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didattica, diritti a scuola

UNA SCUOLA PER TUTT*, IN PRESENZA E IN SICUREZZA

di Cobas scuola del Veneto

sabato 28 agosto 2021, di cesppadova

UNA SCUOLA PER TUTT*, IN PRESENZA E IN SICUREZZA

Saremo in piazza il 20 settembre con Priorità alla Scuola

di Cobas scuola del Veneto

Il prossimo anno scolastico sta per cominciare e ad aspettare personale ed alunni/e al varco ci sono come sempre i problemi strutturali legati a un settore lasciato da anni alla deriva di cui nessun governo sembra intenzionato a farsi carico. Ad essi nell’ultimo anno e mezzo si è aggiunta la pandemia di Covid-19 che ha posto l’ulteriore questione, almeno formalmente, di come garantire la continuità didattica in presenza e in sicurezza. Questione che a quanto pare il ministero ritiene “risolta” con l’imposizione del green pass al personale scolastico. Noi no, inoltre riteniamo sia vergognoso indicare il personale della scuola, al 90% vaccinato, come fosse l’untore di manzoniana memoria.

Vale la pena ricordare che come Cobas scuola, CESP, Priorità alla scuola ci siamo mobilitati, abbiamo manifestato, abbiamo - pensiamo - fatto il possibile, con le forze e capacità in nostro possesso, per denunciare le carenze e gli errori di chi ci governa nella lotta alla pandemia da Covid, sia in generale che nello specifico della scuola. Lo abbiamo fatto sostenendo che questa condizione che viviamo è una sindemia, in cui l’epidemia da Covid è un epifenomeno, non diverso dagli ’episodi naturali estremi’ a cui assistiamo impotenti, frutto di un Sistema predatorio dove la vita stessa, il vivente animale o vegetale che sia, è valutata in funzione del profitto. Per la scuola abbiamo sempre sostenuto che la sua funzione è essenziale alla formazione dei futuri cittadini e che va salvaguardata con misure di sicurezza che partono dal numero di alunni, dal rispetto delle normative esistenti sul distanziamento, dal monitoraggio in situ dei contagi, cosi come per la sicurezza dei lavoratori. La libertà e l’uguaglianza non sono principi astratti bensì pregni di materialità, dalle condizioni di vita, geofisiche, ambientali, reddituali, di genere, sociali, collettive ed individuali, non ultimo l’accesso al vaccino, bloccato dai brevetti speculativi delle multinazionali chimico-farmaceutiche.

Oggi, per il secondo anno consecutivo nulla è stato realmente fatto per rendere fruibili in sicurezza i trasporti locali, nulla è stato fatto di ciò che è necessario per mettere in sicurezza le scuole: diminuire il numero di alunni/e per classe e ampliare gli spazi, aumentare proporzionalmente l’organico di docenti e Ata, predisporre lo screening periodico di alunni/e e personale. Ne è ulteriore riprova il fatto che il protocollo di sicurezza per l’a.s. 2021/2022 è praticamente identico a quello dello scorso anno tranne che per l’obbligo tassativo del distanziamento di un metro (due metri dalla cattedra) nelle aule, che può essere derogato nel caso in cui limiti strutturali degli edifici scolastici non lo consentano: così si mette una pezza alle carenze degli edifici scolastici esistenti e si lasciano in stato di abbandono altre strutture che potrebbero essere recuperate con relativo dispendio di risorse.
Ma, anche con le attuali suddette inadempienze, per prevenire il contagio nelle scuole sarebbe molto più razionale e utile predisporre tamponi periodici gratuiti per tutta la comunità scolastica, come sembrava essere previsto nel protocollo MI-OOSS. Considerando i tempi medi di incubazione del virus prima che si manifesti ai test, basterebbe un tampone gratuito alla settimana. E, se si utilizzassero i tamponi salivari [oggi validati], lo screening periodico di tutta la comunità scolastica garantirebbe condizioni di sicurezza, consentendo di circoscrivere tempestivamente eventuali focolai con test meno invasivi rispetto a quelli rino-faringei. La volontà del Ministero sembra però essere un’altra, ovvero continuare sul solco di quanto fatto da marzo 2020: scaricare gli oneri della gestione di una situazione emergenziale direttamente su studenti e lavoratori. Così dopo un anno e mezzo in cui è stato negato ad ampie fasce di popolazione scolastica l’accesso ad una didattica dignitosa e in cui i docenti si sono dovuti improvvisare come somministratori di contenuti digitali, a metà agosto il ministro Bianchi ha annunciato l’obbligatorietà del green pass per il personale scolastico. Di fatto imponendo un obbligo surrettizio alla vaccinazione e una discriminazione rispetto a molte altre categorie di lavoratori.
Consideriamo la vaccinazione uno strumento fondamentale nel breve periodo per ridurre e contenere il danno sociale prodotto dalla pandemia, ma troviamo irricevibile che da un lato il governo, per questioni di opportunismo politico, non introduca un obbligo generalizzato a vaccinarsi (pur essendoci ormai un’ampia disponibilità di vaccini) ma dall’altro ponga le persone – legittimamente – reticenti al vaccino di fronte al ricatto dell’esclusione lavorativa e sociale.

il presente testo è stato inviato in data odierna a tutte le scuole del Veneto.
in allegato formato volantino.