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IL CONCORSO E’ UNA TRUFFA

mobilitazione 4 settembre contro il concorso truffa, per la scuola di tutti per tutti

sabato 1 settembre 2012

IL CONCORSO E’ UNA TRUFFA

I Cobas Scuola del Veneto fanno propria l’indicazione dei precari di Pisa e Lucca che postiamo qui di seguito ed invitano tutti i lavoratori della scuola a mobilitarsi contro il CONCORSO TRUFFA per costruire una piattaforma condivisa che superi i piccoli - legittimi - interessi di parte e metta al centro:

* la stabilizzazione dei precari su tutte le cattedre vacanti*

* la ridiscussione del reclutamento*

* 20 alunni per classe*

* il rinnovo contrattuale*

* la democrazia sindacale*

Cobas Scuola del Veneto

Come precari e precarie Cobas Scuola di Pisa e di Lucca aderiamo con convinzione al presidio che verrà effettuato a Roma presso il MIUR a partire dal 4 settembre . Sacrosanta è la protesta contro i concorsi-truffa, di cui il primo sarà bandito il prossimo 24 settembre: una presa in giro tanto per i neolaureati che per i precari inseriti da anni nelle GAE.

Concorsi-truffa che sembrano veramente la ciliegina sulla torta, dopo anni di intollerabili negazioni dei diritti perpetrate ai danni di tutto il personale della scuola, precario e non, e della stessa scuola pubblica. Usciamo da tre anni di tagli imposti dal duo Tremonti-Gelmini, con la perdita di 143.000 posti di lavoro tra il personale precario docente e ATA: in pratica, il più grande licenziamento di massa nella storia della Repubblica. E le previsioni di organico per il personale precario docente riguardo l’anno scolastico che sta iniziando continuano a essere enormemente sottodimensionate.

22.000/24.000 posti saranno assegnati a ruolo: una cifra equivalente al numero dei docenti che andranno in pensione, niente di più! Tanto per farsi un’idea, per il sostegno sono previsti 1.991 posti a fronte dei circa 38.000 che lo scorso anno erano stati occupati da una supplenza fino al termine delle attività didattiche. Come al solito, questi posti saranno ricavati per metà dalle GAE, per metà dal vecchio concorso del 1999. Un bel risparmio per il MIUR, visto che chi va in pensione ha lo stipendio al massimo tabellare, mentre i neoassunti avranno per nove anni lo stipendio al minimo, grazie al contratto separato firmato da CISL-UIL-SNALS-GILDA il 19 luglio del 2011.

A fronte di questi numeri così esigui, si prevede un’ondata di cattedre a tempo determinato: forse ancora più (aumenta il numero degli iscritti) dei 107.000 supplenti chiamati in cattedra lo scorso anno fino al termine delle lezioni o fino al 31 agosto, comunque a tempo determinato: 1 ogni 6 insegnanti di ruolo! Cattedre che, per inciso, sarebbero molte di più se le tendenze post-Gelmini non avessero portato a saturare il numero di alunni per classe, spesso stipate con 30 e più studenti in barba a qualsiasi norma di sicurezza e di buon senso. Cosa significa? Significa che, dal momento che si assegnano cattedre vacanti per periodi che coprono tutto l’anno scolastico, LE CATTEDRE CI SONO, E SONO CATTEDRE DI DIRITTO E NON DI FATTO! Ma trasformandole in cattedre di diritto queste sarebbero trasformate in immissioni in ruolo… E al MIUR questo non conviene, dal momento che, a parità di responsabilità, obblighi e mansioni, ogni precaria/o della scuola costa qualcosa come 9.000 euro in meno l’anno rispetto a un collega di ruolo!

È dunque solo per una questione di puro sfruttamento che viene mantenuto l’esercito di riserva del precariato (a cui si sta tentando di scippare anche il vitale diritto al pagamento delle ferie non godute), anche a costo di penalizzare, oltre che il personale docente, anche l’intero sistema dell’istruzione pubblica, a danno soprattutto degli stessi studenti: classi-pollaio, negazione del diritto al sostegno (casistica in cui rientrano gli insegnanti “in esubero” costretti a riciclarsi in insegnanti di sostegno), insegnanti dichiarati “inidonei” e ingiustamente declassati, sistemi di “valutazione” di studenti, insegnanti e scuole attraverso “test” che degradano la didattica virtuosa, tentativi di privatizzare la scuola con la riesumazione dell’“Aprea” sotto mentite spoglie.

