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LA SCUOLA DI QUALITA’ NON E’ QUELLA DEI QUIZ E DEI TEST

progetto VALeS

giovedì 16 febbraio 2012

LA SCUOLA DI QUALITA’ NON E’ QUELLA DEI QUIZ E DEI TEST

Ci aveva provato lo scorso anno la Gelmini con due progetti sperimentali (VSQ e “Valorizza”) che sono stati bocciati in moltissime scuole d’Italia; solo dopo molti sforzi, e inviando “esperti” che entravano nei Collegi Docenti per “supportare” i dirigenti, il MIUR ha racimolato una trentina di scuole con le quali sta portando avanti le sperimentazioni. Il progetto “Valorizza” poi, basato sul ridicolo metodo “reputazionale”, è stato definitivamente accantonato (dopo essere costato diversi quattrini ottenuti dai tagli ai nostri stipendi). Ed ora eccoli nuovamente in pista. Cercano 300 scuole in tutta la penisola.

Il progetto VALeS, sinteticamente,consisterà in un rapporto di valutazione iniziale che indicherà punti di forza e di debolezza della scuola; essa dovrà costruire un itinerario di miglioramento e sottoporsi ad una valutazione conclusiva.

IL PIANO DI MIGLIORAMENTO:
a) la scuola, supportata da una “task force di supporto” esterna, mette a punto un piano di miglioramento e lo persegue; «gli obiettivi di miglioramento dovranno necessariamente essere numericamente ridotti, rilevabili e misurabili» (ovviamente i risultati dei quiz Invalsi saranno al centro delle verifiche); sono previsti corsi di formazione «per la comprensione del sistema»(!) e altre azioni non meglio specificate che la scuola potrà individuare;
b)finanziamento: sono previsti per ogni scuola da 10.000 a 20.000 euro lordi per le spese atte al funzionamento, a sostenere il piano di miglioramento e a ricompensare i docenti che collaboreranno (pare attraverso il FIS e dunque la contrattazione interna);
c) l’OCSE monitorerà il progetto sperimentale; inoltre sappiamo che il MIUR ha istituito già da tempo un rapporto privilegiato con alcune fondazioni bancarie e confindustriali che lo affiancano nella definizione dei processi valutativi (vedi Fondazione S.Paolo,Fondazione Treelle, Fondazione Agnelli, tutte di diretta emanazione confindustriale).

LA VALUTAZIONE consisterà in:
a) misurazione dei risultati raggiunti;
b) esposizione degli stessi alla comunità scolastica;
c) pubblicazione degli stessi sul sito del MIUR (progetto “La scuola in chiaro”).

Il tentativo e quello di applicare il sistema della qualità totale (TQM = Total Quality Management, quello per il quale molti operai e tecnici Toyota si sono suicidati) alla scuola, cercando di far penetrare nel corpo docente la cosidetta “cultura della valutazione scientificamente testata”.

La scuola dei QUIZ e dei TEST dunque, per una vita che è tutta un QUIZ, come cantava Arbore in Alto Gradimento; ma se la Corte di Giustizia Europea ci rassicura che anche le galline hanno diritto di razzolare e di non restare chiuse nelle stie per fare l’uovo, tanto più NOI vogliamo una scuola di qualità per tutti, includente, relazionale, cooperativa e democratica.

PER QUESTO DICIAMO CHE
• Non dobbiamo venderci per una misera premialità, che nasconde PER TUTTI una ulteriore dose di lavoro aggiuntivo
• Respingiamo la falsa valutazione fondata sui quiz
• Vogliamo risorse importanti per una scuola pubblica all’altezza dei tempi, quindi rifiutiamo di candidare le nostre scuole per il progetto VALeS
• Diciamo no alle spese miliardarie per i cacciabombardieri F35; quei soldi devono essere utilizzati per migliorare servizi e istruzione.


cobas scuola Padova

CESP
Centro Studi per la Scuola Pubblica – PADOVA

Comitato Genitori ed Insegnanti
per la Scuola Pubblica di Padova

Padova, febbraio 2012. Fip