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comunicato

PRECARI, GRADUATORIE, ESCLUSIONI, PASTICCI

di Cobas della scuola Padova

giovedì 22 luglio 2021, di cesppadova

Venerdì 23 luglio alle ore 11:00 terremo una conferenza stampa presso la Saletta Verde del Pedrocchi per pubblicizzare le nostre iniziative e saremo a disposizione per domande e chiarimenti.


di Cobas della scuola Padova

Comunicato stampa dei Cobas della Scuola del Veneto a favore dei precari oggi esclusi dai concorsi straordinari per titoli e dalle GPS (Graduatorie Provinciali per le Supplenze).

Padova, 21 luglio 2021.

In questi ultimi mesi alcune segreterie delle scuole del Veneto ed alcuni Uffici territoriali stanno inviando ad alcun* docenti decreti di esclusione dal Concorso Straordinario per il ruolo, dalle Graduatorie Provinciali per le Supplenze ed il licenziamento in tronco per chi ha il contratto al 31 agosto.

Per i Cobas della Scuola si sta consumando a danni di alcun* precari/e un evidente illecito, legato ad una zelante e fuorviante interpretazione dell’Ordinanza ministeriale dell’agosto 2020 (cosiddetta ordinanza Azzolina) sulla verifica dei requisiti di ammissione alle GPS ed al Concorso Straordinario (bandito nel 2019, avviato a fine 2020 e conclusosi nel marzo del 2021...) da parte di alcuni funzionari locali.

Per questo saremo a fianco dei precari dando il Nostro supporto sindacale e legale.

Venerdì 23 luglio alle ore 11:00 terremo una conferenza stampa presso la Saletta Verde del Pedrocchi per pubblicizzare le nostre iniziative e saremo a disposizione per domande e chiarimenti.

Di seguito una “sintesi” dell’accaduto.

Il tempo.

Nel 2018 il non compianto ministro dell’Istruzione Bussetti dichiarava l’avvio di un concorso pubblico per la messa a ruolo dei docenti “vecchi” (straordinario) e “nuovi” (ordinario), dopo il riordino delle classi di concorso e dei settori disciplinari e scientifici ad esse afferenti, che nel recente passato hanno creato non poca confusione nel tentare di capire se gli aspiranti docenti avessero i titoli per parteciparvi. Non se ne fece nulla.

Nel 2019, salita al soglio minervino, l’allora neo ministra Azzolina dichiarava l’avvio di un concorso pubblico per la messa a ruolo dei docenti “vecchi” (straordinario) e “nuovi” (ordinario). E la riforma degli ambiti territoriali (già Graduatorie provinciali), con il ritorno alle Graduatorie Provinciali. Tutto per rimpolpare le esangui cattedre pubbliche, coperte da un sempre maggior numero di precari, senza qualifiche né esperienza.

La scuola al tempo del colera, ovvero Contra precarii.

Il concorso per i “vecchi” si è fatto (quello straordinario), ma non subito, bensì in piena pandemia. Quello per i “nuovi” è stato diviso a metà: prima per gli aspiranti STEM (materie scientifiche, tecnologiche, economiche e matematiche), tuttora in corso, poi per gli altri (nelle materie “umanistiche”) Un’ordinanza agostana del 2020 ammoniva però Uffici periferici e Dirigenti Scolastici da questi delegati di verificare i titoli di accesso, senza specificare dei soli neo immessi nelle GPS, ma anche di quelli già certificati ex post, perché da anni iscritti nelle precedenti graduatorie (le graduatorie durano 3 anni e la legge prescrive che tali controlli siano celeri, compatibilmente con gli impegni delle amministrazioni); l’ordinanza prescrive tali controlli anche per i concorsi, ma con calma, anche a cose fatte (e così accadrà: avverranno a cose strafatte). Così si è preparata la frittata.

Il processo.

Ed eccoci dunque ad oggi: a due anni dall’avvio delle procedure concorsuali e a quasi due dall’entrata a regime delle GPS alcuni zelanti Uffici e Dirigenti scolastici denunciano la mancanza di uno o due esami degli aspiranti docenti tra i titoli necessari per entrare nelle graduatorie, anche a coloro che nelle graduatorie vi sono da anni (mediamente 6, quindi già certificati non una volta, bensì due), insegnano ed hanno partecipato in virtù di questa anzianità e della certezza di avere i titoli (lo ribadiamo: “certificati” dalla pubblica amministrazione non una, ma spesso due volte) al concorso straordinario: l’effetto di questo “processo” è il licenziamento di coloro che hanno avuto la cattedra sino ad agosto, l’esclusione dalle GPS e dal Concorso.

Effetto farfalla.

Sbandierati come tentativi di invertire il corso della scuola degli ultimi 10 anni (sempre più precari e sempre meno docenti potenziali, ovvero con un percorso abilitante), GPS e concorso straordinario del 2019 (ma terminato nel 2021...) svuotano ulteriormente la scuola di personale qualificato (sempre più raro), gettano in una precarietà più precaria i precari storici, rovinano la vita di chi nel frattempo, alla luce di anni di docenza con la “certezza” di arrivare prima o poi al ruolo, ha pianificato il proprio futuro professionale, familiare ed umano.

I Cobas della scuola non stanno a guardare: abbiamo denunciato a suo tempo l’oscurità con cui la riforma dell’Università aveva cambiato i corsi senza renderli facilmente e chiaramente riconducibili agli ambiti disciplinari e didattici necessari per svolgere un percorso che desse accesso all’abilitazione docente.

Ora denunciamo questa situazione paradossale (abbiamo diversi argomenti per spiegare questo apparente caos e nessuno va nella direzione di salvaguardare la Scuola Pubblica della Repubblica) e sosteniamo e sosterremo le/gli aspiranti docenti finiti in questo tritacarne, anche con azioni legali (sebbene il Nostro non sia un sindacato “ricorsista”!), certi che Giustizia debba farsi, anche per non anticipare la morte di quell’organo costituzionale agonizzante che è la Scuola Pubblica della Repubblica (quella, per capirci, voluta da Calamandrei e dai padri costituenti).

Mala tempora currunt...