCIOPERO GENERALE IL 14 NOVEMBRE
• MANIFESTAZIONE NAZIONALE UNITARIA A ROMA IL 24 NOVEMBRE

Il 27 ottobre il No Monti Day ha visto manifestare a Roma contro la legge di “instabilità” e le politiche disastrose del governo Monti e contro gli ulteriori provvedimenti di immiserimento della scuola pubblica e dei suoi protagonisti, molte decine di migliaia di persone e insieme a tanti altri lavoratori/trici del pubblico e del privato, anche il mondo della scuola. Tantissimi docenti “stabili” e precari, Ata e “inidonei”, studenti medi e universitari, hanno in particolare portato nelle strade di Roma la protesta contro il continuo impoverimento dell’istruzione pubblica che il governo Monti, proseguendo le politiche scolastiche di Gelmini e Fioroni, Berlinguer e Moratti, vorrebbe ulteriormente imporre nella legge di in-stabilità e con il varo della Aprea-Ghizzoni.
In un quadro generale caratterizzato da un massacro sociale - che doveva abbattere un debito pubblico aumentato invece in un anno del 10% e che ha colpito i settori più deboli e disagiati, mentre nulla pagano gli evasori fiscali, i grandi patrimoni, banche, gruppi finanziari e industriali, e la corruzione e le ruberie delle caste politiche e manageriali sono al parossismo – è ancora una volta soprattutto la scuola pubblica la vittima sacrificale, visto che per essa la legge che verrà votata alla Camera tra il 14 e il 16 novembre prevede l’aumento dell’orario (a parità di salario) di un terzo ai docenti delle medie e delle superiori, con la conseguente espulsione di altre decine di migliaia di precari; la deportazione degli insegnanti “inidonei”, il blocco infinito di contratti e scatti di anzianità. E a tutto questo scempio si aggiunge la legge Aprea-Ghizzoni, passo decisivo per l’aziendalizzazione della scuola, l’eliminazione degli organi collegiali, la vittoria della scuola-quiz e della gestione della didattica da parte di aziende e imprese a fini di profitto; nonché il ridicolo concorsaccio per dividere e ricattare ulteriormente i precari.
Ma abbiamo una occasione rilevante per bloccare questo disastroso processo grazie allo sciopero generale del 14 novembre. Esso è partito da tutti i sindacati e movimenti sociali spagnoli, in lotta da tempo contro la crisi pagata dai settori più deboli e indifesi della società: e si è poi esteso al Portogallo e alla Grecia con analoga partecipazione di popolo. La sconfitta delle politiche liberiste non può avvenire in un solo paese: dunque va raccolto l’appello dei tre popoli affinché il 14 sia davvero la prima, grande e unitaria mobilitazione popolare europea. Perciò i COBAS hanno indetto per il 14 lo sciopero generale per tutte le categorie, che avrà una particolare incidenza nella scuola perché proprio in quei giorni si votano alla camera i provvedimenti della legge di instabilità e rinnovano l’appello agli altri sindacati per uno sciopero unitario in questa giornata.

Sabato 24 Novembre saremo anche a Roma, assieme a tutti gli altri sindacati, per (speriamo!!) una grandissima Manifestazione Nazionale Unitaria.

Nelle piazze italiane chiederemo con forza :

la cancellazione delle 24 ore settimanali dell’orario di cattedra - folle aumento del 33% dell’orario di lavoro mai imposto in Italia o in altri paesi europei nel dopoguerra;

la cancellazione del concorsaccio per i precari, della deportazione degli “inidonei” e della legge Aprea-Ghizzoni;

 massicci investimenti nell’istruzione pubblica, lo sblocco dei contratti e degli scatti di anzianità;

 il ruolo unico dalle materne alle superiori a 18 ore, come nella media europea;

 l’assunzione a tempo indeterminato dei precari, i diritti sindacali per tutti.