È IN QUESTA SITUAZIONE CHE DAL MINISTERO VIENE GIOCATA LA CARTA “RISOLUTIVA” DEL CONCORSO!

Anzi, dei concorsi: 2 in 2 anni. Con criteri assolutamente fuori dal mondo.

Un primo concorso (11.892 posti) che sarà bandito il prossimo 24 settembre, taglia fuori i laureati post-2003-04; prevede una prova selettiva basata sui soliti screditati quiz – per partecipare alla quale bisognerà presumibilmente sborsare una “tassa d’esame” di 100 €; prevede una ridicola e avvilente simulazione di lezione di fronte a una commissione. Si tratta di un concorso che non aggiungerà 1 solo posto a quelli già previsti per l’entrata in ruolo nel prossimo anno in sostituzione dei pensionamenti, e che semplicemente sostituirà dal prossimo anno le graduatorie del concorso 1999 nell’attribuzione metà da GAE/metà da concorso.

Un secondo concorso, che sarà invece bandito a settembre del prossimo anno, scalzerà il concorso prossimo venturo e si baserà su criteri ancora più squallidi: aperto solo ai già abilitati (tramite concorso, S.S.I.S. o T.F.A.) e gestito – pare – scuola per scuola, nascondendo una vera e propria assunzione diretta da parte dei presidi!!

In questo clima un infame battage pubblicitario sta presentando i concorsi come “privilegio della classe insegnante”, unico settore dove invece di licenziare si assume!!! E sfrutta i trabocchetti del regolamento concorsuale per presentare i docenti precari come spaccati fra loro e intenti a preservare chissà quali diritti e quali precedenze!

Anche per questo, BEN VENGA LA MOBILITAZIONE UNITARIA DEL VARIEGATO MONDO DEL PRECARIATO SCOLASTICO DOCENTE che,

oltre alla sacrosanta OPPOSIZIONE AL CONCORSO-TRUFFA,

abbia ben chiara la situazione di COMUNE SOFFERENZA DELLA SCUOLA PUBBLICA NEL SUO INSIEME,

e che sappia individuare le cause dirette di questa sofferenza e le soluzioni NECESSARIE:

- FINE DELLA TRUFFA ORGANICO DI FATTO-ORGANICO DI DIRITTO, IMMISSIONE IN RUOLO SU TUTTI I POSTI DISPONIBILI,

e in ogni caso,

- PARITÀ DI TRATTAMENTO TRA PERSONALE A TEMPO DETERMINATO E A TEMPO INDETERMINATO

- RITIRO DEI TAGLI

- APERTURA DI UN PARTECIPATO DIBATTITO SUL RECLUTAMENTO DEL PERSONALE DOCENTE,

o CHE ESCLUDA L’ASSUNZIONE DIRETTA DA PARTE DEI PRESIDI,

o CHE TENGA CONTO DELLE LEGITTIME ESIGENZE DI TUTTO IL PERSONALE PRECARIO DOCENTE DELLA SCUOLA:

§ DI CHI SI TROVA DA ANNI NELLE GAE

§ DEI NON-ABILITATI (NON SOLO NEO-LAUREATI) CHE HANNO DIRITTO A UN PERCORSO ABILITANTE E QUALIFICATO PER L’INSEGNAMENTO, al di là del CONCORSO, STRUMENTO CLIENTELARE NON UTILE AI FINI DI UNA SERIA VALUTAZIONE DELLE CONOSCENZE E COMPETENZE DEL FUTURO DOCENTE.

