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Lettera aperta

L’URLO DELLA SCUOLA…..IL SILENZIO DELLA POLITICA

di Giordano Mancastroppa

domenica 4 marzo 2012

L’URLO DELLA SCUOLA…..IL SILENZIO DELLA POLITICA

Lettera aperta ai politici ed agli amministratori pubblici di Parma
di Giordano Mancastroppa

La scuola italiana urla, la scuola di Parma urla, la mia scuola urla…..

Incapace di farlo coralmente, ad una sola voce, esigendo il rispetto dell’art. 3 della Costituzione, lo fa in modo convulso, con le molte voci di cui è composta.

Urla K., che provoca e picchia i compagni per sentirsi vivo ed accettato……. urlano L., K., G., cercando qualcuno che li ascolti, mentre l’insegnante cerca di dividersi tra loro e 25 altri compagni…. urlano i genitori respinti dalle scuole, nelle loro richieste inascoltate dal Ministero…..urlano i docenti tra di loro, litigando nelle riunioni, per tappare buchi ormai sbrindellati…..

Ma non ci sono soltanto urli: c’è anche la rassegnazione di chi ha visto negli anni una crescente disattenzione, un abbandono della scuola pubblica…e ha perso la voglia di chiedere, di esigere ciò che è un diritto, non un regalo. Non solo una voce di bilancio da ripianare.

Ricordo, due anni fa, un’assemblea in cui si chiedeva ai parlamentari locali di attivarsi verso il Ministero per esigere il pagamento di quei crediti che le scuole stavano aspettando.

La Riforma Gelmini-Tremonti cominciava a far sentire i suoi effetti.

La risposta dei partecipanti fu: deve cadere questo Governo, perché le cose cambino veramente.

Ora c’è un altro governo, appoggiato, tra gli altri, anche da quel partito che era all’opposizione e invocava, insieme a noi, le dimissioni del Ministro Gelmini.

Ma il silenzio sulla scuola è tombale.

Nessun atto. Nessun superamento dei tagli. Nessuna prospettiva.

Nessun politico che chieda rispetto per questa scuola di tutti.

Le priorità sono altre.

Salvare il paese? Come si può salvare il paese, se si massacrano i più piccoli?

L’unico punto in cui si parla di scuola, nel decreto in discussione, è per inserire le prove Invalsi come obbligatorie. Nulla di più.

Neanche una parola per le classi che non potranno formarsi, obbligando a stipare gli alunni/e in classi sempre più numerose ed invivibili.

Neanche una parola per tutte le famiglie che non troveranno posto nelle classi a tempo pieno, nei tempi prolungati, nelle scuole dell’infanzia che non ci sono….

Neanche una parola sul fatto che negli ultimi 3 anni nella nostra Provincia ci sono 2400 alunni/e in più, 25 classi in meno, 307 docenti in meno…..e per il prossimo anno il trend continuerà!

Neanche una parola sui finanziamenti alle scuole, che sono arrivati a quota zero.

Cos’è cambiato, visto che le regole attuali sono ancora quelle dettate dalla famigerata Legge 133 Gelmini-Tremonti?

Cos’è cambiato, se tutti i funzionari ministeriali non hanno altra preoccupazione se non quella di rispettare la legge finanziaria, che chiede di non superare la spesa dell’anno precedente, incurante della realtà che le scuole si trovano ad affrontare?

Chi ha intenzione di mettere mano a tutto questo, per cercare un vero futuro per la scuola pubblica?