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“Valorizza”. Ma è una cosa seria?

di Osvaldo Roman

lunedì 2 gennaio 2012

“Valorizza”. Ma è una cosa seria?

inviata da Osvaldo Roman - Roma , 01/01/2012

Il 7 dicembre sono stati presentati dal MIUR nel Convegno "L’avvio del sistema di valutazione in Italia come fattore di miglioramento e sviluppo", i risultati del rapporto di ricerca sul progetto "Valorizza". L’evento, organizzato dal MIUR con la partecipazione di OCSE/CERI, si è tenuto presso l’Aula Convegni del Cnr a Roma. Nella presentazione dei risultati del rapporto di Ricerca, redatto dall’ Associazione TreeLLLe e dalla Fondazione per la Scuola della Compagnia S. Paolo, sono stati richiamati i grandi significati che assume la valutazione e ciò, come ormai recita il mantra, stanti i quesiti che la Commissione Europea ha posto al Governo Italiano in tema d’istruzione, in occasione della Richiesta di chiarimenti sulle misure da intraprendere dal Paese per superare le attuali difficoltà economiche. Come è noto la C.E., con il simpatico commissario agli affari economici Olli Rehn, ci ha chiesto “Quali caratteristiche avrà il programma di ristrutturazione delle singole scuole che hanno ottenuto risultati insoddisfacenti?” e “Come intende il governo valorizzare il ruolo degli insegnanti nelle singole scuole?”.
Anche in questa occasione, come del resto aveva fatto il Presidente Monti in un passaggio della sua presentazione alle Camere, si è voluto ignorare che i chiarimenti europei erano esclusivamente dovuti alla fumosità e alla conseguente scarsa credibilità in materia, della lettera inviata dal Presidente del Consiglio all’U.E. lo scorso 26 ottobre laddove alla voce del paragrafo a. Promozione e valorizzazione del capitale umano, così recitava:
“L’accountability delle singole scuole verrà accresciuta (sulla base delle prove INVALSI), definendo per l’anno scolastico 2012-13 un programma di ristrutturazione per quelle con risultati insoddisfacenti; si valorizzerà il ruolo dei docenti (elevandone, nell’arco d’un quinquennio, impegno didattico e livello stipendiale relativo); si introdurrà un nuovo sistema di selezione e reclutamento.
Giustamente gli europei e specialmente i banchieri europei che sono sovente privi di immaginazione e evidentemente non amano la poesia, di fronte a tali fumose formulazioni gelminiane avevano chiesto chiarimenti. Probabilmente quei banchieri, a differenza dei nostri, così impegnati nella Ricerca in questione, sanno, nonostante la formale risposta del governo italiano del 14 novembre, che nei prossimi 5 anni, stanti le attuali scelte legislative e quelle contenute nel DEF italiano 2011, non ci sarà “trippa per gatti”. Ciò perché non solo non vi sono risorse a ciò destinate (essendo esaurito il famoso 30% per il merito e viaggiando il PIL per l’istruzione verso il 3,7%) ma anche perché lo stato delle strutture tecniche e amministrative preposte al settore (Invalsi, Ansas che torna chiamarsi Indire, e Corpo ispettivo), investite dal riordino previsto dalle leggi n.10/201(DL 225/11 prorogatermini- articolo 2, comma 4-noviesdecies) e n. 111/2011 (Dl 98/11, art 19), è alquanto comatoso.
Non mi soffermo su tali questioni, che meriterebbero un opportuno approfondimento, perché voglio cercare di descrivere compiutamente il modo, a mio parere, “poco serio”, perché molto tortuoso, mistificatorio, con cui tale progetto è stato prima elaborato e poi presentato e realizzato.
COSA SI SPERIMENTA REALMENTE?
Come è noto il tema della valutazione degli insegnanti e del riflesso che questa potrebbe e dovrebbe avere sulla carriera economica dei docenti non è nuovo neppure nel nostro paese e diversi ministri ci si erano cimentati con esiti non soddisfacenti.
Anche il Ministro Gelmini fin dal suo esordio, e poi a più riprese, ha collegato il tema della valutazione dei docenti a quello del superamento della loro carriera economica ancorata unicamente al parametro delle anzianità, a suo dire, ultimo retaggio del deprecato sessantottismo.
Nel nostro Paese lo sforzo di elaborazione più notevole su questo argomento rimane senza alcun dubbio quello proposto dall’Associazione TreeLLLe nel suo Quaderno n. 4 del luglio 2004 dedicato all’autonomia scolastica.
Quello che in questa occasione mi preme sottolineare criticamente non è il fatto che si sia ricorso a quella elaborazione, molto discutibile, che presenta comunque caratteristiche culturali e scientifiche di tutto rispetto, ma che lo si sia fatto nascondendo all’opinione pubblica e agli insegnanti che si andavano a valutare, i reali obiettivi di quel progetto. Si è voluto, come vedremo, approfittare della congiuntura economica causata dalla crisi internazionale per creare le condizioni per una trattazione di tale materia fuori da un quadro di corrette relazioni sindacali e in presenza di misure legislative che, per i docenti, da una parte bloccavano la contrattazione sindacale, e dall’altra intaccavano profondamente, con il blocco degli scatti retributivi e con il taglio dei tre anni di servizio, la struttura esistente in materia di carriera economica per anzianità.
