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Alcune riflessioni sui cambiamenti in atto nel sistema scolastico italiano

a cura di Di Fresco Silvia e Vescovi Matteo

giovedì 11 agosto 2011

Qui di seguito vi proponiamo una lettura critica dei processi di cambiamento in atto nel sistema scolastico italiano proposta da Silvia e Matteo, insegnanti precari attivi nel movimento bolognese.

L’arrestabile ascesa della scuola delle competenze.

Alcune riflessioni sui cambiamenti in atto nel sistema scolastico italiano

a cura di Di Fresco Silvia e Vescovi Matteo

“State pur tranquilli / ci saranno sempre più poveri e più ricchi / ma tutti più imbecilli.” G.Gaber.

La razza in estinzione

1. Società della conoscenza/società del controllo
di Silvia Di Fresco

Sulle pagine della rivista Ospite Ingrato dedicata al tema della conoscenza, Sergio Bologna 1, dopo aver sottolineato l’inefficacia dell’attuale sistema formativo, concludeva il suo articolo chiedendosi quale possa essere il futuro degli studi umanistici in un contesto in cui il lavoro, e il suo linguaggio, sono altamente dominati dalla tecnologia. Il problema ovviamente non riguarda solo l’Italia e non coinvolge solo aspetti interni alla didattica, ma riguarda il modello di società che saremo in grado di immaginare per risolvere i giganteschi problemi ecologici e sociali che il pianeta si trova ad affrontare. É quella che recentemente Martha Nussbaum ha definito come «crisi dei saperi socratici», cioè di quei saperi che sviluppano competenze non misurabili come la capacità di confrontarsi e mettersi in discussione, di assumere il punto di vista dell’altro, di produrre soluzioni innovative (e non esecutive) rispetto ai contesti in cui sorgono i nostri problemi. Saperi che rappresentano le finalità di un’educazione rivolta alla costruzione di una comunità democratica, all’interno dei quali l’insegnamento di materie letterarie e scientifiche va salvaguardata rispetto a un’educazione schiacciata sui saperi tecnici e specialistici. Sostiene la Nussbaum che tali insegnamenti hanno persino una finalità economicistica indiretta in quanto «l’innovazione richiede intelligenze flessibili, aperte, creative. La letteratura e le arti stimolano queste facoltà.
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