Precari e precarie COBAS delle province di Pisa e di Lucca

COMUNICATO dei PRECARI UNITI CONTRO I TAGLI - MOBILITAZIONE DEL 4/09

I Precari Uniti contro i tagli, costituitisi come gruppo trasversale e autonomo di lotta a partire dal varo della L.133/2008, hanno indetto e organizzato il presidio odierno per respingere in modo categorico ogni ipotesi di nuovo concorso, che essi considerano e giuridicamente, politicamente e moralmente irricevibile per i seguenti motivi:

1. Viola i diritti dei docenti precari già abilitati tramite superamento di più di una procedura concorsuale, con anni di servizio alle spalle e inseriti nelle Graduatorie con la legittima aspettativa dell’assunzione

2. Oltraggia docenti deliberatamente precarizzati e sfruttati, che da anni garantiscono il buon funzionamento del sistema-scuola, dipingendoli come abusivi e usurpatori di posti che spetterebbero, secondo la propaganda ministeriale, a “giovani meritevoli”, i quali sono tuttavia paradossalmente esclusi dal bando (destinato agli abilitati e ai laureati col vecchio ordinamento)

3. Calpesta la Legge 206/2006, che prevede l’assunzione di tutti i docenti inseriti nelle Graduatorie
ad esaurimento e snobba le direttive europee (1999/70 CE), che obbligano ad assumere precari
che abbiano stipulato almeno tre contratti di lavoro continuativi

4. Discrimina i docenti ancora inseriti nelle Graduatorie di merito e ad esaurimento sottoponendoli
a nuove, umilianti e inutili prove nonostante abbiano gli stessi requisiti dei docenti che dal 2000
ad oggi sono stati immessi in ruolo senza ulteriore concorso, creando una sperequazione inaccettabile

5. Crea nuove liste “concorrenziali” di precari e azzera, de facto, le Graduatorie, prevedendo la restituzione, ai vincitori del nuovo eventuale concorso, dei posti assegnati sulla base del loro scorrimento, in virtù dell’art. 399 del Testo Unico delle disposizioni legislative sull’istruzione, (decr. 297 del 1994)

6. Riesuma una modalità di selezione obsoleta, teoricamente e felicemente archiviata, nel 2000, dalle SSIS(Scuole di Specializzazione biennale, con prova d’ingresso a numero chiusto, tirocinio formativo e prova finale avente valore concorsuale, secondo quanto stabilito dalla legge 306 del 27/10/2000), nonostante gli scandali passati e recenti legati ai “concorsoni” e i processi clientelari cui essi
hanno sempre dato adito

7. Intende “testare” docenti con esperienza pluriennale adottando la formula del quiz, fallimentare sul piano pratico, come dimostrato dalla recente débacle ministeriale in occasione delle prove per
i TFA e del concorso per i presidi, e del tutto inadeguata sul piano culturale e formativo, come rimarcato con autorevolezza da Luciano Canfora e da altri 26 intellettuali italiani

8. Costa 130 milioni di euro, sufficienti a stabilizzare un congruo numero di precari che hanno già ampiamente dato prova della loro professionalità, abnegazione e competenza

I Precari della Scuola si rifiutano di fare da capro espiatorio di una situazione generata da politiche volte alla precarizzazione degli operatori della scuola e attuate fin dal 1997 (vd. L. 449/97, che vincola le assunzioni del comparto scuola al parere favorevole del Ministero dell’Economia e delle Finanze).

Denunciano che le vere cause del mancato svuotamento delle Graduatorie sono da individuare nei tagli selvaggi e lineari (8 miliardi in meno e 145.000 posti soppressi!), nell’indebita estensione dell’organico “di fatto”, per cui si preferisce stipulare 107.000 contratti a tempo determinato all’anno piuttosto
che assumere su tutti i posti vacanti e disponibili, nella riduzione/revisione gelminiana degli orari, che ha massacrato discipline e attività “portanti” nei vari indirizzi di studio (latino, storia dell’arte, laboratori), nellaformazione delle “classi-pollaio” e nel blocco dei pensionamenti.

Non accetteranno, perciò, alcun’altra soluzione che prescinda dalla stabilizzazione di tutti i precari attualmente e meritevolmente inseriti nelle Graduatorie, dal rifinanziamento urgente della scuola
e dal rispetto degli itinerari formativi e dell’esperienza maturata dai docenti precari.
Il reclutamento e la formazione dei docenti non possono essere merce di scambio elettorale o strumenti di propaganda, ma dovrebbero essere oggetto di un ampio e serio dibattito, che potrà essere avviato dopo l’immissione in ruolo dei precari e la “normalizzazione” delle politiche scolastiche.

PRECARI UNITI CONTRO I TAGLI