Senza dirlo, nei fatti, con il premio di una mensilità di retribuzione, da elargire al 30% dei docenti, più meritevoli per reputazione, non solo si è voluto effettuare una determinata sperimentazione della valutazione dei docenti, sostenuta dalla previsione di erogazione di un compenso accessorio ai sensi del DLvo 150, ma di fatto si è cercato di attivare un processo che avrebbe dovuto progressivamente introdurre un nuovo tipo di carriera economica dei docenti basato su tre diversi livelli professionali.
Si voleva così sperimentando, cambiare senza legge e senza contratto, la carriera dei docenti, scodellare poi il risultato, magari nel pdl presentato dall’on. Aprea all’inizio della legislatura alla Camera o come direttiva all’Aran per la prossima contrattazione nazionale. Non so se è chiaro a tutti, anche a quelle organizzazioni sindacali che hanno sottoscritto, il 12 luglio 2011, il Contratto Collettivo Nazionale Integrativo concernente i criteri e i parametri di attribuzione delle risorse alle scuole e ai docenti che partecipano alle sperimentazioni attivate nell’anno scolastico 2010-11, che questo modo di procedere non è legittimo. Il percorso legale è esattamente l’inverso!
Si trattava di ricevere dal Parlamento o da un Contratto, reso in questa fase possibile solo da una deroga legislativa, l’acquisizione del principio giuridico della carriera per livelli, del principio dell’avanzamento nei livelli per merito, la definizione dei contingenti di posti da riservare in ogni livello e i requisiti, non solo economici, derivanti dalla collocazione in un determinato livello. Si tratta di norme valide non solo per i nuovi assunti ma di disposizioni che con, tutta evidenza, mutano tra l’altro la natura e contenuti dei contratti privatistici esistenti e poi sperimentare sulla base di tale mandato i modi per la più efficace valutazione delle modalità di accesso
La ricerca su Valorizza effettuata dall’Associazione TreeLLLe e dalla Fondazione di San Paolo, in effetti ad un certo punto della sua narrazione accenna allo studio pubblicato nel 2004 e sottolinea come questo sia stato posto alla base dei lavori del Comitato Tecnico scientifico nominato dal ministro Gelmini. Fin qui nulla di illegittimo: il ministro nella sua autonomia può scegliere il progetto e nominare un comitato costituito dagli ideatori e da sostenitori del medesimo.
Quello che si deve eccepire è innanzitutto che questi nostri singolari governanti ignoravano che le sperimentazioni che cambiano gli ordinamenti e impegnano risorse economiche in ogni caso necessitano di un parere da parte del CNPI.
Ignoravano pure che non è molto serio affidare il monitoraggio (la validazione) di un progetto a coloro che, magari qualche anno orsono, lo hanno ideato e proposto.
Poiché tale modo di procedere presentava anomalie molto evidenti, e purtroppo diffusamente ignorate, si sono così affastellate una serie di gravi scelte che voglio descrivere.
Con il Decreto ministeriale del 18 febbraio 2010, peraltro attualmente non reperibile nel sito del MIUR si decideva non solo la composizione del Comitato Tecnico scientifico ma si indicavano le finalità che gli erano state affidate.
Al progetto complessivo elaborato dal CTS medesimo e al DM del 29 marzo 2011 che ha messo a punto i due progetti di sperimentazione anche sotto l’aspetto finanziario non è stata data alcuna forma di pubblicità. In compenso sono noti i Protocolli stipulati con le fondazioni bancarie e con l’Associazione TreeLLLe.
La Ricerca ci dice che il DM 18 febbraio 2010 ( non riportato nella ricerca) avrebbe avuto il compito di costituire un apposito Comitato tecnico scientifico internazionale (CTS) con il compito di definire le linee strategiche per la costruzione di un sistema nazionale di valutazione finalizzato alla valorizzazione del merito e del talento e al miglioramento continuo sia della qualità della didattica che del sistema scolastico nel suo complesso; […]”.
Ne avrebbero fatto parte Roger Abravanel, Michael Barber, Norberto Bottani, Andrea Ichino, Giorgio Israel*, Attilio Oliva, Andrea Gavosto, Anna Maria Poggi, Luisa Ribolzi, Giovanna Barzanò, Giovanni Zen, Paola Callegati, Giancarlo Capello (i componenti contrassegnati con l’asterisco non hanno potuto partecipare ai lavori del CTS).
Sul sito dell’ADI viene invece fornita una composizione del CTS parzialmente diversa: Barzanò Giovanna, Biondi Giovanni, Bottani Norberto, Cappello Giancarlo, Cosentino Giuseppe, Gallegati Paola, Gavosto Andrea,Gentili Claudio, Ichino Andrea, Israel Giorgio, Oliva Attilio, Poggi Annamaria, Ribolzi Luisa, Zen Giovanni
La sperimentazione parte dunque alla fine del 2010 senza uno specifico finanziamento e con imprecise finalità. Solo con il Decreto interministeriale n 3 del 4 gennaio 2011 le vengono assegnati 31 milioni.
Per comprendere cosa si proponeva realmente la sperimentazione denominata “Valorizza” occorre dunque risalire al progetto del 2004 e tenere presenti le proposte di realizzarlo compiutamente presentate da TreeLLLe e dalla Compagnia di San Paolo nelle indicazioni al Miur contenute nella parte finale della Ricerca che stiamo esaminando. In realtà, stando almeno al Protocollo, le proposte migliorative avrebbero dovuto riguardare l’oggetto esplicito della sperimentazione cioè il meccanismo della valutazione reputativa ai fini della concessione del premio. Esse invece, come vedremo, riguardano la costruzione della carriera docente per livelli.

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